Ischia 1950-1999: 50 anni di vita isolana

di Giuseppe Mazzella

Non fu soltanto Angelo Rizzoli (1888-1970), il grande editore e cineasta milanese che agli inizi degli anni ’50 del ‘900 fu invogliato dal medico ginecologo di sua moglie Anna, Piero Malcovati (1902-1963), ad investire nell’isola d’Ischia con grandi alberghi termali e tutto l’indotto commerciale dai negozi ai collegamenti marittimi, a determinare il lancio dell’ “isola verde” nel firmamento delle grandi località turistiche internazionali.
    Rizzoli certamente è stato il più importante dei protagonisti del decollo turistico di Ischia iniziato alla fine del secondo conflitto mondiale, ma l’imprenditore milanese trovò anche una classe dirigente locale - dai Comuni, alla Provincia ed al Governo - che seppe non solo assecondare Rizzoli nelle sue idee di crescita turistica, ma anche progettare lo sviluppo con una grande tensione civile. Se rinascevano, con decreto del Luogotenente del Regno, Umberto di Savoia, del 21 agosto 1945, le sei unità amministrative in cui si divideva l’isola (Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Barano e Serrara-Fontana) dopo la parentesi del Comune unico istituito dal fascismo nel 1938, aveva nuova vita l’Ente per la Valorizzazione dell’isola d’Ischia ricostruito con legge del 1952 e con il compito di promuovere la valorizzazione dell’isola con la costruzione di infrastrutture, come strade, acquedotti, fognature, capaci di favorire la nascita di alberghi, terme, attività commerciali, per un moderno turismo di massa.
    La classe dirigente dell’isola d’Ischia tenne un convegno il 13 maggio 1950 a Casamicciola, organizzato dal Comitato Civico Diocesano e sotto l’egida del Presidente del Consiglio dei Ministri, Alcide De Gasperi, in cui furono tracciate le direttrici fondamentali per lo sviluppo dell’isola.
    Una classe dirigente dei Comuni fortemente motivata, una legislazione che favoriva la creazione di infrastrutture ed incentivava l’imprenditoria con la Cassa per il Mezzogiorno, un ente speciale realizzatore di opere di interesse collettivo a tutta l’isola con i poteri anche dell’Azienda di Cura e Soggiorno.
    Questo excursus di 50 anni dell’isola d’Ischia - dal 1950 al 1999 - che hanno trasformato un’isola di pescatori e contadini con tanta miseria e disoccupazione in una località turistica internazionale, la più importante della Regione Campania, viene raccontato nel volume: Ischia: 1950-1999 cinquanta anni di vita e di storia dell’ “isola verde” -, con una corposa documentazione da Raffaele Castagna.
    Colpisce nel volume anche il ruolo propositivo della stampa locale che nacque nel 1943 con il periodico ”Ischia Nuova” diretto da Vincenzo Telese, che fu sindaco d’Ischia e presidente dell’EVI ed anche il più importante dei politici del tempo. Egli lanciava nel 1946 1’appello affinché ”i figli migliori di Ischia, di qualunque ceto e condizione, una volta eletti nelle amministrazioni, stendano una lastra di piombo sul passato e guardino l’isola dalla vetta dell’Epomeo e non più dal campanile del proprio Comune”.
    L’appello fu raccolto dai sindaci del tempo, lo stesso Telese, Antonio Castagna a Casamicciola, Vincenzo Mazzella a Forio, Pietro Carlo Mattera a Serrara-Fontana, Giovanni Di Meglio a Barano e  Vincenzo Mennella a Lacco Ameno, che seppero - favoriti anche dalla comune appartenenza politica alla Democrazia Cristiana - mettersi d’accordo e favorire la costruzione di strade e di grandi opere pubbliche come l’acquedotto sottomarino anche grazie al ruolo di ”compensazione dei campanili” che svolgeva l’Ente per la Valorizzazione dell’isola d’Ischia, rimasto in vita fino al 1972, e che ebbe un indiscusso protagonista per 13 anni dal 1952 al 1965 in Giacomo Deuringer, prima direttore e poi presidente.
    Fatti di importanza storica - come l’inaugurazione dell’acquedotto sottomarino il 9 novembre 1958 e quella dell’Ospedale donato da Angelo Rizzoli e gestito dagli Ospedali Riuniti di Napoli domenica 21 ottobre 1962 alla presenza del Presidente del Consiglio, Amintore Fanfani - vengono ricordati nel libro di Castagna al pari delle cronache e delle polemiche sui giornali del tempo sui progetti proposti e realizzati, come il Museo Archeologico di Pithecusa a Lacco Ameno grazie alle scoperte del prof.Giorgio Buchner, o rimasti nel libro dei sogni come la funivia che doveva collegare il Porto di Ischia al Monte Epomeo o il secondo anello stradale proposto dal prof. Cristofaro Mennella che fin dal 1959 proponeva inoltre di ripristinare l’antico Osservatorio Geofisico di Casamicciola e farne un Centro Studi di Idroclimatologia.