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Le piante da interni nei centri termali,
nelle strutture turistiche e nelle abitazioni

Le moderne abitazioni sono sempre più sature di prodotti di sintesi che la "new age" tecnologica ha creato per rendere più comoda la nostra vita.
Ma questi prodotti del progresso contengono sostanze altamente tossiche, spesso racchiuse in innocui elementi di arredamento. Così tappeti, moquettes, vernici, lacche, etc. vanno guardati con sospetto.
Ma c'è un modo per difendersi: le piante, anche quelle d'appartamento.
Spesso utilizzate da arredatori di grido per riempire vuoti, esse non solo rilassano e ci allontanano dal caos e dal grigiore delle città, ma depurano l'aria dalle sostanze inquinanti e regolano il tasso di umidità negli ambienti chiusi.
I primi ad occuparsi di questo importantissimo aspetto delle piante sono stati gli americani alle prese con i programmi spaziali che prevedono astronavi che necessitano di ambienti ossigenati, nei quali l'anidride carbonica prodotta dalla respirazione venga rapidamente smaltita.
Cercando tra le possibili soluzioni, è risultato che quella più economica e funzionale è data dalle nostre amiche piante.
Le foglie non solo assorbono anidride carbonica, ma anche formaldeide, benzolo e tricloroetilene, tutte sostanze dannose per l'organismo, presenti in quasi tutte le case, oltre che negli ambienti termali.
Il benzene è presente nelle vernici, inchiostri, gomme; la formaldeide è diffusa nei tappeti e moquettes, ma anche nelle cere per pavimenti o nelle palline antitanne. Anche gli spray da forno, i deodoranti per ambienti e i fazzolettini struccanti contengono questa sostanza. Infine il tricloroetilene lo si rinviene in grande quantità nelle lacche e nelle vernici.
Un ruolo molto importante nella depurazione degli ambienti dall'ossido di carbonio è svolto dal terriccio contenuto nei vasi che, come una spugna, assorbe gas ed esalazioni nocive, in particolare quelle provenienti dal fumo delle sigarette.

Le piante da impiegarsi

Il tronchetto della felicità è senza dubbio la pianta più efficace. In una sola giornata assorbe oltre i 3/4 della formaldeide contenuta in una stanza. Anche il filodendro e il crisantemo contribuiscono ad abbassare il tasso della formaldeide contenuta nei detersivi, nelle colle e nel solventi, oltre che in tanti altri prodotti di uso comune (smacchiatori, brillantanti, detergenti, etc.). Anche la gerbera o margherita del Transvaal, oltre a colorare e arredare gli ambienti, ripulisce quasi al 100% il tricloroetilene contenuto soprattutto nelle fotocopiatrici e computers. Lo stesso prodotto nocivo è assorbito anche dalla sansevieria.
Il photos e il clorofito limitano in maniera decisiva l'ossido di carbonio, il radon delle aree termali e i diversi inquinanti presenti nell'atmosfera confinata degli interni.
Menzioniamo anche la pianta mangiafumo, capace realmente di assorbire non solo il fumo delle sigarette, ma anche altri prodotti eterei.
La scefflera oltre a depurare l'aria è un ottimo indicatore ambientale, infatti sintomi di sofferenza della pianta sono una chiara spia di tossicità ambientale.
Negli ambienti interni queste piante salutistiche andrebbero posizionate negli angoli più adatti, diversi a seconda della struttura ed ubicazione delle camere. Buona regola è ricordare che le piante da interni non amano essere colpite dalla luce diretta del sole, né trovarsi vicino a fonti di calore e finestre con spifferi d'aria. Amano gli angoli più umidi e luminosi (cucina, bagno); nei soggiorni e nelle camere da letto si può non rinunciare alla compagnia di questi amici indispensabili con un piccolo accorgimento, come l'uso di umidificatori, che favorisce la salute ed il benessere non solo delle piante.
Mentre le kentie e le palme in genere non amano molto l'umidità, i filodendri, le clivie, le begonie e i ficus vanno invece posizionati nei posti più umidi.
Non va dimenticato il ruolo di termoregolazione esplicato dalle piante che rendono gli ambienti più sopportabili nelle giornate afose dell'estate isolaria. Falsa è l'idea che durante la notte le piante rubino l'ossigeno a chi sta dormendo. In linea teorica ciò potrebbe accadere solo in camere anguste chiuse ermeticamente e piene di vasi fino al soffitto!! Invece i fiori e le foglie migliorano la qualità dell'aria e facilitano la respirazione. Anche nelle stanze più buie, come uffici, sale massaggi, aree trattamenti eudermici (bagno e fango) dove spesso non arriva luce naturale, si può ovviare trasportando le piante all'aria anche una volta al mese, alternandole nel frattempo con altre piante dalle "forze fresche" o utilizzando piante succulente (euforbie, cactacee e ficus) particolarmente resistenti.
Buona norma è impiegare essenze diverse che sinergicamente migliorano le singole condizioni di vita.
Ma tra le piante da interno si nascondono anche insidie spesso letali. Infatti  potrebbero risultare tossiche, se ingerite in gran quantità, la stella di Natale, la colocasia, la monstera non che il filodendro nelle sue diverse specie.
Alcune esperienze in ambienti termali hanno dimostrato che polveri, particolati e radon, oltre che batteri, vengono facilmente assorbiti dalle superfici fogliari della monstera, del filodendro e delle yucche. Anche i ficus, le edere e le euforbie mostrano le stesse capacità antisettiche.
Va infine ricordato il ruolo antistress delle amiche verdi: chi vive in un ambiente naturale, anche ricreato artificialmente, ha più possibilità di scaricare ansia e tensioni. L'effetto è maggiore quanto più ampia è la superficie verde. Anche un piccolo vaso posto sulla scrivania può aiutare a ritemprare lo spirito, allontanare il nervosismo e non sentire il freddo di ambienti chiusi.

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