La Rassegna d'Ischia 2007 n. 2
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Il compostaggio domestico dei rifiuti organici

di Francesco Mattera
   I grandi temi della tutela dell’ambiente, della protezione  e preservazione degli ecosistemi naturali, sono diventati oggi tanto diffusi  e compenetrati nella coscienza collettiva da divenire un elemento culturale comune, pur con diverse gradazioni, a tutto il corpo sociale. La percezione dell’importanza delle tematiche ambientali, a livello cosciente, si traduce nell’esigenza di mettere in atto comportamenti virtuosi che attraversino verticalmente sia gli apparati politico-amministrativi che le strutture socio-economiche ad essi agganciate. Ecco, quindi, che la pianificazione delle scelte economiche di medio e lungo periodo, le linee di crescita economica e di sviluppo sociale vengono tutte connotate alla luce del requisito della “sostenibilità”, della “ecocompatibilità” cui, formalmente, non si concedono deroghe di sorta.
   Tutte le attività umane, dall’industria al commercio, dal turismo all’agricoltura, dall’edilizia nelle sue varie articolazioni all’artigianato, è necessario che oggi siano filtrate preventivamente dall’analisi dei costi e dei benefici, nella quale vengono ricompresi anche aspetti e parametri molto importanti e fino ad ieri ignorati del tutto o trascurati, quali ad es. il costo sociale, l’impatto ambientale, ecc. In un simile scenario, tutto votato all’individuazione delle variabili in gioco e dei pesi relativi di tutti i possibili effetti scaturenti da un’azione umana più o meno complessa, non sfugge che ancora  esistono cose molto semplici, la cui applicazione o realizzazione  non ha bisogno affatto di grandi e complesse indagini per l’accertamento di una loro utilità complessiva scevra da inconvenienti di sorta. Ciò avviene in maniera intuitiva e spontanea. Sono quelle cose pratiche da fare, utili per loro stessa natura e che, paradossalmente, proprio per la loro semplicità vengono di sovente considerate banali o, perlomeno, non meritevoli di grande interesse. Tra queste cose è certamente da annoverare il compostaggio domestico dei rifiuti organici.
   Pratica già entrata da tempo nel vissuto quotidiano ordinario di società molto evolute!
   Necessità di ridurre il più possibile il volume ed il peso dei rifiuti del paese avviati nelle discariche, con il conseguente ritorno economico di un costo totale del servizio più basso rispetto a quello attuale. Opportunità per il paese di iniziare un nuovo e più saggio percorso nella gestione dei rifiuti, dove le occasioni di beneficiare dell’utilità residua o rigenerata dello scarto tramuta questo in nuova ricchezza, sia per il singolo cittadino che per la intera collettività. Quella del compostaggio, insieme alla raccolta differenziata, più che una opzione, è oggi una strada obbligata!

   Una  definizione di compostaggio
   Il compostaggio è un processo naturale di natura microbiologica che determina la trasformazione dei rifiuti organici di origine vegetale in compost, ovvero la loro degradazione in sostanze più semplici, generalmente di colore nero e della consistenza di un terriccio, ricco di humus, molto adatto per la coltivazione biologica di ortaggi, alberi da frutto e piante ornamentali.

   Quali  rifiuti possono essere  avviati 
   al compostaggio?
Al compostaggio possono essere avviati tutti i rifiuti, gli scarti, i sottoprodotti ed i cascami di origine vegetale, come ad esempio  foglie e steli di ortaggi, bucce, torsoli e polpe esauste di frutta, bucce di tuberi, ortaggi e frutta di ogni genere andata a male, foglie e steli di piante d’appartamento, erbe e foglie raccolte da vasi di piante ornamentali, rasature di prato, foglie secche di alberi ed arbusti, residui delle potature di arbusti, siepi ed alberi, ecc. Residui di cucina di origine vegetale privi di oli e/o grassi animali, quali  ortaggi bolliti, fondi di caffè, ecc.

