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La scoperta di Ischia

di Giacomo Deuringer (in rivista Lettera da Ischia Oggi, n. 4-1957/58)

Dal 1950 ad oggi, in questo singolare periodo che ha visto l'opinione pubblica così facilmente influenzabile dalla facile letteratura dei rotocalchi e dalla non sempre approfondita cultura dei trionfatori dei quiz giornalistici e televisivi, è invalsa l'abitudine di considerale l'Isola d'Ischia  una «sco­perta» del dopoguerra, quasi che Lamartine, De Musset, lbsen, De Rivaz, Madame Curie fossero degli autentici sconosciuti e quasi che i loro scritti non bastassero a fornire inoppugnabile testimonianza non solo dell'attrazione che Ischia ha sempre esercitato per i più romantici viaggiatori dell'Otto­cento ma anche, e soprattutto, dell'attenzione che le «miniere d'oro» vantate fin dal 1584 dallo Iasolino han dedicato agli albori del secolo, i più noti studiosi del termalismo e della radioattività.
Questa ormai abitudinaria considerazione è tuttavia pienamente giustificata dal cammino che Ischia ha compiuto in questi ultimi anni.
Anche coloro che, come chi scrive, non hanno atteso la «cotta» per l'isola del Cav. del Lavoro Angelo Rizzoli o la prodigiosa guarigione dell'artrosi del Conte Marzotto per accorgersi dell'esistenza di Ischia e delle sue possibilità di sviluppo turistico e termale non potevano assolutamente prevedere, appena un paio di lustri addietro, che lo sviluppo isolano potesse in così breve tempo assumere un ritmo così veloce; che l'Isola, per dirla con espressione tipicamente napoletana, se ne sarebbe così celermente «sagliuta int''o pallone».
Non a caso l'espressione partenopea è stata scelta perché sembra proprio trattarsi di un autentico volo verso i cieli della celebrità e della mondanità (due empirei ormai conquistati da Ischia cui è da aggiungersi ancora tuttavia la definitiva conquista del terzo Cielo, il più ambito, della stabilità e sicurezza di una affezionata clientela, di soggiorno e di cura che non dirsi ancora del tutto acquisita.
Se si percorrono brevemente a ritroso i passi compiuti dall'Isola, dal 1950 ad oggi, c'è da rimanere, infatti, veramente sbalorditi. In appena sette anni si sono succeduti, con ritmo incessante, avvenimenti assolutamente imprevedibili anche da chi col maggiore ottmismo vaticinava l'avvenire dell'Isola.
Nel giugno del 1951 vi fu la posa del primo cavo elettrico sottomarino che portava dalla terraferma la luce (e nell'estale di quest'anno si è già posato il secondo cavo capace di trasportare altri 7.000 KWA avendo il fabbisogno isolano assorbito in soli sei anni i 2000 KWA trasportati dal cavo posato nel 1951).
Sempre nell'estate del 1951 si riaprivano le Terme «Regilla Isabella» di Lacco Ameno (che l'anno successivo l'industriale Rizzoli doveva rilevare dal gruppo di medici che le aveva ricostruite, dando inizio al grande piano di valorizzazione termale e alberghiera attualmente in atto da parte della Società Ischiaterme). La Cassa per il Mezzogiorno realizzava contemporaneamente in tempo di record il prolungamento della Via De Luca attraverso la Pineta del Comune di Ischia, iniziava la radicale sistemazione dell'intero anello stradale isolano che va portandosi a termine in questi giorni, dava notizia del cospicuo stanziamento effettuato per l'emancipazione idrica dei sei Comuni isolani attraverso la costruzione di un acquedotto sottomarino (che oggi ‑ in via di completamento ‑ rappresenta non più la fantasia di un poeta, ma una delle più ardite realizzazioni della tecnica moderna destinata a fornire finalmente acqua abbondante, in misura di 200 litri al giorno pro capite, ai 45.000 abitanti delle due isole, di Procida ed Ischia).
Fu proprio forse tale notizia unita all'annunzio delle altre opere pubbliche in corso di realizzazione sull'Isola (costruzione di altre strade finanziate dal Ministero dei Lavori Pubblici, inizio della sistemazione idraulico‑forestale del bacino dell'Epomeo, approvazione del graduale piano di sbaraccamento nei comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio e Barano d'Ischia, a risvegliare in modo ancor più imprevedibile l'iniziativa privata, che veniva così anche indirettamente stimolata a render conto ed usufruire delle varie provvidenze legislative di carattere turistico‑alberghiero gradualmente promosse dal Governo e varate dal Parlamento.
Valgano pochissimi ma significativi dati, per tutti, a dimostrare l'ascesa turistica isolana dal 1950 ad oggi.
Dai 560 letti in alberghi, pensioni e locande del 31 dicembre 1949 si è saliti, in sette anni, ai 2276 con cui l'Isola d'Ischia inizia la nuova stagione turistica. Dai 26 esercizi alberghieri (dei quali nessuno di lusso e di prima categoria) si è passati a 54 esercizi (tra i quali possono annoverarsi tre alberghi di lusso e sei di prima categoria).
