La Rassegna d'Ischia 2007 n. 4
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Le principali specie vegetali nel parco della Villa Reale d'Ischia

di Francesco Vallariello    

Il patrimonio vegetale presente nel parco della Villa Reale d’Ischia è costituito da piante arboree, arbustive ed erbacee. Tralasciando la vegetazione costituita da specie erbacee prevalentemente annuali, sono state censite solo quelle arboree ed arbustive. Tra queste vi è un nutrito gruppo di piante spontanee tipiche della macchia mediterranea. Esse non sono state impiantate (tranne qualche eccezione), ma si sono insediate con il passare del tempo in quegli spazi lasciati liberi dalla morte di altre specie che in passato furono scelte al momento dell’esecuzione dell’impianto originario.
   
   1) Specie spontanee

Acanthus mollis L. (acanto)
    Famiglia: Acanthaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie diffusa nell’area mediterranea occidentale, si ritrova in diverse regioni dell’Italia centro-meridionale. Vive di solito negli incolti aridi e nei cespuglieti.
    Descrizione: pianta erbacea con radici grosse e carnose, è dotata di foglie radicali oblunghe, lunghe 60-80 cm e larghe 25-35 cm, irregolarmente sinuato-pennatifide, a margine dentato e con lobi acuti ondulati; la lamina è glabra, di colore verde scuro lucente, con nervature pubescenti; il picciolo è corto e robusto.
    I fiori compaiono da maggio a luglio e sono riuniti in una spiga eretta alta 60-100 cm. I frutti capsulari sono abbastanza grossi e contengono semi discoidali di colore marrone.
    Note: splendida specie ornamentale, con fogliame decorativo e con belle e grandi infiorescenze; spesso viene coltivata nei settori ombrosi dei giardini; preferisce terreno fertile e umido. 
    Le foglie di acanto sono state prese a modello e riprodotte nel disegno ornato dei capitelli delle colonne di stile corinzio.

Arbutus unedo L. (corbezzolo)
    Famiglia: Ericaceae
    Habitat e areale di distribuzione: tale specie si ritrova allo stato spontaneo lungo i litorali e sui colli in prossimità del mare. È spontanea in Europa meridionale e in Asia Minore.
    Descrizione: pianta sempreverde con fusto arbustivo-arborescente alto 2-5 m, caratterizzato da una corteccia nerastra e screpolata; le ramificazioni sono spesso un po’ pendule, tortuose e si presentano di colore rossastro verso l’estremità.
    Le foglie sono alterne, persistenti, oblungo-lanceolate, con margine seghettato, abbastanza coriacee, lunghe 5-8 cm e di colore verde-scuro lucente; il picciolo è rossastro, corto e robusto.
    I fiori, che appaiono solitamente da settembre a gennaio, sono riuniti in racemi a grappolo con ramificazioni aperte. Essi sono bianchi, con sfumature verdastre o rosate, e presentano un calice con 5 denti, una corolla ventricosa, 8-10 stami corti e pelosi e un breve stilo.
    Il frutto è una bacca edule di forma globosa, rosso-scarlatta a maturità, di circa 3 cm di diametro, con polpa molle e granulosa di colore giallo.
    Note: molto rustica nelle regioni a clima temperato, tale specie preferisce una buona esposizione. È anche abbastanza diffusa come pianta ornamentale nei parchi e nei giardini.


Buxus sempervirens L. (bosso)
    Famiglia: Buxaceae
    Habitat e areale di distribuzione: tale specie è principalmente diffusa nelle regioni temperato-montane d’Europa, India, Africa, America tropicale e Madagascar. Predilige substrati calcarei, da aridi a mediamente umidi, in zone calde e assolate.
    Descrizione: arbusto sempreverde a crescita lenta e portamento compatto, può raggiungere un’altezza di 5-6 m; raramente oltrepassa i 16 m assumendo un habitus arboreo.
    Le foglie sono semplici, lunghe fino a 3 cm, ovato-ellittiche, smarginate o appena infossate all’apice, cuneate alla base, brevemente peduncolate, cuoiose, lucide nella parte superiore di colore verde scuro, inferiormente opache e di colore verde chiaro. Prima di cadere, assumono un colore giallo arancio.
    I fiori sono piccoli, di odore sgradevole, unisessuati, ma sia i maschili che i femminili sono riuniti nella stessa infiorescenza; i secondi sono poco appariscenti, si riuniscono in capolini larghi fino a 0.5 cm, sono caratterizzati da una colorazione giallo-verdastra fino a biancastra e sono circondati da circa 10 fiori maschili a 4 petali.
    I frutti sono capsule triloculari velenose, lunghe meno di 1 cm, brune, rigide, dure, con 3 corna e ciascuna con 2 semi.
    Note: poiché è un’essenza sempreverde che tollera le potature, il bosso rappresenta l’arbusto più anticamente coltivato per la formazione di siepi. In passato veniva utilizzato, all’interno dei giardini, per raffigurare delle vere e proprie scene o forme geometriche nella cosiddetta ars topiaria.
    Attualmente, tale specie viene impiegata soprattutto per la realizzazione di siepi basse. Essa è anche apprezzata per il suo legno molto duro e compatto. Le foglie contengono numerose sostanze, la più abbondante delle quali è la bussina, che conferisce al bosso determinate proprietà officinali. Infatti il decotto di foglie si utilizza per purgarsi e per curare la febbre, mentre l’infuso della corteccia è adoperato per scopi emetici e sudoriferi. Si è inoltre scoperto recentemente che la bussina inibisce lo sviluppo delle cellule tumorali.