   Vi sono altre sostanze che possono
   essere  compostate?
   Dato per assodato che la base deve essere costituita da sostanze di origine vegetale, nel senso più ampio della parola, ad esempio anche tutti gli oggetti costituiti da paglia intrecciata, vimini, canne, ecc., fiori secchi deteriorati, vecchie zolle di piante ornamentali, ecc., si possono inserire anche moderati quantitativi di sostanze di origine animale come ad esempio: lettiere di uccelli da gabbia e di piccoli allevamenti domestici di conigli, polli, ecc.,  piume e penne, gusci di uova e conchiglie di molluschi preventivamente lavati e sminuzzati, piccoli ritagli di pelle non trattati con sostanze nocive. La cenere di legna di caminetti ,stufe e barbecue, non inquinata dalla combustione di sostanze plastiche e/o sintetiche può essere aggiunta in quantitativi non superiori al 5% del totale.

   Quali  rifiuti non bisogna mai 
   avviare al compostaggio ?
   Sono sempre ed in ogni caso da evitare i seguenti rifiuti:
- oli usati domestici ed i grassi animali, come pure gli scarti di cucina ricchi di tali condimenti;
- capelli umani  e resti di medicazioni, bende, ecc.;
- carcasse di animali domestici o di affezione, come pure di animali selvatici soprattutto se di interesse sanitario (topi e ratti);
- ossa e resti di macelleria, escrementi di animali di affezione (cani e gatti);
- tutti gli oggetti che, pur essendo di origine vegetale, sono pitturati, impregnati o comunque inquinati da sostanze sintetiche;
- oli e combustibili minerali o sintetici;
- sostanze chimiche di qualsiasi specie e natura;
- vetro, metalli, chiodi e punti metallici aguzzi (possono dare oltretutto problemi all’atto del prelievo del compost);
- piante o parti di piante molto infestanti che si riproducono per via vegetativa (gramigne) o per bulbilli, tuberi (tipo cipero o dente di cavallo, acetosella), ecc. per evitare la loro diffusione incontrollata nell’orto o nel giardino di casa. Il loro inserimento potrebbe avvenire solo in un processo molto lungo e con sviluppo di temperature molto elevate, o previa devitalizzazione ad esempio per sbollentatura o combustione, nel quale caso si potrà usare la loro cenere.
   È anche poco opportuno sminuzzare legna di grosso calibro e di essenze dure utilizzabili invece  più utilmente come legna da ardere o come legname d’opera per staccionate, piccoli lavori artigianali, ecc.

   Di quali  attrezzature occorre  disporre
   per eseguire il compostaggio domestico?
   Dipende dal tipo di strutturazione dell’abitazione. Se ad esempio si tratta di una casa con terrazzo e/o balconi, con o senza piccolissimo giardino (20-30 mq), sarà sufficiente una comune compostiera di piccole dimensioni (170- 200 litri).
   Se la casa è dotata invece di un giardino piuttosto ampio, con numerosi arbusti e qualche albero, la compostiera sarà di volume maggiore (400-500 litri) e ad essa occorrerà aggiungere un piccolo biotrituratore elettrico che servirà a sminuzzare rami  e fronde.
   Per ville dotate di giardino o parco di superficie medio-grande (superiore a  700 mq, fino a 1000 ed oltre), occorrerà aumentare progressivamente il volume o il numero delle compostiere e dotarsi di un biotrituratore – cippatore, ovvero di una macchina capace di ridurre in trucioli anche rami di diametro superiore ai 5 cm.

   Cos’e’ una compostiera?
   Si tratta di un recipiente ove vengono depositati i rifiuti organici per avviarli al compostaggio. In commercio ve ne sono di diverse fogge e volume e di diverso prezzo, in dipendenza della qualità intrinseca (tipo di materiale, robustezza, caratteristiche costruttive, ecc. ).
   La caratteristica comune a tutti i modelli è quella di consentire un sufficiente arieggiamento delle biomasse messe a compostare. Inoltre tutte sono in genere dotate di un coperchio. Le migliori sono dotate anche di accessori quali lo sportello basale di scarico; la rete protettiva interna antitopo ed antiratto; il vaglio basale interno per la cernita automatica del compost. 
   Un tipo ideale di compostiera dovrebbe essere dotata anche di un rivoltatore-miscelatore del materiale contenuto.

