Passato presente avvenire

di Piero Malcovati

Si sente dire a ogni momento - nei salotti e nei ritrovi, in treno e negli alberghi delle stazioni turistiche - che, da qualche anno, Ischia è «di moda». Verissimo: senonché questa «moda» non data, come si va dicendo, da qualche anno, ma da molti secoli: potremmo dire, a giudicare dalle notizie e dalle vestigia di vita termale isclana, dal VII o V secolo avanti Cristo.
Da allora, infatti, questa incantevole misteriosa Isola, tutta cosparsa, in terra e in mare, di polle bollenti e di sbuffi di vapore, comincia ad essere meta di sofferenti, che nelle sorgenti termali cercano ristoro ai più diversi malanni: vi accorrono guerrieri a sanare le ferite, geronti a cercare la vagheggiata «fons juventutis», matrone a rinfrescare la pelle che comincia ad essere un po' rilassata, spose ansiose di maternità, e soprattutto, in ogni tempo e in folla, artritici e podagrosi che, giunti doloranti e claudicanti, ne ripartono sciolti e vigorosi.
La tradizione termale di Ischia, gareggiante con le altre famose terme della Campania - da Baia a Pozzuoli, da Stabia ad Agnano - non ha interruzione nei secoli; e Santa Restituta, la vergine protettrice dell'Isola dalla poetica leggenda liliale, subentra senza contrasti alle ninfe e divinità pagane nell'assicurare alle acque termali quel «quid divinum» che è per secoli la base della loro virtù salutare.
Nel '500 Giulio Jasolino, un dotto medico napoletano, coordina e codifica tutto lo scibile medico sulle terme di Ischia e studia e descrive sull'isola decine di sorgenti, o «bagni» com'egli le chiama, ciascu­na con le sue miracolose virtù terapeutiche: per le piaghe o per gli occhi, per le «giunture», per il fegato o per la matrice, per i temperamenti flemmatici o per gli ipocondriaci, e così di seguito.
Inizia così sull'Isola quella che oggi si chiama, un po' ampollosamente se vogliamo, l'«industria termale». Si tratta, in verità, per secoli (e in parte ancor oggi) di un singolare artigianato più che di una industria: chi trova nel proprio campo una polla calda la sfrutta come meglio può e la proclama la migliore dell'Isola ed inizia col vicino, che, scavando un po' più a fondo, gli ruba l'acqua e i clienti, liti a non finire.
Senonché, nel frattempo, la idrologia o crenoterapia, cioè la scienza delle acque termali, fa, tra la fine del secolo scorso e la prima metà del presente, sia nel campo biologico farmacologico e clinico che in quello tecnico-sanitario, passi da gigante, e Ischia, un po' per quel frazionamento quasi... molecolare delle risorse termali, un po' per quel braccio di mare che la separa dalla terraferma, e molto infine per quell'atmosfera incantata, più incline alla fantasia che all'operosità, che avvolge l'Epomeo e le sue falde, rimane un po' indietro. Mentre all'estero e in Italia le stazioni termali di importanza talora ben minore di Ischia si rinnovano e si sviluppano con criteri e attrezzature moderne, Ischia, pur migliorando qua e là le sue piccole terme famigliari e pur istituendo notevoli stabilimenti sociali come le Terme Militari e il Pio Monte della Misericordia, rimane un po' sempre quella di Giulio Jasolino.
Orbene, da qualche anno, non la «moda» di Ischia è cominciata, bensì il suo rinnovamento termale, rinnovamento che ha avuto quella immediata risonanza in Italia e all'Estero, che ben merita questa stupenda e ricchissima stazione termale, che, senza tema di esa­gerare, si può ben definire «unica al mondo».
Qui infatti acque termali di varia natura chimico-fisica (basti pensare alla piccola privilegiata zona di Lacco Ameno dove affiorano le acque termominerali più radioattive conosciute), grotte di vapore, fanghi naturali, arene finissime, sono la base di cure termali complete, le quali si svol­gono in un clima insulare medi­terraneo di eccezionale mitezza, nella cornice di bellezze naturali incomparabili, di vetusti sugge­stivi monumenti artistici ed archeologici. Quale mai stazione termale nel mondo può disporre di tante risorse, di tante attrattive, che contribuiscono tutte a risanare il corpo ed a rasserenare lo spirito?
Il rinnovamento termale di Ischia, coraggiosamente iniziato, con larghezza di idee e di mezzi, è in corso da qualche anno. Le prime realizzazioni, a Lacco Ameno e a Casamicciola, sono tali da mettere Ischia in primo piano nel campo internazionale: le progettate nuove Terme di Porto d'Ischia non saranno da meno.
Ma molti problemi - e problemi di fondo - sono ancora aperti e dalla loro soluzione dipenderà l'avvenire di Ischia termale. Il principale di essi è l'impostazione coordinata, anzi unitaria, della organizzazione termale nei vari centri dell'Isola, al di sopra di vieti pregiudizi o di antichi campanilismi, imposta­zione che trova ancora, in varie sedi ed a vari livelli, resistenze ed ostacoli. Il secondo è quello dei rapporti fra le iniziative termali di Ischia e lo Stato: finora tutto è stato fatto, con grande ardimento e grandi rischi e sacrifici, dall'iniziativa privata e lo Stato è rimasto pressoché assente e non sempre forse ha aiutato come avrebbe potuto gli animosi pionieri. D'ora innanzi è augurabile che si trovi un nuovo e più proficuo piano di collabo­razione, nel senso che lo Stato, attraverso gli Enti che ne sono emanazione, fiancheggi, promuova e aiuti concretamente - sul piano economico, organizzativo e turistico - l'iniziativa privata ed intervenga, con la sua autorità di supremo moderatore degli interessi e dei problemi nazionali, a realizzare quella unità di intenti, di direttive e di azione, dalla quale soprattutto dipende l'avvenire di Ischia sul piano internazionale.

(in L’Isola Verde, numero unico edito a ricordo del centenario del porto d'Ischia, 1954)

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