Calamintha nepeta (L.) Savi (nepetella)
    Famiglia: Lamiaceae
    Habitat e areale di distribuzione: tale entità è diffusa principalmente nelle regioni a clima temperato. Molto comune nell’Italia centro-meridionale, a volte viene coltivata negli orti prossimi alle abitazioni.
    Descrizione: pianta erbacea dal fusto cespitoso, prostrato, sottile e alto circa 15-40 cm, presenta foglie opposte, irregolarmente ovato-rotondate, allargate alla base, leggermente vellutate e rugose, brevemente picciolate lunghe 1-2 cm e con forte odore aromatico di menta.
    I fiori, che appaiono da luglio a ottobre, sono riuniti in lunghe pannocchie. Essi sono piccoli, bianchi con punteggiature e sfumature violacee e sono caratterizzati da un calice tubuloso-campanulato fornito di 5 denti acuti, di cui quelli inferiori sono più lunghi; la corolla è bilabiata, con labbro inferiore trilobo; gli stami sono 4 e lo stilo è bifido.
    Note: pianta aromatica usata spesso in cucina per aromatizzare pietanze, preferisce una posizione soleggiata e terreno permeabile.


Calycotome spinosa Lk. (Sparzio spinoso)
    Famiglia: Fabaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie vivente nei paesi del bacino occidentale del Mediterraneo, si estende verso est fino all’Italia. Si ritrova soprattutto nelle macchie degradate per incendio, di preferenza su substrato acido.
    Descrizione: arbusto che può raggiungere un’altezza di circa 3 m, presenta una corteccia sottile di colore grigio-verdastro, con numerose striature longitudinali ed è dotato di una chioma densa formata da un intrico di numerosissimi rami spinosi, divaricati e patenti.
    Le foglie sono trilobate, ovate, lunghe 1-2 cm, ricoperte sulla pagina inferiore da una peluria bianco-argentea; quando si seccano, esse assumono una tipica colorazione nerastra.
    I fiori papilionacei, che compaiono da febbraio a maggio, si sviluppano solitari o riuniti in fascetti di pochi elementi all’ascella delle foglie; essi presentano un peduncolo lungo 5-6 mm e una corolla gialla, glabra e formata da petali sub-eguali.
    I frutti sono legumi compressi, nerastri, lucidi, glabri o appena pubescenti e lunghi 5-6 cm.

Capparis spinosa L. (cappero)
    Famiglia: Capparaceae
    Habitat e areale di distribuzione: pianta suffruticosa originaria della Regione mediterranea, da cui si è diffusa in tutti i paesi subtropicali eurasiatici ed africani; nel nostro paese cresce spontaneo in quasi tutta la penisola, specie nelle isole, dal livello del mare fino a 1000 m di altezza.
    A Ischia si rinviene lungo tutta la fascia costiera, abbonda sulle mura antiche del Castello Aragonese ad Ischia Ponte e tra i dirupi del Monte Epomeo (789 m), il rilievo più alto presente sul territorio isolano.
    Descrizione: è una pianta arbustiva perenne con radice legnosa e fusti lignificati alla base, semplici o talvolta ramificati, eretti nella porzione basale, poi ricadenti. Può raggiungere un’altezza di circa 1 m.
    Le foglie sono alterne, di forma ovale o sub-rotonda e con margine sempre intero; esse sono di consistenza carnosa e presentano un colore verde-glauco, posseggono un picciolo lungo 3-10 mm e sono caratterizzate ai lati da due stipole trasformate in spine.
    I fiori sono inseriti singolarmente con un lungo peduncolo all’ascella delle foglie superiori. Essi hanno 4 sepali verdi e 4 petali molto grandi di colore bianco. Al centro del fiore vi sono numerosi stami di colore rosso-violaceo; l’ovario è lungamente pedicellato e contiene numerosi ovuli.
    Il frutto è una bacca non carnosa di forma ovato-oblunga e di colore dapprima verde e a maturità rosso; essa si apre anteriormente e contiene numerosi semi di colore nerastro.
    Tutte le parti della pianta emanano un profumo intenso.
    Note: questa specie, oltre ad avere un certo interesse dal punto di vista ornamentale, è importante anche come pianta alimentare.
    Da essa infatti, si raccolgono i boccioli fiorali ancora chiusi, comunemente detti capperi, che vengono posti in salamoia o sotto aceto e sono utilizzati per guarnire pietanze e per preparare salse aromatiche.

