Vittoria Colonna
La sua vita
e le sue poesie
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Cap. I - La Duchessa di Francavilla risiedette continuamente nel suo magnifico castello, sulla bella isola di Ischia, dove aveva accolto i due bei fanciulli, ed aveva intrapreso ad allevarli come suoi figli. Era questa la speranza dei genitori di Vittoria che la figlia fosse ben guidata ed istruita in ciò che era meglio adatto alla sua età ed al suo talento. Ed il suo biografo, Visconti, asserisce che «lei fece notevoli progressi, e meritò molti encomi dai suoi istruttori, così che la sua crescita in bellezza e nell’apprendimento era più grande di quanto si possa trovare fra molti altri bambini».
Fabrizio Colonna fu occupato continuamente negli affari pubblici, durante tutte quelle guerre e tumulti che portarono alla deposizione del re. Ma fece, senza dubbio, frequenti visite per vedere la sua piccola figlia, e rendersi conto del progresso della sua istruzione; e sappiamo di una visita che fece sull’isola, quando il re detronizzato e la sua famiglia esiliata vi si rifugiarono nel 1501. Ischia era in questo periodo il rifugio di molti nobili, fuggiti dalla città di Napoli durante i disordini politici.
Quelli che hanno visitato quest’isola parlano del suo fascino in ardenti colori. «Nulla sotto il cielo potrebbe essere più mirabile», scrive la Signora Oliphant, che descrive «il barlume di quel mare violetto, la massa distante di Ischia che giace di fronte al bagliore evanescente dell’ovest e tutto questo mondo di squisita aria blu è ravvivato completamente con la luce del sole e con leggiadri fiori. Il suono dell’Ave Maria cade improvvisamente nel glorioso blu di cielo, mare ed aria, proprio nel momento in cui la luce palpita e tremola prima di trasformarsi nell’oscurità; e poi viene un canto dal mare violetto:
Mare! sì placido!
Vento! sì raro!
Scordar fa i triboli
Al marinaro!»
Il biografo francese di Vittoria descrive così questa deliziosa dimora: - «Ischia est la plus etendue et la plus charmante de ces îles qui semblent faire du golfe de Napoli un immense jardin d’eau, dont les massifs sont autant de miniatures de la Suisse. Avec ses forêts, ses sources, ses rochers, ses volcans, qui ne jettent plus que des fleurs, elle est sans contredit un des plus magiques sejours que puisse imaginer 1’âme du poete. C’est, à coté du tumulte effréné d’une capitale, la retraite la plus ombreuse et la plus recueillie; un paradis de verdure et de silence, defendu par les flots transparents de la mer de Tyrrhene contre les vagues de bruit et de poussiere de l’enfer napolitain».
Anche Bernardo Tasso celebra l’isola, e le lontane famose riunioni alla corte di Costanza, in un sonetto che così comincia:
Superbo scoglio, altero e bel recetto
di tanti chiari eroi... &c.
Ti sian secondi i fati! E il vento e l’onde,
rendanti onore! E l’aria tua natia
abbia sempre temprato il caldo e il gelo!
Vittoria e Francesco passarono i primi anni della loro fanciullezza in questa dimora deliziosa, intraprendendo i loro studi col più grande piacere, e crescendo insieme in felice amicizia. I risultati di Vittoria, ed il talento e la grazia marziale di Francesco provano la cura con la quale era stata condotta la loro educazione.
Essi ebbero anche i vantaggi della migliore società, che circondava la Duchessa di Francavilla. Le dame che formavano la società «erano l’ornamento di quell’età e l’invidia del tempo successivo». In questa corte la Duchessa tenne il primo posto, ma poco dopo Vittoria fu destinata ad offuscare tutti. «C’erano molte gentildonne sia di Sicilia che di Napoli il cui talento e la cui bellezza le rendevano degne di quella alta società», dice Visconti. «Il nome di Ischia era sinonimo di gloria ed eleganza, e la sua fama è stata immortalata da molti scrittori». Vittoria, nelle sue poesie, anche frequentemente, ritorna, coi ricordi più teneri, a questa scena della sua felicità giovanile.
