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Ischia: le pinete

di Francesco Mattera

Parco Pineta Nenzi Bozzi 

In origine si trattava di una continuazione della pineta storica di Ischia impiantata dai Borbone su progetto del botanico Gussone sull’antica colata lavica dell’Arso. In tempi più recenti ( inizio novecento) divenne il giardino della villa dei signori Nenzi-Bozzi prima e De Biase poi. La destinazione a giardino risalta oltre che per il particolare disegno dei viali e sentieri interni, anche per la presenza di relitti vegetazionali alquanto particolari e notevoli tra cui si segnalano: a) un popolamento  semi-spontaneizzato di Polygala myrtifolia  costituito da arbusti molto rustici  e diversi ( per habitus e biologia fiorale) dalle varietà selezionate oggi reperibili in commercio; b) esemplari storici di carrubo (Ceratonia siliqua) e di roverella (Quercus peduncolata), oltre ad una miriade di piante erbacee ed arbustive tipiche del sottobosco della macchia mediterranea di cui è ben conservato un tratto cospicuo sul lato est per quasi tutta la lunghezza del parco.
Da un punto di vista ecologico rappresenta lo sbocco costiero più rilevante delle pinete storiche di Ischia, collegato con il corpo centrale più cospicuo dal corridoio costituito dalla pineta Sippic-Sigeca. Da un punto di vista agronomico  e colturale si distingue dagli altri siti per una presenza alquanto estesa di superfici che nel corso degli anni sono stati integrati con apporti di terreno agrario di risulta poggianti sulla originaria matrice trachitica , per cui il popolamento vegetale naturale , come quello artificiale , godono di migliori condizioni edafiche e nutrizionali del suolo. 

Parco Villari 1 ( Ischia Ponte )

Il parco pineta più esteso del comune di Ischia e di più complessa strutturazione.  Dal punto di vista ambientale si rilevano molteplici punti di significatività quali: a) La presenza ancora cospicua di pini secolari ultracentenari; b) Un sottobosco di macchia mediterranea in singolare equilibrio biocenotico con la pineta;  c) la presenza di particolarissimi micro ambienti determinati dal suolo roccioso (massi di trachite e pomici disposti in modo casuale e caotico) con infeudamento di specie botaniche anche alquanto rare o singolari ; d) la presenza di polle di acqua dolce affiorante un tempo utilizzate anche per scopi terapeutici.
Da un punto di vista agronomico e colturale, tranne poche zone al limite di via Sogliuzzo , nelle quali nel recente passato sono state eseguiti riporti di terreno agrario di tipo tufo-pozzolanico, è in massima parte di tipo roccioso-pietroso, con spessi banchi di  pomici e pietre trachitiche, a volte della consistenza di massi ,frammiste a banchi rocciosi anche di notevoli dimensioni. In tali ambiti risulta più difficile l’affermazione di popolamenti vegetali evoluti , per le condizioni di estrema   aridità dovuta alla ececssiva permeabilità dei suoli all’acqua e per la scarsezza a volte aasoluta di terreno agrario. L’impianto di nuove coltivazioni di tipo boschivo, impone l’adozione di srtategie differenziate e l’ausilio di piccole opere di miglioramento localizzate (spietramenti, apporto di terreno agrario, irrigazioni, ecc.) per permettere l’attecchimento delle piante.

Parco Sippic –Sigeca ( oggi Pineta degli artisti)

Si tratta dell’ideale continuazione del parco Villari 1. La singolarità è rappresentata dalla sua divisione in due parti ai due lati della via comunale E. Cortese.  Le parti più immediatamente prospicienti tale strada sono state da tempo riqualificate con la sistemazione a giardino pubblico attrezzato e la messa a dimora di alberi ed arbusti della macchia mediterranea. Dal punto di vista ecologico si segnala la presenza  di un endemismo di orchidee selvatiche (ma non rare)  essenzialmente concentrate su radure prative ricche di sostanza organica.
Anche per questa zona valgono le considerazioni svolte per il precedente sito sia per quanto concerne gli aspetti fitosociologici e botanici , che per quelli di carattere bio-agronomico e colturale.
In tale parco alcuni ani orsono fu realizzato un ripopolamento con pini giovani (Pinus pinea)  che già ha fatto acquisire al suolo un apetto di giovane pinetina in rapida crescita. Si tratta i assoluto del primo tentativo di ripopolamento fatto con criteri diversi, seppure non a livello ottimale, rispetto al passato. Esso rappresenta quindi il modello di riferimento, con le opportune correzioni e miglioramenti del caso, per gli interventi di progetto da realizzare nei restanti siti. 

Parco Villari 2  - Fondo Bosso ( oggi anche Pineta degli atleti)

 Si tratta di un sito che si estende longitudinalmente sulla direttrice Nord-Sud , fino a raggiungere quasi la località Fondo Bosso. Vi resiste ancora una consistente pineta secolare, seppure recentemente in arretramento per motivi di vecchiaia della fustaia , aggravati dalla presenza di pericolosi insetti parassiti. Pregevole il sottobosco per la prevalenza di orniolo ( fraxinus ornus) , misto a leccio, roverella ed arbusti di sclerofille sempreverdi .  La sua notevole estensione  consente l’instaurarsi di complesse interazioni ecologiche con i siti circostanti. Questo sito, insieme a quello denominato Villari 1, rappresenta un S.I.C. (Sito di Importanza Comunitario) individuato dall’U.E. nell’ambito di NATURA  2000  -  progetto BIOITALY per la Campania.