Chamaerops humilis L. (palma di San Pietro)
    Famiglia: Arecaceae
    Habitat e areale di distribuzione: tale specie cresce spontanea nelle regioni centro-occidentali del bacino del Mediterraneo. In Italia si ritrova lungo le coste tirreniche e delle isole maggiori, in ambienti aridi e assolati.
    Descrizione: pianta dotata di numerosi fusti cilindrici, eretti, rivestiti dalle basi delle foglie perdute e da un feltro bruno fibroso, può raggiungere in coltivazione anche un’altezza di 6-10 m ma negli ambienti naturali è caratterizzata da dimensioni minori.
    Le foglie costituiscono un folto ciuffo terminale e sono persistenti, numerose, palmato-flabelliformi, con lacinie bipartite, coriacee e larghe 40-50 cm. Esse si presentano di colore verde lucente sulla pagina superiore, biancastre e polverulenti su quella inferiore; il picciolo è lungo, piano e spinoso ai margini.
    I fiori piccoli, insignificanti e di colore giallastro appaiono in maggio-giugno e sono riuniti in pannocchie dense e compatte, accompagnate da spate corte e coriacee.
    Note: è una palma assai decorativa e dal fogliame molto elegante; per tale motivo, è diffusamente coltivata nei giardini d’Italia meridionale.
    Nei luoghi dove cresce spontanea, tale specie è utilizzata per le foglie, adoperate nell’arte dell’intreccio per realizzare vari oggetti; inoltre, gli apici teneri dei fusti, chiamati “cefaglioni”, vengono raccolti, puliti e utilizzati come alimento.


Coronilla emerus L. (emero, erba cornetta)
    Famiglia: Fabaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie tipica della macchia mediterranea, è presente in Europa, in Asia e in Africa settentrionale.
    Descrizione: pianta arbustiva, cespugliosa, con fusto e rami verdi ed eretti, raggiunge un’altezza di circa 1 m.
    Le foglie sono alterne, imparipennate, con 5-9 foglioline obovate, ottuse e leggermente smarginate all’apice; le stipole sono minute, il picciolo è sottile.
    I fiori appaiono da aprile a luglio e sono riuniti in infiorescenze lungamente peduncolate; essi sono di colore giallo con sfumature purpuree.
    Il frutto è un tipico legume, lungo e articolato, lungo 6-10 cm, nodoso e suddiviso in 7-10 sezioni cilindriche.
    Note: la pianta viene utilizzata sempre più spesso nella realizzazione dei giardini insieme ad altre specie tipiche della macchia mediterranea, in ambienti particolarmente aridi, assolati ed esposti ai venti provenienti dal mare.

Euphorbia dendroides L. (euforbia arborea)
    Famiglia: Euphorbiaceae
    Habitat e areale di distribuzione: tale specie è propria della regione mediterranea e cresce sulle rupi in prossimità della costa, con esposizione soleggiata, su substrato calcareo e in ambiente non disturbato.
    Descrizione: pianta perenne legnosa, che assume nell’insieme l’habitus di un cespuglio arrotondato e può raggiungere l’altezza di 1-3 m.
    Le foglie sono grigiastre, glabre e si presentano addensate all’estremità dei rami che appaiono nudi nel tratto inferiore; esse sono oblungo-lanceolate, lunghe fino a 6-7 cm, ottuse e con un piccolissimo mucrone all’apice.
    I fiori, che compaiono da aprile a giugno, sono riuniti in piccole infiorescenze dette “ciazi”, a loro volta riunite in un’ombrella a 5-6 raggi spessi e corti, con brattee largamente ovali.
    Il frutto, noto come “coccario”, è largo 5-6 mm ed è caratterizzato da tre carpelli lisci compressi verticalmente.
    Note: ad Ischia, tale pianta era utilizzata per effettuare un tipo di pesca poco piacevole. Per effettuare quest’ultima, si tagliavano alcuni esemplari di euforbia arborea con cui si riempiva un sacco che veniva battuto in modo da schiacciare le piante all’interno di esso.
    Successivamente si immergeva il sacco all’interno di piccole insenature piene d’acqua; quest’ultima era avvelenata a causa del liquido sprigionato dalle piante; di conseguenza, i pesci morivano e salivano a galla.