«Era in questo mezzo cresciuta Vittoria; bellissima della persona, e ornata delle piu care doti dell’animo». Visconti dice di Francesco anche che era «Garzone avvenente, e il meglio costumato che fosse!». Aveva pochi eguali nei costumi, nelle lettere o nelle armi. Era stato esercitato negli affari militari dall’infanzia, e la sua nobile natura l’inclinò a tutti gli esercizi marziali. I suoi capelli erano castano-ramati, il suo naso aquilino, i suoi occhi grandi ed ardenti, ma a volte miti e gentili. Ad ogni modo fu destinato ad occupare una posizione preminente nella cavalleria del tempo. Sebbene nato a Napoli, era di sangue spagnolo, e parlava spagnolo, di preferenza anche con Vittoria. Si considerava spagnolo, e seguiva i costumi di quella nazione nei suoi comportamenti e nel modo di vestire.
La bellezza e il fascino della giovane Vittoria attirarono l’attenzione di tutti i visitatori dell’isola. Era alta, e di nobile portamento, «la perfezione della sua forma, in aggiunta al suo puro sangue, che splendeva così fortemente in lei, fece sì che la sua mano fosse richiesta da molti». Era adornata con una splendida corona di capelli, di un colore così raramente incontrato in Italia, «di un biondo dorato», e la sua bellezza fu lodata nei versi di molti poeti del tempo. Ridolfi dice: «né chiome d’oro più né ardenti soli temea»; e asserisce altrove che «le trecce d’or in gli alte giri, non è ch’unqua pareggi o sole o stella»: e aggiunge che sia il sole che la sua dama erano adornate «con chiome d’or lucide e terse». Andrea di Asola, nel dedicare la sua edizione della Divina Commedia a Vittoria, dice «le quali cose siccome le care gemme la vostra bionda testa ornano et abbelliscono», &c. (Visconti, p. XIII).
Chapter I - The Duchessa tli Francavilla resided constantly in her magnificent castle, on the lovely island of Ischia, where she had received the two beautiful children, and had undertaken to bring them up as her own. It was the wish of Vittoria's parents that her great promise as a child should be well directed, and that she should be taught everything which was best suited to her age and her talents. And her biographer, Visconti, states that " she made great proficiency, and gained great praise from her instructors, so that her growth in beauty and in learning was greater than could be found scattered among many other children".
Fabrizio Colonna was constantly occupied with public affairs during all those wars and tumults which ended in the King being deposed. But he paid, no doubt, frequent visits to see his little daughter, and to watch the progress of her education ; and we hear of one visit which he paid the island, when the dethroned King and his exiled family took shelter there in 1501. Ischia was at this period the refuge of many of the nobles who had fled from the city of Naples during political disorders.
Those who have visited this island speak of its charms in glowing colours. «Nothing under heaven could be lovelier», writes Mrs. Oliphant, and she describes «the gleam of that violet sea, the distant mass of Ischia lying against the fading glow of the west, and all that world of exquisite blue air warmed through and through with the departed sunshine and sweet with blossoms. The sound of the Ave Maria dropping suddenly into the glorious blue of sky and sea and air, just at that charmed moment when the light throbs and trembles before it turns into darkness ; and then comes a sound of singing from the violet sea:
Mare ! sì placido!
Vento ! sì raro !
Scordar fa i triboli
Al marinaro !»
Vittoria's French biographer thus describes this delightful retreat: «Ischia est la plus etendue et la plus charmante de ces iles grecques qui semblent faire du golfe de Naples un immense jardin d'eau, dont les massifs sont autant- de miniatures de la Suisse. Avec ses forêts, ses sources, ses rochers, ses volcans, qui ne jettent plus que des fleurs, elle est sans contredit un des plus magiques sejours que puisse imaginer 1'âme du poete. C'est, a coté du tumulte effréné d'une capitale, la retraite la plus ombreuse et la plus recueillie; un paradis de verdure et de silence, defendu par les flots transparents de la mer de Tyrrhene contre les vagues de bruit et de poussiere de I'enfer napolitain». Tasso also celebrates the island, and the far-famed meetings in Costanza's court, in a sonnet beginning: Superbo scoglio, altero e bel recetto
Di tainti chiari eroi, &c.
"Proud rook! The high and beautiful retreat
Of so many noble heroes."
The two lovely children passed the early years of their education in this delightful retreat, pursuing their studies with the greatest pleasure, and growing up together in happy friendship. The varied accomplishments of Vittori and the talents and martial graces of Francesco, proved the care with which their education had been conducted.