Difficile esaurire in un articolo i passi compiuti in un periodo che ha registrato una autentica rivoluzione nella economia isolana. Se, per non togliere all'articolo stesso un sia pur piccolo sapor di primizia, ci si limita ad un rapido sguardo alle realizzazioni di quest'ultimo appena trasorso anno, c'è da registrare, in esso soltanto, l'inaugurazione del nuovo stabiliniento termale in sopraelevazione sulle Antiche Terme Radioattive Comunali di Porto d'Ischia (30 camerini pei bagni e fanghi, una sala reazione, una sala massaggi, una sala doccia scozzese, una sala riposo ed un vasto salone); l'inaugurazione del nuovo ufficio postelegrafico di Casamicciola Terme; la consegna di diciotto alloggi a sbaraccati di Forio; la costruzione iniziata di due nuove grandi arterie turistiche che renderanno facilmente accessibili i due incantevoli lidi dei Maronti e di Cartaromana; la prima pietra per un complesso di case (da destinare agli attuali occupanti le baracche di Fiaiano (Barano d'Ischia); l'inaugurazione della nuova linea automobilistica Porto d'Ischia ‑ Piedimonte ‑ Testaccio ‑ Maronti; la posa della prima pietra per la costruzione in Porto d'Ischia di un albergo jolly della C.I.A.T.S.A. (con 91 camere da letto di cui trenta con cure termali interne); la posa della prima pietra delle nuove grandi Terme Comunali alle spalle di detto albergo; l'inaugurazione in Lacco Ameno dello «Sporting Hotel», che fa parte del grande complesso alberghiero termale della «Regina Isabella», e del nuovo albergo «La Reginella»; l'inaugurazione di impianti turistici a servizio di detti tre alberghi, comprendenti, tra l'altro, una piscina, due campi di tennis ed un midgetgolf;  la costruzione di altri due campi da tennis ad Ischia; l'inaugurazione del nuovo Cinema «Excelsior» in Porto d'Ischia e del nuovo Cinema «La Reginella» in Lacco Ameno; l'avanzata costruzione dell'albergo di prima categoria «La Madonnina» sul Lungomare di Casamicciola Terme; l'inaugurazione della rinnovata, rimodernata ed ampliata «Pensione Villa Carolina» in Forio; l'inaugurazione di un nuovo impianto di cabinovia che congiunge Porto d'Ischia con il Montagnone. Ciò per tacere delle inaugurazioni e delle «prime pietre» minori.
Continua a «salire» Ischia, a quanto pare. Ed il costante aumento della sua capacità ricettiva, il sorgere, accanto ai più moderni alberghi e stabilimenti termali, di una serie di minori iniziative alberghiere e di nuovi confortevoli impianti per lo svago ed il trattenimento, fa presumere che, se opportunamente sarà contenuta qualche non intelligente tendenza all'incremento dei prezzi, provocata dall'euforia del momento, anche il terzo cielo, quello della stabilità e della sicurezza di una affezionata clientela, di soggiorno e di cura, potrà essere dall'Isola raggiunto.
Accanto alle premesse naturali da tempo esistenti ‑ che facevan già di Ischia una vera e propria «Isola della salute» (capace attraverso il suo sole, il suo mare, la sua aria, di propiziare alla fanciullezza uno sviluppo armonico e di dare energia e vitalità alla gioventù e altresì capace, attraverso la specificità delle sue fonti termali di fornire miracoloso conforto ai sofferenti e rinfrancare le forze degli anziani) vi è oggi qualcosa di più: un ingente patrimonio di attrezzature la cui costituzione, quanto mai rapida, è frutto della benefica ed intelligente convergenza di investimenti pubblici e privati, di provvidenze dello Stato e iniziative dei singoli, patrimonio che tutti sono interessati a difendere e potenziare.
Difendere e potenziare questo patrimonio è anche uno dei fini precipui di Lettera da Ischia. Ed è per tale ragione che abbiamo voluto aprire questo numero di fine d'anno con il beneaugurante ricordo di quanto è stato nei trascorsi sette anni compiuto.
Abbiamo preso come anno di partenza il 1950 perché è ancora in noi vivissima la memoria del primo Convegno turistico isolano che, insieme con numerosi volenterosi amici e sotto il patrocinio del Comitato Civico, riuscimmo proprio in quell'anno ad organizzare.
Il carissimo collega Roberto Minervini ha voluto anch'egli spontaneamente ricordare quel Convegno in uno dei suoi ascoltatissimi Incontri del sabato radiofonici.
Ma, accanto al «vinello sciampagnino del Sindaco di Barano» - che, in quei tre giorni, per gli occhi del caro Roberto, riusciva finanche a mutare in violette le rose offerte dalle graziose fanciulle isolane ‑, abbiamo voluto ricordare il molto che si è realizzato in sette anni proprio in base ai voti di cui si fecero promotori, nel corso di quel Convegno, gli amici Antonio Castagna, Anselmo Delizia, Giovanni Di Meglio, Vincenzo Mennella, Raffaele Monti, Vincenzo Telese, Guglielmo Waschimps, tutti isolani autentici cui è giusto vada, a distanza di anni, l'affettuosa gratitudine di coloro che oggi operano ad Ischia in un clima di fiducia molto diverso da quello esistente nel 1950, ed anche di coloro che, ritornandovi puntualmente ad ogni «stagione», trovano ogni volta che l'Isola ha percorso un passo in avanti verso la sua definitiva valorizzazione.

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