Hedera helix L. (edera)
    Famiglia: Araliaceae
    Habitat e areale di distribuzione: tale pianta si ritrova in tutta Europa, eccetto l’estremo nord, ed è comune nei luoghi ombrosi, sui muri, sulle rocce e sui tronchi d’alberi; è diffusa dal mare al piano montano.
    Descrizione: arbusto rampicante perenne, sempreverde, alto fino a 15-20 m, presenta fusti ricoperti da radichette brune per mezzo delle quali si aggrappa ai sostegni.
    Le foglie sono alterne, picciolate, di colore verde intenso e lucide nella pagina superiore, più chiare inferiormente; esse presentano 3 o 5 lobi triangolari.
    I fiori sono riuniti in ombrelle sferiche verdastre e sono frequentemente visitati dagli insetti perché sono ricchi di nettare.
    Il frutto è una drupa globosa di 6-8 mm, inizialmente di colore verde e a maturità nerastra.
    L’edera è una pianta molto longeva, che può raggiungere anche i 400 anni di vita; in tal caso il fusto diventa grosso e robusto come il tronco di un albero.
    Note: L’edera rappresenta l’unico genere della famiglia delle Araliaceae vivente allo stato spontaneo in Europa.
    Le foglie di tale pianta erano impiegate nella medicina popolare nella preparazione di infusi adoperati per l’eliminazione dei catarri e delle tossi stizzose. Inoltre, esistono numerose varietà con foglie variegate o di forma irregolare, che vengono utilizzate nella decorazione dei giardini.

Laurus nobilis L. (alloro)
    Famiglia: Lauraceae
    Habitat e areale di distribuzione: originario con tutta probabilità dell’Asia Minore, l’alloro sarebbe stato diffuso molto anticamente dall’uomo in tutta la regione mediterranea, dove successivamente si sarebbe spontaneizzato. Tale pianta caratterizza gli aspetti meno aridi della macchia.
    Descrizione: pianta arborea sempreverde, può raggiungere un’altezza di 10 m e presenta una corteccia di colore verdastro sui rami giovani, grigio-brunastra o nerastra su quelli adulti, liscia o poco rugosa e con lenticelle allungate longitudinalmente. La chioma è densa, conica ed è caratterizzata da rami ascendenti.
    Le foglie sono alterne, lanceolate, a margine ondulato, con venature basali rosso-brune, coriacee, senza stipole, di colore verde-scuro superiormente e verde-giallastro inferiormente, aromatiche, lunghe 5-10 cm e brevemente picciolate.
    I fiori sono dioici e appaiono da marzo ad aprile riuniti in piccole ombrelle situate all’ascella delle foglie: quelli maschili sono dotati di 8-12 stami, quelli femminili presentano un ovario supero uniloculare e uniovulato.
    Il frutto è una drupa nerastra contenente un solo seme.
    Note: pianta che si adatta facilmente a vari tipi di ambiente, non tollera le gelate e temperature al di sotto dei –15° C; in queste condizioni la parte aerea viene notevolmente danneggiata, ma l’apparato radicale resiste e ricaccia numerosi polloni.
    In special modo nell’età classica, l’alloro ha assunto un notevole significato rituale e simbolico; presso gli antichi era albero sacro ad Apollo e simbolo di sapienza.
    Questa pianta ha inoltre anche importanza pratica per le proprietà medicamentose dovute agli oli essenziali che contiene e per gli usi di cucina a cui si presta; le sue foglie, infatti, vengono abitualmente utilizzate per aromatizzare carni e pesce.
    Nei giardini l’alloro viene spesso impiegato nella formazione di siepi alte.