They also enjoyed the advantages of the best society, around their admirable sister, the Duchessa di Francavilla. The ladies who formed her society «were the ornament of that age and the envy of after-times». In that assembly the Duchessa held the first place, but in a short time Vittoria was destined to outshine every one else. «There were many gentlewomen both of Sicily and Naples whose talents and beauty proved them worthy of that high company", says Visconti. "The name of Ischia was synonymous with everything glorious and elegant, and its fame has been immortalized by many writers». Vittoria, in her poems,, also frequently refers, with the tenderest recollections, to this scene of her youthful happiness.
«Era in questo mezzo cresciuta Vittoria; bellissima della persona, e ornata delle piu care doti dell'animo». Of Francesco, Visconti also says he was «Garzone avvenente, e il meglio costumato che fosse!» - a charming boy, and of the best dispositions. He had few equals in manners, in letters, or in arms. He had been exercised in military affairs from childhood, and his noble nature inclined him to all martial exercises. His hair was auburn, his nose aquiline, his eyes large and fiery, but at times mild and gentle. In every respect he was fitted to fill a distinguished position in the chivalry of that age. Though born in Naples he was of Spanish blood, and spoke Spanish, by preference, even to Vittoria. He considered himself a Spaniard, and affected the manners of that nation in his dress and deportment.
The beauty and charms of the young Vittoria attracted the notice of all visitors to the island. She was tall, and of a noble carriage, «the perfection of her form, aided by her pure blood, which shone in her so resplendently, caused her hand to be sought by many». She was adorned with - a splendid head of hair, of a colour so rarely met with in Italy, "di un biondo dorato", and its beauty was praised in the verses of many of the poets of the day. Ridolfi says, «né chiome d'ore più, né ardenti soli temea»; and he elsewhere asserts «le trecce d'or in gli alte giri, non è ch'unqua pareggi o sole o stella»: and he remarks that both the sun and his lady are adorned «con chiome d'or lucide e terse». Andrea di Asola, in dedicating his edition of the Divina Commedia to Vittoria, says «le quali cose siccome le care gemme la vostra bionda testa ornano et abbelliscono», &c. (Visconti, p. XIII.)
Cap. II
Alcuni biografi di Vittoria hanno detto che si sposò nel 1507, a diciassette anni di età; ma è provato da Visconti, dagli archivi dei Colonna, che l’unione non ebbe luogo prima del 1509, quando la giovane sposa fu condotta da Marino a Napoli, con gran lusso e con un numeroso seguito della nobiltà romana, al Castello ducale di Ischia, dove la cerimonia di matrimonio fu celebrata con tutta quella pompa e festività richieste dalla ricchezza e dalla posizione di entrambe le famiglie. Un elenco dei ricchi doni che si scambiarono Vittoria e Francesco è ancora conservato negli archivi dei Colonna, ed anche i nomi di tutti quei personaggi che ufficialmente testimoniarono alla sottoscrizione del matrimonio; «e nessuna migliore autorità avrebbe potuto aversi», aggiunge Visconti. «Questi erano giorni felici per Vittoria», egli annota, «se non l’avesse addolorata la separazione dal seno di sua madre e dai suoi fratelli. Dei suoi fratelli, lei amò più particolarmente Federigo che fu il primo a nascere ed il primo a morire, e che era un giovane di natura molto santa e pacifica. Triste, ancora, le dovette essere la partenza di suo padre, che fu chiamato al comando supremo dei soldati Aragonesi nel settembre del 1510. Ma nel suo Pescara lei trovò subito ciò su cui riversare i suoi affetti: tutto ciò che era più dolce di figlia, di sorella, o di madre». Questo passaggio certamente implica che Vittoria aveva vissuto nella casa di suo padre precedentemente al suo matrimonio, che in realtà era già previsto.
Ogni favore della fortuna contribuì a rendere felice questa unione. «Questa riguardevole coppia», dice Rota, «non ebbe forse pari in Italia a quei tempi». Certamente non c’era agli occhi di Vittoria nessuno da poter paragonare al suo giovane eroe. La loro vita a Napoli era tutta festività e magnificenza e, quando desideravano scambiare questa con la tranquillità del paese, lasciavano Napoli per andare a Pietralba, una villa appartenente alla famiglia d’Avalos, su un fianco del Monte Ermo, dove frequentemente si riunivano piacevoli comitive di signore e gentiluomini. Ma tempi ancora più deliziosi ed allegri trascorsero nell’adorata Ischia, dove il Marchese di Pescara di solito risiedeva. Qui né prima, né dopo, essi poterono godere molta quiete, perché la Duchessa, essendo la Castellana, era obbligata a ricevere molte persone, con una grande ospitalità. Ed in questo remoto angolo d’Italia spesso si ritrovarono il fior fiore della cavalleria e gli uomini più noti nelle lettere. In tale società Francesco e Vittoria sentirono narrazioni di balde fazioni, propizi progetti, pericoli militari, sconfitte, e vittorie, dalle labbra di Prospero e di Fabrizio Colonna e di altri generali che frequentavano la loro corte, e l’uno fu infiammato dall’amore per la guerra, e l’altra s’innamorò delle Muse. Ascoltarono i poeti Sannazaro, Cariteo, Rota, e Bernardo Tasso, ripetendo i loro versi, o sentirono le ammirabili dissertazioni letterarie di Musefilo, Filocalo, Giovio, e Minturno. Era una scuola piacevole ed approvata dalle giovani menti di Vittoria e del Pescara. Così trascorsero molto felicemente i primi tre anni della loro vita coniugale.
