Letteratura termale (3)

di Raffaele Castagna

Nel 1775 apparve di Nicola Andria (17), dottore in medicina, professore nella reale Università di Napoli, socio dell'Accademia de' curiosi della natura di Berlino, de' Georgofili di Firenze, dell'Accademia reale di Lecce...., come si legge sul frontespizio, il Trattato delle acque minerali in generale e in particolare delle acque di Ischia, dei Pisciarielli, di Riardo........
L'Andria fa precedere la parte riguardante le acque minerali da riflessioni sulla storia naturale dell'isola d'Ischia (100 pagine). Passa poi a descrivere dettagliatamente, innanzitutto le stufe, "come quelle che per la semplicità del loro materiale non hannno bisogno di molto artifizio per esser analizzate e conosciute". Sono citate le stufe di San Lorenzo ("nel tenimento del Lacco"), del Castiglione ("nel territorio di Casamicciola"), de' Cacciotti ("nell'istesso tenimento di Casamicciola"), di Citara ("sulla picciola piana di Citara"), di Testaccio. Dopo la descrizione di ciascuna, l'autore si sofferma sull'uso medico di esse.
Si passa poi alle acque minerali, fra le quali "una delle più celebri ed in conseguenza delle più frequentate, che vi sono non solamente in Ischia, ma in tutti questi nostri contorni, è senza dubbio l'acqua di Gurgitello". Vi è anche un accenno "alla magnifica fabbrica dell'Ospedale (il Pio Monte della Misericordia), in cui nella stagione delle acque (luglio ed agosto), si fa, per così esprimermi, una spezie di centro di movimento, concorrendovi una gran quantità di persone, sicure di trovarvi ristoro alle loro miserie. Non molto lungi dal Gurgitello nasce l'acqua del Cappone. Nella parte meridionale dell'isola si trova la sorgente dell'Olmitello, mentre nella costa occidentale quella di Citara, poco distante dal mare".

Nel 1801 venne alla luce un opuscolo del dottor fisico Francesco De Siano (18), nativo di Lacco Ameno, in cui, anche se preminenti sono le notizie di storia naturale e civile, sono descritte le acque e fumarole di Ischia. Brevi notizie - si legge nel sottotitolo - "per servire di guida e comodo ai viaggiatori, ed a quei che debbono fare uso delle acque e fumarole di detta isola". "La celebrità de' rimedi naturali dell'isola d'Ischia - scrive il De Siano nella nota introduttiva - da secoli confirmata colla continuata esperienza, vi ha prodotto il concorso de' forestieri sin dalle più rimote parti dell'Europa (come si è veduto fin a questi tempi) non solo per il bisogno dei rimedi, che per la curiosità della storia naturale. Per guidare ed agevolar questi, ho riepilogato qui a comun vantaggio le più importanti notizie di questa materia, le quali sin dalla fine del 1798 furono dirette al torchio e, tirati allora alcuni fogli, ne fu interrotta la continuazione per l'improvviso accidente dell'anarchia".
Parte integrante del testo devesi ritener un supplemento alla prima parte dell'operetta, in cui si parla dell'uso medico dei rimedi naturali. L'autore dice di aver in un primo momento tolto questo capitolo per due motivi: 1) perché era stato scritto altre volte d'altri; 2) per non rendere trivialissima la medicina, mettendola indiscriminatamente in mano di tutti; ma avendo inteso esser stata notata questa mancanza "l'ho finalmente aggiunto secondo le mie esperienze".

Un altro trattato sui bagni d'Ischia (19) è quello di E. Chevalley de Rivaz (1831) dal titolo: Déscription des eaux minéro-thermales et des étuves de l'Ile d'Ischia in cui l'autore parla sia della storia e natura dell'isola che delle sorgenti e delle loro virtù. Il testo, in lingua francese, è stato più volte ristampato con l'aggiunta di sempre nuove esperienze. De Rivaz, inviato nel 1822 quale medico presso la Legazione di Francia a Napoli, predilesse Ischia e vi si stabilì, costruendo in Casamicciola il suo hermitage e poi la sua Casa di salute. Nel 1830 ottenne la residenza in Casamicciola. Quando nel 1832 scoppiò nell'isola il colera, si dedicò all'opera di assistenza e si prodigò senza risparmio di forze e timore per sé. Migliorò le condizioni di alcuni bagni, spesso a sue spese, provvide al risanamento dell'acqua della Colata e della sorgente dell'Olmitello. Si occupò anche di meteorologia: ".... impiantò - ricorda Paolo Buchner in un suo scritto - un vero e proprio piccolo osservatorio, misurò regolarmente col suo pluviometro l'ammontare della pioggia, prese nota delle condizioni barometriche, e, coll'igrometro di Saussure, della umidità dell'aria. Egli confrontò poi i dati così raccolti con quelli misurati a Napoli, osservando tra l'altro che durante i mesi estivi, nell'isola non ci sarebbe affatto una temperatura media più elevata che in città, come fin allora si era creduto, ma che anzi i mesi di giugno, luglio ed agosto spesso sarebbero più freschi che a Napoli. Una pubblicazione riassuntiva sul clima dell'isola si trovava già in avanzato stato di preparazione al momento della morte di Chevalley. Purtroppo il manoscrito si è perduto senza lasciare nessuna traccia".

17 Nicola Andria - Trattato delle acque minerali, Napoli prima edizione 1775, seconda edizione 1783. Le citazioni si riferiscono all'ediz. del 1783. - (Ampie parti riguardanti l'isola d'Ischia sono state riportate in serti pubblicati su La Rassegna d'Ischia).
18 Francesco De Siano - Brevi e succinte notizie di storia naturale e civile dell'isola d'Ischia del dott. Francesco De Siano per servire di guida ai viaggiatori ed a quei che debbono fare uso delle acque, pp. 112. - Ristampa a cura de La Rassegna d'Ischia.
19 J. Etienne Chevalley de Rivaz - Précis sur les eaux minéro-thermales, et les étuves de l'île d'Ischia par J. E. Chevalley de Rivaz, Naples 1831. A questa si susseguirono varie altre edizioni, fra cui anche una tradotta in lingua italiana. - Recentemente è stata pubblicata una traduzione curata da Nicola Luongo
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