Lavandula stoechas L. (lavanda)
    Famiglia: Lamiaceae
    Habitat e areale di distribuzione: tale specie è spontanea della regione mediterranea, ove si ritrova nelle macchie e nelle garighe. È frequente nei piani collinari e nelle campagne dell’isola d’Ischia.
    Descrizione: pianta perenne cespugliosa, sempreverde, aromatica, alta fino a 70 cm, presenta un fusto eretto di colore grigio-tomentoso.
    Le foglie sono lineari, dentellate e ricoperte di feltro bianco o grigio.
    I fiori, riuniti in spighe assai dense poste all’apice dei rami, sono color malva e appaiono in aprile-maggio.
    I fiori e le foglie contengono un’essenza profumatissima e tannini.
    Note: Tale specie predilige terreni calcarei, permeabili e ciottolosi, nonché un’esposizione soleggiata. Di tale pianta si utilizzano le sommità fiorite per infusioni, che presentano proprietà antispasmodiche e stimolanti.
    Ad Ischia, quando la pianta fiorisce, si raccolgono le infiorescenze, si essiccano all’ombra e successivamente si preparano dei mazzetti che sono utilizzati per profumare la biancheria e per preservare gli indumenti dalle tarme. Inoltre, da altre specie per distillazione si ricava un olio essenziale molto ricercato dalle industrie di saponi, profumi e liquori. 
    Un tempo, i bagni con l’infuso di lavanda servivano a curare la rogna.

Myrtus communis L. (mirto)
    Famiglia: Myrtaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie tipica della macchia mediterranea, è presente nei boschi termofili, spesso accompagnando il leccio e varie specie di pino. È diffusa in Africa settentrionale, in Asia occidentale e in Europa.
    Descrizione: è un arbusto sempreverde, cespuglioso, ramificato, che può raggiungere i 2-3 m di altezza, e molto aromatico per l’alto contenuto in terpeni delle sue foglie. La corteccia è sottile, di color rosso mattone o rosea, si fessura longitudinalmente e si desquama in fascetti fibrosi.
    Presenta foglie persistenti, semplici, coriacee, opposte o a verticilli, aromatiche, di forma ovato-lanceolata, acuminate, a margine intero, con grossa nervatura mediana, di colore verde scuro, glabre e lucenti sulle due pagine. Le foglie sono punteggiate da numerose piccole ghiandole traslucide ben visibili alla luce diretta.
    I fiori, che appaiono nel periodo estivo, sono bianchi, ermafroditi, solitari, inseriti all’ascella delle foglie, sostenuti da un lungo peduncolo; essi presentano un calice a forma di tubo saldato all’ovario, con 5 sepali spessi, una corolla con 5 petali bianchi, stami molto numerosi e stilo unico.
    I frutti sono delle bacche poco carnose di color nero-bluastro e di forma ovoidale; il loro sapore è leggermente resinoso e acre, comunque abbastanza gradevole.
    Note: le foglie e la corteccia sono utilizzate per la concia delle pelli.
    Per distillazione si ricava un’essenza conosciuta col nome di “acqua angelica”, usata in profumeria e caratterizzata da un’azione medicinale, balsamica ed astringente.


Nerium oleander L. (oleandro)
    Famiglia: Apocynaceae
    Habitat e areale di distribuzione: pianta vivente nelle regioni mediterranee, si ritrova negli ambienti di macchia, prediligendo siti non troppo aridi e vivendo di preferenza su terreni umidi soggetti a disseccamento estivo.
    Descrizione: specie arbustiva sempreverde, può raggiungere un’altezza di 4-5 m.
    Presenta foglie coriacee, lineari-lanceolate, lunghe 6-12 cm, opposte o riunite in verticilli.
    I fiori sono numerosi, hanno un diametro di 3-6 cm, sono caratterizzati da una corolla tubulosa di colore bianco, rosato o rosso, dotata di lobi appiattiti, e si riuniscono in corimbi terminali; compaiono da giugno a settembre.
    I frutti sono fusiformi, biloculari, deiscenti, di colore bruno-rossiccio, lunghi 8-16 cm e contengono semi dotati di un pappo sericeo.
    Note: pianta assai nota e apprezzata da un punto di vista ornamentale, forma bei cespugli con abbondante e prolungata fioritura. Utilizzata nell’Italia centro-meridionale per alberature stradali, in particolare nei centri urbani vicino al mare, preferisce una posizione soleggiata. È specie tossica per ingestione e per contatto con la linfa.