Caro al cuore di Vittoria era ogni luogo della bella isola dove avevano vissuto insieme, e quei primi giorni sono spesso immortalati nei suoi versi. Ma, quando scoppiò la guerra con la Francia, all’inizio dell’anno 1512, il Marchese di Pescara fu chiamato a servire il re di Napoli, ed afferrare un’opportunità di provare il suo generoso valore nelle armi. Immediatamente si preparò ad accompagnare il padre di Vittoria, il grande conestabile, suo zio Prospero Colonna ed i suoi fratelli sulla scena d’azione.
Some of Vittoria's biographers have said that she was married in 1507, at seventeen years of age ; but it is proved by Visconti, from the archives of the Colonnas, that the union did not take place till 1509, when the youthful bride was brought from Marino, in Napoli, with great state, and with a grand escort of Roman nobility, to the ducal castle of Ischia, where the marriage ceremony was celebrated with all that pomp and festivity demanded by the wealth and position of both families. A list of the rich presents that were exchanged between Vittoria and Francesco is still preserved in the Colonna archives, and also the names of all those personages who officially testified to the marriage signatures; «and no better authority can be had», adds Visconti. «These were happy days-for Vittoria», he remarks, «if the separation from her mother's bosom, and from her brothers, did not distress her. Of her brothers, she most espedaily loved Federigo, who was the first-born, and the first to die, and who was a youth of a very holy and peaceable nature. Sad, also, to her must have been the departure of her father, who was called to the supreme command of the Arragonese soldiers in September, 1510. But in her Pescara she quickly found everything on which to place her affections: all that was sweetest in daughter, sister, or mother». This passage certainly implies that Vittoria had lived in her father's house previous to her marriage, which indeed was to be expected. Every favour of fortune concurred to render this union joyful. «Questa riguardevole coppia», says Rota, «non ebbe forse pari in Italia di que' tempi». This noted pair had not their equals in Italy at that time. Certainly in Vittoria's eyes there was no one to be compared to her young hero. Their life in Naples was all festivities and magnificence, and when they desired to exchange it for the tranquillity of the country, they left Naples to go to Pietralba, a villa belonging to the d'Avalos family, on the side of Monte Ermo, where frequently pleasant parties of ladies and gentlemen assembled, But still more delightful and cheerful times were spent by them in their beloved Ischia, where the Marchese di Pescara usually resided. Here neither at first, nor later, could they enjoy much quiet, because the Duchessa, being Castellana, was obliged to receive much company, and exercise a large hospitality. And in this remote corner of Italy often were found the flower of chivalry, and the men most noted in letters. Amidst such society Francesco and Vittoria heard narrations of bold factions, happy counsels, military perils, reverses, and victories, from the lips of a Prospero and a Fabrizio Colonna, and other generals who frequented their society, and were inflamed with the love of war in the first place, and in the second place' enamoured of the Muses. Or they listened to the poets Sanazzaro, il Cariteo, il Rota, and Bernardo Tasso, repeating their verses, or they heard the admirable discourses on letters of Musefico, il Filocalo, il Giovio, and il Minturno. It was an agreeable and approved school for the youthful minds of Vittoria and Pescara. Thus passed most happily the first three years of their married life. Dear to Vittoria's heart was every spot in the beautiful island where they had lived together, and those early days are again and again immortalised in her verse. But when the war with France broke out, at the beginning of the year 1512, the Marchese di Pescara was called upon to serve for the King of Naples, and to embrace an opportunity of giving proofs of his martial valour. He immediately prepared to accompany Vittoria's father, the grand constable, Prospero Colonna, her uncle, and her brothers to the scene of action.
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