Gli "accattatori"

Giuseppe Silvestri

Una tradizione legata all’attività peschereccia è quella dei cosiddetti “accattatori”, i quali erano soliti comprare i pesci dai pescatori e poi andare a rivenderli per le strade, annunciando con voce sonora la specie e la bontà del prodotto:

“Pesce! Pesce! Chi vo’ pesce! Calamare e triglie! O palammmete! Tene ‘o lattere!”
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   Alcuni avevano il gozzo e si avvicinavano direttamente a quello dei pescatori, ancor prima che toccassero terra, dopo una notte di lavoro, allo scopo di prevenire altri e contrattare il prezzo e il quantitativo; a volte aspettavano sulla spiaggia; un rituale generale che si ripeteva anche quando i pescatori, non lontano dalla riva,  si dedicavano alla pesca con la lampara o la sciabica.
   Con riferimento agli anni 1930/40 e oltre, a Lacco Ameno si ricordano i seguenti nomi: Michele De Siano, Liborio De Siano, Vincenzo De Siano detto “‘u piangente”, tutti della famiglia soprannominata “Pesce ‘e  tàte”;  Giacomo Romano, della famiglia “Cape ‘e purpe”; Antonio Castaldi detto “Ntuniuccio” e Guarracino; ed ancora, Ciro D’Orio, Aniello Mennella, Salvatore Pascale, detto Salvatore “‘e Materanella”, l’unico che vendeva di mattina e di pomeriggio. Essi vendevano a Lacco, ma soprattutto a Forio e a Casamicciola.
   I pesci venivano trasportati nei cosiddetti “chianelli”, in genere due sulla testa e due tenuti bloccati sui fianchi con le mani, con l’immancabile bilancia (‘u valanzone”).
Michele De Siano con il figlio “Ntuniuccio” andava a comprare tutti i giorni alla Mandra di Ischia e per primo riuscì a fornirsi di un gozzo a motore Diesel. La sua attività fu poi continuata da Salvatore, Antonio, Restituta e tuttora mantiene la tradizione familiare Domenico, detto “Peperipé”.
   A Casamicciola gli accattatori vendevano soprattutto a Piazza Bagni, perché c’era un notevole movimento costituito dalle persone che si recavano nei vari stabilimenti per i bagni e i fanghi termali. In gran numero erano contadini provenienti dalle Province di Napoli o di Caserta che ogni anno venivano a Casamicciola per le cure: erano chiamati dai venditori “ficaiuoli” e compravano il pesce perché la maggior parte alloggiava in case private. Altro punto importante di vendita era a Lacco la zona prospiciente la Villa Svizzera, dove si trovavano coloro che vendevano quello che chiamavano “‘a pustarella”, cioè triglie, scorfani e altri pesci di qualità; a Casamicciola un punto di riferimento era la Pensione Morgera.
   Tra gli accattatori che venivano da Ischia si ricordano un certo Lunarde, Pasquale Maressa; da Forio Andrea ‘u furiane e Vincenzo ‘u vaculese.
   In determinati periodi, soprattutto per “crastaurielle” e “aluzze”, venivano qui a comprare anche da Napoli, Procida, Torre del Greco.