Phillyrea angustifolia L. (ilatro sottile)
    Famiglia: Oleaceae
    Habitat e areale di distribuzione: pianta diffusa nelle regioni a clima temperato-caldo dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa, soprattutto nei paesi del bacino del Mediterraneo, si ritrova nelle macchie e nelle garighe, solitamente in ambiente assai arido.
    Descrizione: arbusto sempreverde, talvolta piccolo albero molto longevo, può raggiungere un’altezza di 2.5 m; presenta fusti e rami tortuosi, nonché una chioma di forma irregolare.
    Le foglie sono coriacee, di colore verde scuro sulla pagina superiore e più chiare inferiormente, opposte, acuminato-lanceolate, più o meno denticolate o seghettate e a margine intero. I fiori compaiono da marzo a maggio e sono riuniti in piccoli racemi di 5-7 elementi; essi sono profumati e presentano un calice sottile, gialliccio, diviso in quattro lobi arrotondati incisi fino a un quarto della lunghezza.
    I frutti, presenti da agosto a settembre, sono piccole drupe globose di colore nero-bluastro a maturazione.
    Note: la phillyrea angustifolia era conosciuta dagli antichi per le sue proprietà astringenti, diuretiche ed emmenagoghe. Negli ultimi anni viene spesso utilizzata nella realizzazione di giardini con vegetazione di tipo mediterraneo.

Pistacia lentiscus L. (lentisco)
    Famiglia: Anacardiaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie diffusa nel bacino del Mediterraneo e in Abissinia, colonizza i settori più aridi della macchia. Ad Ischia è presente ovunque lungo la fascia costiera, conferendo al paesaggio mediterraneo un’impronta inconfondibile.
    Descrizione: arbusto o piccolo albero con rami contorti e patenti, può raggiungere un’altezza di circa 5 m. Presenta una chioma regolare, spesso prostrata, con foglie persistenti, lucide, composte, paripennate e formate da 6-12 foglioline lanceolate.
    I fiori, che appaiono in primavera, sono di colore rosso e sono raggruppati in dense infiorescenze spiciformi, ascellari verso l’estremità dei rami.
    I frutti sono drupe oleose, dapprima di colore rosso scuro poi, a maturità, nerastre.
    Note: questo grande arbusto sempreverde forma folte macchie ed è abbastanza decorativo per le sue foglie di colore verde-lucido e per i suoi frutti rossi. Esso è molto indicato per la decorazione dei giardini in luoghi aridi e assolati in prossimità del mare, giacché è assai resistente ai venti. Teme le basse temperature, ma è molto resistente alla siccità.
    Dalla corteccia e dalle foglie si estrae una resina, nota come mastice di Chio, che serve ancora oggi a preparare prodotti gengivari e mastice dentario. In passato, veniva utilizzato per la concia delle pelli.


Polypodium vulgare L. (felce dolce)

    Famiglia: Polypodiaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie a diffusione circumboreale, cresce nei boschi, su alberi ricoperti di muschi, sui muri dei ruderi o su rocce in ombra.
    Descrizione: tale felce è provvista di un rizoma orizzontale lungo 20-30 cm, di colore verde, articolato alla base e ricoperto di squame nere. Le fronde sono pennatosette, lunghe 10-40 cm, piane; il lembo è a contorno triangolare-allungato, pennato-partito, con lobi di forma lanceolato-lineare, slargati e confluenti alla base e gradatamente ristretti verso l’apice. Il margine è intero e più o meno dentellato.
    I sori sono rotondi, bruni, disposti sulla pagina inferiore delle foglie e allineati in due file parallele al nervo mediano di ciascun lobo. Negli sporangi, contenuti nei sori, maturano le spore che assicurano la riproduzione della specie.
    Note: di tale pianta si utilizza il rizoma fresco o secco; nel primo caso, il fusto metamorfosato ha un buon odore e un sapore dolciastro che ricorda quello della liquirizia. Si raccoglie in marzo-aprile e prima di essere usato viene ripulito dalle squame e quindi seccato; è adoperato nelle affezioni del sistema respiratorio e anche per eliminare i parassiti intestinali. Aiuta la secrezione biliare, favorisce i processi digestivi e una normale evacuazione intestinale.

Quercus ilex L. (leccio)
    Famiglia: Fagaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie originaria delle regioni mediterranee, in Italia cresce allo stato spontaneo e si ritrova di preferenza nelle aree litoranee, raramente formando boschi e più frequentemente associandosi ad altre specie di macchia. Conferisce al paesaggio mediterraneo un’impronta inconfondibile e si adatta a substrati rocciosi, specialmente di natura calcarea. Nell’isola d’Ischia è presente in diverse aree dei comuni di Casamicciola Terme, Ischia e Forio.
    Descrizione: è una pianta sempreverde che nella macchia si presenta con un aspetto arbustivo o cespuglioso, ma quando cresce indisturbata assume un maestoso portamento arboreo, raggiunge un’altezza di 20-25 m e sviluppa una chioma piena e tondeggiante su un tronco che può raggiungere i 7 m di circonferenza alla base.
    La chioma è molto espansa, densa e può raggiungere un diametro di 10-20 m negli esemplari adulti; il tronco è ricoperto da una corteccia di colore bruno-nerastro, regolarmente screpolata. Le foglie sono coriacee, di colore verde cupo sulla pagina superiore, grigiastro-tomentose su quella inferiore.
    I fiori appaiono in aprile-maggio, sono unisessuali e di aspetto insignificante: sia quelli maschili, riuniti in amenti bassi e penduli, che quelli femminili si formano sulla stessa pianta. Il frutto è una ghianda maturante nel corso del primo anno, piuttosto piccola e allungata e caratterizzata da una cupola con squamette brevi ed appressate.
    Note: tale albero viene utilizzato nei centri urbani per alberature stradali, nonché nella formazione di siepi alte e sagomate; è assai apprezzato per la sua resistenza, per il portamento e per l’elegante fogliame.
    Le ghiande venivano utilizzate per nutrire i maiali, mentre le foglie erano adoperate per alimentare i conigli.
    Il legno, molto duro e compatto, è utilizzato per la costruzione di attrezzi sottoposti a forti sollecitazioni meccaniche.

