Isola d'Ischia: tremila voci titoli immagini

di Pasquale Balestriere

Venticinque anni di La Rassegna d’Ischia più ricerche, studi e articoli di varia umanità hanno offerto all’intelligenza del caro e infaticabile amico prof. Raffaele Castagna il destro e il materiale per la composizione di un aureo volume che non può – né deve - mancare tra i libri non solo di ogni ischitano che ami la propria isola, ma anche di quanti abbiano interesse per Ischia o, semplicemente, vogliano conoscerla in modo meno epidermico.
   S’intitola “Isola d’Ischia –tremila voci titoli immagini”, edito da La Rassegna d’Ischia, pagg. 320, euro 13,00; e non si fatica di certo, per la chiarezza del titolo, a individuarne l’argomento o, se si vuole, il tema fondamentale. Vi si parla, infatti, di Ischia, in mille sfaccettature; ma anche, ribaltando il punto di vista, tremila voci, titoli e immagini parlano di Ischia. E dunque, anche per la disposizione in ordine alfabetico di ogni voce (da Abrasione a Zivelli), il libro si presenta come un’agile summa, una snella ma ricca enciclopedia di cose isclane, un insostituibile breviario in cui confluiscono e convivono situazioni e personaggi, a volte lontanissimi tra loro, accomunati da questa piccola grande patria, reale o ideale, fisica o spirituale, che è Inarime – Pithekoussai – Aenaria – Iscla – Ischia.
   Se ci si accosta a quest’opera, ogni curiosità può essere soddisfatta, ogni dubbio sciolto: perché essa è ricchissima di contenuti, attentamente selezionati,vagliati e pòrti al lettore con semplicità ed efficacia. Come se tutto questo non bastasse, in appendice troviamo dati relativi a tutte le amministrazioni comunali succedutesi sull’isola dal 1946 a oggi, ma soprattutto i “Titoli della cultura isolana”, nutritissima bibliografia che sta alla base di tutto il lavoro de quo, seguiti da cataloghi di mostre e articoli su Ischia pubblicati su stampa locale e nazionale.
            Credo che un libro siffatto, per le tante peculiarità che offre e per l’acribia che lo contraddistingue, meriti un posto di primo piano tra tutte le opere dedicate a Ischia, perché l’estrema dovizia di dati giammai delude il lettore o il semplice curioso, né mai li lascia a mani vuote; anzi li attrae, invitandoli alla lettura, più che alla consultazione; e li appaga, togliendo loro la prima sete e, nel contempo, facendo balenare, con nobile ammiccamento, la gratificazione che ad essi potrebbe venire da approfondimenti, studi e ricerche ulteriori. Magari anche servendosi delle venticinque annate de La Rassegna d’Ischia.