   Cos’e’ un biotrituratore?
   È in effetti un grosso macinino elettrico (o a scoppio) nel cui  imbuto (tramoggia) si versano le foglie grandi, le frasche e i tralci di piante rampicanti allo scopo di sminuzzarli prima di inserirli nella compostiera.
   Tutti i modelli in commercio sono dotati di due o più dispositivi di sicurezza per evitare incidenti durante l’uso, il quale è comunque proibito ai bambini ed ai ragazzi minorenni ed alle persone con gravi handicap psicomotori.
   Alcuni modelli sono dotati di cippatore, ovvero un tubo nel quale inserire rami interi da ridurre in trucioli o schegge. 

   Quali accorgimenti bisogna 
   mettere in pratica per un buon compostaggio?
   Si tratta di assecondare un processo del tutto naturale e quindi le cose da fare sono molto semplici ed alla portata di tutti. Le riassumiamo sinteticamente:
- Compostare sempre e solo rifiuti e/o sostanze idonee, come indicato nei punti precedenti.
- Fare in modo che con l’accumulo dei rifiuti non sia impedito l’ingresso dell’aria nella compostiera e che questa venga collocata e disposta in modo da favorire l’arieggiamento (evitare ad esempio di sovrapporre o accostare ad essa oggetti ingombranti).
- Non inserire mai rifiuti vegetali troppo voluminosi, tipo rami, pezzi di legno, parti secche molto dure, senza aver provveduto prima al loro sminuzzamaneto.
- Nella stagione asciutta nel caso di inserimento di rifiuti molto secchi, aumentare l’umidità interna alla compostiera con leggere e frequenti innaffiature. Idonea allo scopo è anche l’acqua di bollitura di ortaggi, legumi, pasta, preventivamente raffreddata.
- Nel corso del compostaggio, se si desidera accelerare il processo, di tanto in tanto (ad esempio ogni 2-3 aggiunte di nuovo materiale) rimescolare la massa aiutandosi con un idoneo attrezzo (badile).
- Cercare, per quanto è possibile, di alternare a rifiuti molto secchi e grossolani (foglie secche e dure, rami sminuzzati, ecc), altri molto freschi e ricchi di acqua, come ad esempio foglie di ortaggi, bucce e polpe di frutta, rasature di prato, ecc..
- Periodicamente svuotare la compostiera per trarne il compost ottenuto. Seguire la seguente procedura: 
     1)  Eliminare il cappello non ancora decomposto riponendolo a parte.
     2)  Prelevare il compost eseguendo una sommaria vagliatura con la quale si separeranno le parti troppo grossolane che hanno resistito al processo di  decomposizione;
     3) Usare subito il compost ottenuto per concimare fiori, ortaggi o alberi da frutto. Se  ciò non fosse possibile o necessario, riporre il compost in sacchi di plastica e conservarli in attesa del loro utilizzo.
     4) Risistemare la compostiera e se necessario riparare parti danneggiate o sconnesse.
     5) Riporre all’interno della compostiera il cappello tolto inizialmente e le parti grossolane separate con la vagliatura.

   Dopo il primo compostaggio, per accelerare il processo nei cicli successivi, è di una certa utilità conservare una parte del compost ottenuto  che verrà spolverato in piccole quantità  man mano che si aggiungeranno nuovi rifiuti da compostare. Il compost maturo contiene infatti una grande quantità di microrganismi utili (batteri) e di enzimi che inseriti nella massa  innescano il processo indirizzandolo decisamente verso le fasi più utili all’ottenimento rapido di un compost di qualità superiore.  