Rhamnus alaternus L. (alaterno, legno puzzo)
    Famiglia: Rhamnaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie presente in Asia occidentale e in Europa, si ritrova ai margini dei boschi, nelle siepi, sui pendii rocciosi, sui muri e sui ruderi.
    Descrizione: arbusto sempreverde di medie dimensioni, spinoso, alto fino a 3 m, raramente albero alto fino a 7 m, può vivere fino a 100 anni e anche di più.
    Le foglie sono semplici, alterne, riunite in parte a gruppi, lunghe fino a 7 cm, da rotonde a ellittiche, di colore verde scuro superiormente e sotto appena più chiare, in parte leggermente pelose, con 2-4 vistose nervature che corrono parallele verso l’apice e con margine finemente dentato.
    I fiori, presenti da aprile a giugno, sono unisessuali, inseriti alle ascelle fogliari, poco appariscenti, più piccoli di 1 cm, di colore giallo-verdastro e a 4 petali. I fiori maschili sono disposti a gruppi di 3-4 elementi in densi fascetti e sono caratterizzati da un odore di miele; i fiori femminili sono solitari ed appena profumati.
    I frutti, che compaiono da settembre a novembre, sono drupe sacciformi della grandezza di un pisello, sferiche, di colore prima rosso e poi nero, con 2-4 noccioli gialli; esse emanano un odore intenso e sono velenose.
    Note: nella corteccia e nei frutti vi sono glucosidi, flavoni, principi amari e tannini. È presente in numerosi infusi purgativi.

Rubia tinctorum L. (robbia dei tintori)
    Famiglia: Rubiaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie delle regioni mediterranee e tropicali, in Italia manca soltanto nel settore alpino-continentale; si ritrova solitamente nelle siepi e nelle boscaglie.
    Descrizione: pianta erbacea perenne, rizomatosa, strisciante o abbondantemente rampicante, è dotata di lunghi fusti a sezione quadrangolare, ricoperti da brevi aculei rivolti verso il basso.
    Le foglie sono verticillate e si presentano in numero di 4-6 per ogni verticillo; anch’esse sono provviste di brevi aculei sia lungo il margine che lungo la nervatura mediana della pagina inferiore.
    I fiori compaiono da aprile a giugno, sono di dimensioni ridotte e sono dotati di una corolla gialla.
    I frutti sono nerastri, carnosi, di forma più o meno tondeggiante e di circa 5 mm di diametro; ognuno di essi contiene un unico seme.
    Note: le radici e i fusti sotterranei venivano utilizzati sia in fitoterapia che nell’arte tintoria; inoltre, i pastori adoperavano la parte epigea per filtrare il latte dopo la mungitura, liberandolo così da eventuali corpi estranei. Nell’ambito delle tradizioni popolari dell’isola d’Ischia, durante le feste pasquali è consuetudine preparare delle uova con guscio colorato, utilizzando a tal scopo le radici e i fusti sotterranei di questa pianta.

Ruscus hypoglossum L. (linguetta)
    Famiglia: Liliaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie diffusa della regione mediterranea, vive di preferenza nelle zone ombrose del sottobosco.
    Descrizione: pianta sempreverde, cespitosa, con rizomi ramificati, presenta numerosi fusti eretti, alti 30-50 cm, con ramificazioni appiattite a forma di foglie dette cladodi. Questi ultimi sono persistenti, sparsi, ovati o lanceolati, acuti e lunghi 4-6 cm; essi portano al centro sulla pagina inferiore una piccola brattea fogliare, alla cui ascella si trovano i fiori. Questi ultimi sono unisessuali, piccoli, quasi trasparenti e si formano a gruppi di 3-5 elementi. Tale specie fiorisce da febbraio ad aprile.
    Raramente compare il frutto, che è rotondo, di colore rosso e grande quanto una piccola ciliegia.
    Note: alcune persone raccolgono i giovani germogli e li consumano come alimento, così come si fa per gli asparagi.
Questa specie in passato veniva diffusamente utilizzata per realizzare bordure o piccoli gruppi nelle zone ombrose dei giardini.
    Attualmente è presente in pochi giardini privati e in quasi tutti quelli che furono i Siti Reali di proprietà dei Sovrani borbonici.

