La Rassegna d'Ischia 2007 n. 4
  Home  | Indietro


C’erano una volta le spiagge e il mare….

  
Riportiamo una pagina che veniva ripetuta costantemente nel periodico Lettera da Ischia negli anni 1960 e seguenti, riguardante le spiagge dell’isola d’Ischia. Dal testo si possono evidenziare quegli aspetti che oggi appaiono chiaramente di una realtà opposta:

   «Ischia, la più ridente isola del Mediterraneo, è cinta quasi senza soluzione di continuità da un anello di sabbia dorata. È forse superfluo, perciò, indicare al turista questa o quella spiaggia. Sono innumerevoli i luoghi ove egli potrà liberamente bagnarsi e godere in assoluta quiete i benefici del mare e del sole. Tuttavia non si può fare a meno di citare alcuni nomi di località balneari che hanno da tempo acquistato una propria fama internazionale. Così la singolare spiaggia di S. Angelo, una lunga striscia di sabbia tra mare e mare, che unisce all’isola uno scoglio verdeggiante: a S. Angelo si vive la schietta vita dei pescatori in armoniosa comunione con la natura. Forio si protende nel mare tra due spiagge: quella di Citara segnata da scogli ciclopici e rinomatissima per le sue virtù terapeutiche, e quella di S. Francesco, dall’arenile vasto e profondo. La baia di San Montano, tra Forio e Lacco, ha caratteristiche eccezionali: raccolta e ben protetta dai venti, offre un’acqua limpidissima e costantemente calda con fondali estesi e sicuri.
   La spiaggia di Lacco Ameno ha visto sorgere in questi anni le più moderne attrezzature che si possano desiderare per una stazione balneare: grandi alberghi sulla riva del mare, piscine, impianti  sportivi.
   Una spiaggia appartata e suggestiva, assai gradita agli ospiti, è la spiaggia di Cafiero, o «degli inglesi».
   Ischia apre ai turisti il suo lido ampio e animatissimo.
   La bellissima spiaggia di Cartaromana, dorata e silente, ora accessibile attraverso una confortevole strada. La spiaggia dei Maronti, lunga ed arcuata, ci riconduce alla meravigliosa Sant’Angelo, dalla quale abbiamo iniziato questo rapido  itinerario».

   I problemi delle spiagge non sono di poco conto, come si legge anche nelle cronache quotidiane in rapporto a tutte quelle località che hanno sempre fondato la loro rinomanza in questo settore. In primo luogo si riscontra che nel tempo è aumentata la domanda per il continuo incremento dei movimenti turistici, mentre si può dire che l’offerta sia senz’altro diminuita, dove più e dove meno: le spiagge sono infatti soggette ai fenomeni marini di erosione, che ad Ischia hanno provocato spesso una riduzione notevole degli arenili. Sotto questo aspetto hanno il loro impatto negativo anche le relative e pur necessarie scogliere per la difesa delle coste e a volte degli abitati. In merito un grido di allarme si ebbe già nel 1960 e Il Corriere dell’isola d’Ischia (n. 33/1960) nel trattare l’argomento scriveva: «Un patrimonio turistico da salvare / Le spiagge in pericolo! - Il grido d’allarme lanciato dai pescatori con una sottoscrizione tendente a far rimuovere le scogliere costruite a difesa dell’abitato in località San Pietro e costituenti un grave danno per le spiagge di Porto d’Ischia».
   Un altro elemento negativo è legato allo sviluppo crescente della nautica da diporto, per cui quasi ovunque si tende alla realizzazione di porti o punti di approdo estivo e poco si lavora per la conservazione e salvaguardia dei tratti di mare e di litorale legati alla balneazione.
   Inoltre le spiagge, già considerate “liberamente accessibili”, sono date tutte o quasi in concessione e per una famiglia giungere al mare diventa sempre più caro e forse impossibile; i tratti liberi sono limitati a spazi angusti e raramente puliti. Voler poi accedere o passeggiare, anche nelle ore non frequentate, lungo le spiagge cosiddette “famose”, “rinomate”, “classiche”, è ormai impresa impossibile: tutte off-limits e sbarrate.

SU