   Vi sono altre cose importanti
   da  considerare?
   Certamente, e ne diamo un elenco il più completo possibile:
   Il compostaggio come detto è un processo microbiologico attivato da batteri soprattutto, ma anche da funghi, lieviti, protozoi ed altri microrganismi che operano una progressiva demolizione delle sostanze organiche complesse (cellulosa, lignina, sughero, proteine, amidi, zuccheri, ecc.) di cui sono costituiti i rifiuti vegetali avviati al compostaggio.
   In alcuni casi può essere utile inoculare nella massa di rifiuti da compostare un preparato a base di colture selezionate di batteri specifici.
   In altri casi, non difettando la carica batterica naturale, potrà essere utile fornire alimento ai batteri sottoforma di sostanze ricche di azoto e zuccheri semplici. Si ricorre a ciò ad es. quando occorre compostare paglia ed erba molto secca e dura, trucioli di legno, foglie coriacee, ecc. L’energia può essere fornita semplicemente addizionando erba fresca, foglie di ortaggi, magari preventivamente fatti macerare in acqua per 3-4 giorni e aggiunti con tutta l’acqua. Altro sistema consiste nell’aggiungere modesti quantitativi di concimi azotati semplici comunemente reperibili in commercio, tipo urea, solfato ammonico, nitrato ammonico, ecc., con integrazione di frequenti bagnature.
   La velocità di compostaggio dipende dalla qualità dei materiali inseriti nella compostiera: materiali molto ricchi di acqua e poveri di lignine e cellulose vengono degradate molto più velocemente di materiali invece molto secchi e duri (legno). Ciò significa che i batteri fanno più fatica a lavorare con questi materiali. Lo sminuzzamento di tali materiali definiti duri riduce di molto i tempi di degradazione, specialmente se accoppiato ad un aumento dell’umidità. Il processo inoltre si velocizza con l’aumentare della temperatura e si ottimizza con temperature ambientali intorno ai 25-28° C. Temperature superiori possono distruggere alcuni micorganismi utili a favore di altri che dirottano il processo in una direzione non desiderabile con distruzione della sostanza organica e produzione finale di un compost scadente.  Il compostaggio è quindi più rapido dalla  primavera inoltrata all’inizio dell’autunno. Diventa meno veloce nel tardo autunno ed inverno, specialmente con prevalenza di materiali duri. Può degenerare in una vera e propria combustione in piena estate.
   Resti di potature di siepi e piante molto spinose ed aculeate, tipo rosa, bouganvillea, foglie di palme, agavi, ecc. è consigliabile che siano accuratamente triturati prima dell’avvio al compostaggio per evitare di procurarsi dolorose punture all’atto dell’uso del compost. Si tenga presente che aculei e spine sono sempre molto duri e difficilmente con il compostaggio perdono le loro caratteristiche di pericolosità.  
   Nei periodi dell’anno in cui si verificasse una copiosa cascola di frutta dagli alberi (aranci, mandarini, pesche, ecc.) il loro carico nella compostiera dovrà essere integrato con modiche spolverate di calce idrata di comune reperimento in commercio, allo scopo di evitare un eccessivo inacidimento della massa. È anche consigliabile accompagnare il loro impiego con paglia ed erba secca o altri materiali duri di cui sarà facilitata la decomposizione.
   Sarà anche importante non avviare al compostaggio materiali e rifiuti che tramite la raccolta differenziata possono trovare una migliore  e più redditizia utilizzazione.
   Ricordarsi sempre che il compostaggio ben fatto è fonte di ricchezza in quanto consente di recuperare elementi della fertilità del terreno con cui nutrire in maniera naturale ortaggi, fiori e frutta da consumare in famiglia. Inoltre consente di ridurre l’impiego di fertilizzanti chimici e di concimi e terricci organici provenienti da altre parti del paese o dall’estero, contribuendo a rendere più economica la gestione di orti e giardini. Nel contempo , riducendo sensibilmente le masse di rifiuti , contribuisce a ridurre il costo del servizio di smaltimento a vantaggio di tutta la collettività.

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