Letteratura termale (4)

di Raffaele Castagna

1847 - Memoria contenente un breve ragguaglio dell'isola d'Ischia e delle acque minerali, arene termali e stufe vaporose, che vi scaturiscono colle loro proprietà fisiche, chimiche e medicinali, da servire a coloro che ne debbono far uso. Il trattato è di Venanzio Marone (20), dottore in medicina e chirurgia, medico e chirurgo condottato nel comune di Lacco Ameno. La prima parte del libro tratta della storia dell'isola d'Ischia, dell'amministrazione ecclesiastica, militare, civile, giudiziaria e finanziaria. Marone, dopo aver citato gli autori che si sono occupati delle acque minerali, enumera quelle che all'epoca ("essendosi perdute le tracce di molte descritte da Iasolino") s'impiegano ad uso medicinale come le altre che meritano la pubblica conoscenza. Esse sono le seguenti:
Ischia - Acqua del Pontano, di Fornello e Fontana.
Casamicciola - Acqua di Castiglione, Gurgitello, Cappone, Occhio o Bagno fresco, Ferrata, Colata, Tamburro, Sinagalla, Rita - Stufe di Cacciutto e di Castiglione.
Lacco Ameno - Acqua delle Legne, Capitello, S. Restituta, Regina Isabella, S. Montano, Acquapotabile della Conserva. Arene termali di S. Restituta. Stufa vaporosa di S. Lorenzo.
Forio - Acqua di Francesco I e di Citara.
Barano - Acqua di Nitroli.
Testaccio - Acqua dell'Olmitello e stufa vaporosa.
Per ciascuna acqua l'autore parla del luogo dove la sorgente affiora, delle sue proprietà fisiche e chimiche, riporta le analisi fatte dagli studiosi, dilungandosi sulle proprietà medicinali e sul modo come le acque e le stufe devono essere usate.
Nell 'introduzione il Marone scrive: "Non ho detto cose nuove, ma quello che cento e mille volte altri hanno scritto, e pubblicalo prima di me; solo credo di averci dato un ordine più conciso, chiaro, ed intelligibile, ch'è stato il frutto della riflessione e della propria esperienza sottomessa all'impero della vera filosofia medica.
Qualche cosa mi lusingo però di avere esposto più degli altri, in quanto al potere cioè medicinale delle acque minerali e della loro retta amministrazione, ch'è lo scopo principale a cui tendono tutte le branche dell'arte salutare su tale oggetto. E se, per quest'ultima parte, potrò talvolta essere utile ai miei simili, ne resteranno appieno compensati i voti, e soddisfatte le mie brame".

Venanzio Marone ricorda fra quanti si interessarono delle acque minerali di Ischia il prof. Giovanni Nicola del Giudice (21) con il suo Viaggio Medico ad Ischia, Pozzuoli.....

Nel 1822 comparve al pubblico un autore anonimo, sotto la dizione di Oltramontano, il quale presenta in francese una precisa e dettagliata descrizione dell'isola d'Ischia, sulle orme del de Siano, e dando anche un cenno delle acque minerali (22).
Negli anni 1828 e 1829 per disposizione dell'Accademia reale delle Scienze di Napoli fu spedita una Commissione sopra luogo, e dati gli ordini da S. E. il Ministro dell'Interno per tutte le necessarie facilitazioni dei membri dell'Accademia: - Cav. Lancellotli e prof. Covelli per eseguire le analisi delle acque minerali d'Ischia, segnarne i cambiamenti de' principi costituenti le medesime nelle vari stagioni dell'anno; Cav. Ruggiero e Comm. Monticelli per descrivere i minerali che in queste isole si contengono; il colonnello Visconti per delinearne la parte topografica che le riguarda, da doversi in ultimo farne l'applicazione medica dal Comm. Ronchi e Cav. Santoro, diunita al valente e dottissimo Prof. Stefano delle Chiaje.
Le acque furono rigorosamente e replicatamente analizzate dai suddetti chimici.
Negli Annali Civili del Regno, fascicolo 53, settembre ed ottobre 1841, pag. 64 e seg., in un lungo rapporto del fu Intendente di Napoli Comm. Sancio, fra le acque minerali della Provincia si descrivono anche queste di Ischia, ma in quanto alle caratteristiche medicinali che loro si attribuiscono, poco o nulla il pubblico vi può calcolare, perché non sono sostenute né appoggiate da qualche persona di esperienza e reputazione nell'arte salutare. (Queste ultime notizie sono tratte dal testo di Marone). Nel 1876 comparve di Guglielmo Jervis una guida alle acque minerali d'Italia (23), in cui ampio risalto trovano i bagni dell'isola d'Ischia: "... nella quale trovansi innumerevoli sorgive di acqua termo-minerale". Particolare rilievo riceve "il piccolo villaggio di Casamicciola, situato alle falde del monte San Nicola; è celebre per le sue potentissime non meno che abbondanti sorgive di acqua minerale, le quali scaturiscono alle pendici del suddetto monte, la più parte nell'abitato stesso di Casamicciola, le altre in prossimità al medesimo. E' dovizioso il territorio di questo comune di acque minerali, e tra esse debbonsi enumerare alcune delle più potenti ed efficaci in Italia, aventi pure l'immenso vantaggio di essere copiosissime, per cui sarà pregio dell'opera soffermarsi ad esaminarle con qualche dettaglio sotto ogni punto di vista. Vi si trovano, oltre al grandioso spedale del Pio Monte della Misericordia di Napoli, vari buoni stabilimenti di bagni per uso degli infermi, i quali possono aver alloggio in numerose ville mobigliate, ove si suol affittare degli appartamenti nella stagione estiva, come pure in varie locande, piccole sì, ma decenti e proprie a ricevere le persone anche agiate. Il tragitto per mare da Napoli effettuasi in ore due e mezzo con piroscafo".

20 Venanzio Marone - Memoria contenente un breve ragguaglio dell'Isola d'Ischia e delle acque minerali, arene termali e stufe vaporose, che vi scaturiscono colle loro proprietà fisiche, chimiche e medicinali da servire di norma a coloro che ne debbono far uso - Napoli 1847. - Ristampa a cura de La Rassegna d'Ischia.
21 Giovanni Nicola Del Giudice - Viaggio medico istituito dal professore di clinica Gio. Nicola del Giudice ad Ischia, Pozzuoli, a Castellammare, ed altrove, ad oggetto di riconoscere ed analizzare le acque minerali, Napoli, 1822.
22 Ultramontano - Tableau topographique et historique des isles d'Ischia, de Ponza, de Vandotena, de Procida, et de Nisida, du Cap de Misène et du mont Pausilipe, par un ultramontain, Naples, G. Porcelli 1822.
23 Guglielmo Jervis - Guida alle Acque minerali d'Italia, Torino 1876.

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