Isola d'Ischia
- Piccolo dizionario storico topografico biografico

(voci tratte dal libro "Isola d'Ischia - tremila voci titoli immagini" di Raffaele Castagna, edito da La Rassegna d'Ischia)


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Laboratorio di ecologia del Benthos
Lacco Ameno (comune)             
Lacrime d’amore  (film)              
Lago d’Ischia
Lalande, Joseph Jérome
Lamartine, Alphonse de
Lampara
Lanfreschi, Francesco
Largo Croce
Lasteliere
Lauro, Agostino
Lauro, Agostino
Lauro, Domenico
Lauro, Gustavo
Lauro, Salvatore
Lava
Lavitrano, Luigi
Ledomada
Lembo, Giosuè
Leonardi, Cattolica
Leone III
Lesaing, Bernard
Libreria Vito Mattera
Linea marittima di Barano
Linea marittima di Casamicciola
Linea marittima di Forio
Linea marittima d’Ischia
Linea marittima di Lacco Ameno    
Litoranea Casamicciola-Lacco
Livio, Tito
Loffredo, Anna Maria
Longobardo, Michele
Lorio
Lucibello (Terme)
Ludovico (Luigi)
Lungomare aragonese
Luogo, Lo
Luongo, Luigi

 
       Laboratorio di ecologia del Benthos. Ubicato sulla collina di S. Pietro presso il porto d’Ischia in una villa fatta costruire nel 1909 da Antonio Dohrn, fondatore della Stazione Zoologica di Napoli, per ospitarvi gli scienziati qui giunti per motivi di studio, e poi trasformata all’inizio degli anni 1960 in laboratorio di ricerca per occuparsi del Benthos, cioè del complesso degli esseri viventi che contraggono rapporti più o meno permanenti con il fondo marino. Spesso citato col nome di Acquario. Tra i collaboratori, i dott. Lucia Mazzella, Maria Beatrice Scipione, Maria Cristina Gambi, Eugenio Fresi, Giovanni F.. Russo.

     Lacco Ameno (comune). Si estende lungo il mare e sulle prime pendici dell’Epomeo; uno scoglio di forma singolare - il Fungo - dà al visitatore il primo saluto. Territorialmente è il più piccolo Comune con 2,07 kmq con un’altitudine che va da metri 0 ai 300 della contrada Fango; popolazione, 4.548 abitanti (maschi 2207, femmine 2341) al 31.12.2003. Il Consiglio Comunale, presieduto dal sindaco Carmine Mennella, il 18.11.1862 deliberava di chiedere al re Vittorio Emanuele II l’aggiunta dell’aggettivo Ameno al nome Lacco: concessione accordata con decreto ministeriale del 4.1.1863. Lacco Ameno vanta le acque termali con il più alto coefficiente di radioattività nelle fonti cosiddette di S. Restituta. Contrade: Fango, Casamonte, Mezzavia, Pannella, Fundera. La sua configurazione fisica corrisponde, come hanno dimostrato gli scavi archeologici, al sito ove verso la metà dell’VIII s. a. C. sbarcarono Greci provenienti dall’isola Eubea, fondandovi una colonia cui diedero il nome di Pithekoussai, la prima colonia greca dell’Occidente; essi scelsero il promontorio di Monte Vico, cinto da tre parti dal mare e facile da difendere, con una vasta superficie piuttosto pianeggiante, adatta per potervi far sorgere l’acropoli. Nel suo sviluppo la città comporterà poi la necropoli nella valle di San Montano, un quartiere metallurgico a Mazzola sulla collina di Mezzavia, gli approdi della baia di San Montano e della marina di Lacco, che allora presentavano maggiore spazio per tirare le navi a secco, differenza dovuta a fenomeni di bradisismo. Il sito di questo primo stanziamento greco in Occidente fu già individuato dal sacerdote e dottor fisico di Lacco Francesco De Siano (1740-1813). Gli scavi e gli studi di Giorgio Buchner e David Ridgway hanno confermato le tesi di De Siano. Esperti dell’arte figulina, i Greci sfruttarono i giacimenti argillosi dell’isola, dando vita ad una fiorente industria vasaria che, imitando dapprima forme euboiche, andò a mano a mano arricchendosi fino alla produzione di vasi tipicamente pithecusani. Furono anche provetti modellatori del ferro, importato dall’isola d’Elba e abili nella lavorazione degli oggetti preziosi. Gli scavi archeologici, eseguiti alle falde di Monte Vico, nella zona ove sorge la chiesa di S. Restituta sotto la guida di Pietro Monti, hanno attestato inoltre che comunità cristiane esistevano nel II-III secolo, per il ritrovamento di ceramiche pagane e cristiane, nonché tracce di banchetto funebre all’aperto. <<<