Spartium junceum L. (ginestra)
    Famiglia: Fabaceae
    Habitat e areale di distribuzione: comune nella regione mediterranea, la pianta cresce su pendii secchi e soleggiati.
    Nell’isola d’Ischia è diffusa su tutto il territorio, dalla costa alle pendici del Monte Epomeo.
    Descrizione: arbusto eretto, molto ramificato, in ambiente favorevole può raggiungere 2-3 m di altezza.
    Le foglie sono oblungo-lineari, di color grigio, solitarie; esse cadono appena si sono completamente sviluppate. I rami sono lisci, arrotondati, giunchiformi e glauchi.
    I fiori, riuniti in racemi terminali, sbocciano da maggio ad agosto; essi sono vistosi, profumati, lunghi 20-25 mm e presentano una corolla papilionacea gialla con vessillo arrotondato e carena appuntita.
    I frutti sono eretti, piatti, un po’ falciformi e contengono da 10 a 18 semi lucidi di colore giallo-rossiccio. I semi sono velenosi a causa di un alcaloide in essi contenuto.
    Note: tale pianta è dotata di proprietà diuretiche e cardiotoniche. I rami flessuosi vengono utilizzati per legare viti, mazzetti di aromi, nonché nell’arte dell’intreccio per la realizzazione di contenitori per ricotta e formaggi freschi. Nell’isola d’Ischia, la ginestra viene impiegata nell’alimentazione dei conigli e nella costruzione di “nasselle”, tipici contenitori utilizzati per seccare i fichi al sole.

Viburnum tinus L. (viburno)
    Famiglia: Caprifoliaceae
    Habitat e areale di distribuzione: pianta spontanea della regione mediterranea, si ritrova di solito nei boschi sempreverdi, principalmente leccete, e nelle siepi.
    Descrizione: specie arbustiva con fusto cespuglioso, raramente supera i 2 m di altezza e solitamente presenta numerose ramificazioni dalla base.
    Le foglie sono persistenti, opposte, ovato-ellittiche, coriacee, con nervature appariscenti, di colore verde scuro superiormente, pallide nella pagina inferiore e lunghe 5-10 cm; il picciolo è corto e rossastro.
    I fiori sono bianchi a sviluppo terminato, rosei prima di sbocciare; essi sono riuniti in numero elevato in cime ombrelliformi compatte. La fioritura è abbondante da febbraio a maggio.
    I frutti sono globosi od ovoidali, di circa 1 cm di diametro e di colore blu-violaceo; essi permangono per molto tempo sulla pianta.
    Note: pianta molto bella, assai rustica, con fioritura precoce ed abbondante, è molto indicata per la decorazione dei giardini in prossimità del mare.

Vinca major L. (pervinca maggiore)
    Famiglia: Apocynaceae
    Habitat e areale di distribuzione: pianta a diffusione europea, si ritrova di preferenza negli ambienti di sottobosco.
    Descrizione: pianta erbacea perenne, cespitosa, lattiginosa, suffruticosa, alta 20-50 cm, presenta fusti allungati, sottili, flessuosi e tenaci; quelli sterili sono prostrati al suolo, quelli fertili sono eretti.
    Le foglie sono ellittico-lanceolate, di colore verde scuro superiormente, pallide al rovescio, persistenti, opposte, cigliate, glabre, un po’ carnose, lunghe 6-8 cm e brevemente picciolate.
    I fiori sono vistosi, ascellari, solitari, di colore azzurro-lilacino, con calice a divisioni lineari e ciliate e con corolla tubulosa a lembo diviso in 5 segmenti cuneiformi e obliquamente troncati. La pianta fiorisce da marzo a luglio.
    Note: pianta molto diffusa nei nostri giardini, è spesso adoperata per adornare piccole scarpate o nella formazione di bordure. Si adatta facilmente a qualsiasi tipo di terreno, cresce e si propaga rapidamente.
    Preferisce un’esposizione parzialmente ombreggiata in luoghi freschi.
Francesco Vallariello

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