Inarime seu de Balneis Pithecusarum libri VI

Titolo : Inarime seu de Balneis Pithecusarum libri VI
Autore : Camillo Eucherio de Quintiis
Argomento : Isola d'Ischia
Editore : Raffaele Castagna (La Rassegna d'Ischia)
Anno di pubblicazione : Gennaio 2003
Dati : 240 pagine
Prezzo : € 10,00


Fra i tanti autori che hanno scritto di Ischia, delle sue vicende storiche, delle sue acque termali, delle sue bellezze naturali, etc., va annoverato in un posto di rilievo senz’altro il gesuita P. Camillo Eucherio Quinzi (o de Quintiis), del quale nel 1726 comparve la prima edizione del poema, che lo pose tra gli umanisti più eletti del primo Settecento europeo, in 6 libri, oltre un carme introduttivo: Inarime seu de balneis Pithecusarum (Inarime o i bagni di Pitecusa).
L’opera è scritta in versi esametri latini e ciò, se contribuì a rendere gloria all’autore, nel secolo suo, come umanista e poeta, sulla scia dei grandi autori classici e soprattutto di Lucrezio, Virgilio e Ovidio, non ne ha mai assicurato una grande divulgazione, nel tempo successivo, essendo anche mancata la pubblicazione di una versione in lingua italiana.
Un altro elemento che forse ha poco giovato al lavoro del Quinzi, sì da non permetterne una più estesa conoscenza e lettura, può essere individuato nella circostanza che la materia concerne per lo più il fattore medico e curativo, nel quale in fondo, pur a distanza di un lungo arco di anni, nulla si presenta qui di nuovo rispetto a quanto aveva già scritto e pubblicato nel 1588 Giulio Iasolino con la prima edizione del De Rimedii naturali che sono nell’isola di Pithecusa hoggi detta Ischia. Equivoco che
lo stesso Quinzi pensava di aver ben chiarito e superato, quando nelle Avvertenze al lettore precisa più volte che, pur sostenendo le parti di filosofo e di medico, non dimentica quella di poeta (ut Poetam non sim oblitus) e che gli interessa più ciò che “idoneo alla mia causa, renda grazie alla poesia”. Alla maniera di Virgilio con le sue Georgiche, egli aveva soprattutto lo scopo di dilettare piuttosto che di insegnare o dare appropriate norme mediche, per cui l’attenzione è maggiormente rivolta a non trascurare lo stile della poesia e a conservare, possibilmente, la grazia della lingua latina.
Per quanto concerne le cure termali di Ischia, dichiara che segue pochi ma celebri autori, e in primo luogo Giulio Iasolino, che d’altra parte nel poema appare, sotto la denominazione di Podalirio, come colui che lo introduce nei segreti delle sorgenti termali dell’isola e gli fa conoscere l’origine e le virtù di ciascuna acqua e fonte.
Al poema Inarime e al suo autore P. Camillo Eucherio Quinzi S. J. dedicò un volumetto di presentazione il P. Gennaro Gamboni S. J. dal titolo Ischia e il suo poeta Camillo Eucherio Quinzi S. J., pubblicato nel 1952 ad opera dei fratelli Pietro e Ciro Gamboni di Casamicciola