     Lacrime d’amore (Film commedia musicale del 1954, Italia. Dalla canzone “Ddoje lacreme” di Michele Galdieri). Regia: Pino Mercanti. Attori: Nadia Bianchi, Mimmo Billi, Nada Costese, Dina De Santis, Bianca Fusari, Piero Giagnoni, Enrico Glori, John Kitzmiller, Inelda Meroni, Roberto Paoletti, Katyna Ranieri, Carlo Romano, Rita Rosa, Umberto Spadaro, Achille Togliani, Otello Toso. Trama: Grazia, moglie del ricco armatore Davide Montalto, di Genova, conosce a Napoli Mario Benetti, impiegato in uno stabilimento industriale e dotato di una bella voce. Tra i due fiorisce l’amore, benché Mario sia fidanzato a Rosella. Per sottrarsi al fascino pericoloso della passione, Grazia ritorna a Genova, dove per distrarsi prende l’iniziativa di allestire una rivista, alla quale partecipano giovani e signore dell’alta società. Rendendosi necessaria la partecipazione di un cantante napoletano, Davide Montalto, il quale ignora i precedenti rapporti sentimentali tra Grazia e Mario Benetti, consiglia di chiamare a Genova quest’ultimo. Mario viene e cantando al fianco di Grazia miete allori, mentre la comune attività e i successi riportati insieme alimentano la loro passione. Un tentativo di ricatto da parte del comm. Goebritz, un uomo d’affari avversario di Davide, non fa che esasperarla; Grazia decide di lasciare il marito, dopo una franca spiegazione e parte per Roma con Mario che, per parte sua, si è staccato definitivamente da Rosella. Mentre a Roma Mario consegue alla Radio nuovi successi, giunge inaspettata una luttuosa notizia. L’industriale Montalto e i suoi due figli, partiti a bordo di un aereo, sono scomparsi. Il tragico annuncio colpisce profondamente Grazia che, resasi conto della gravità della sua colpa, se ne pente e domanda a Dio con fervida preghiera la salvezza dei suoi. Avendo detto addio a Mario per sempre, essa parte. La vicenda si conclude nel modo migliore: Davide è ritrovato, un po’ malconcio, ma vivo; i figli non si trovavano sull’aereo. In casa Montalto è ritornata la pace; Mario sposa Rosella (da cinematografo.it). <<<

     Lago d’Ischia. La ricorrente espressione “Lago d’Ischia” ricorda e indica quello che è attualmente il porto principale dell’isola, anticamente separato dal mare e luogo prediletto dai Borbone per la pesca. Fu soltanto nel 1854 che esso fu trasformato in porto grazie a Ferdinando II, re di Napoli, dando l’avvio al futuro sviluppo locale. Sulla base della torre del molo si legge: «Quando Ischia beavasi di loro augusta presenza, re Ferdinando II e Maria Teresa regina, con la reale famiglia  questo porto in pochi mesi meravigliosamente aprivasi-MDCCCLIV». A Maria Teresa si deve anche la costruzione della Chiesa di Portosalvo. <<<

     Lalande, Joseph Jérome (1732-1807). Astronomo francese, autore di un Voyage d’un Français en Italie, fait dans les années 1765 e 1766, in cui si trovano informazioni, sia pure scarne, sull’isola d’Ischia, ritenuta meritevole di una visita, specialmente per le sorgenti termali e le tracce di antiche eruzioni vulcaniche. <<<

     Lamartine, Alphonse de (1790-1869). Poeta francese, venne a Ischia la prima volta nel 1820; vi aveva fittato una piccola casa, sulla cui ubicazione non si hanno notizie sicure: si potrebbe trattare della Sentinella di Casamicciola oppure della Villa del duca d’Atri a Lacco Ameno. Si sentì poi sempre più attirato dall’isola: «Qui ho gettato l’àncora per sempre. Ho abbandonato qui i cari ricordi, lacrime e felicità della mia gioventù. Il sole radioso di questo tratto di cielo trasfigura ogni cosa, anche la morte». Ritornò nel 1844 e in questo periodo compose il celebre romanzo Graziella ispirato all’amore giovanile per una ragazza di Procida; di questo tempo è anche la poesia Il giglio di S. Restituta che fu poi inserita nell’edizione delle Meditazioni del 1849. <<<

     Lampara. Rete e barca per la pesca notturna di acciughe, sgombri. Secondo una tradizione locale, la lampara sarebbe stata realizzata per la prima volta nel 1880 dal pescatore ischitano Francesco Lauro. <<<

     Lanfreschi, Francesco (Ischia 1691 – Matera 1772). Appartenente alla nobile famiglia originaria di Spagna trapiantatasi a Ischia nel secolo XVI. Fu vescovo di Gaeta e poi arcivescovo di Acerenza e Matera. «Egli può considerarsi come il fiore all’occhiello del casato e per l’alto grado di cultura da lui raggiunto e per l’ancora più alta dignità di cui fu insignito in seno alla gerarchia della Chiesa» (C. D’Ambra). <<<

     Largo Croce. Ampia plaga nella Villa dei Bagni d’Ischia «così ancora chiamata - scrive O. Buonocore in Festose Celebrazioni Secolari Isclane, 1955 - quantunque di “largo” avanzi tanto poco, in grazia degli edifizi che si vennero addensando intorno». Gli antichi vi eressero la Croce sugli spioventi di una edicola pilastrale. Qui intorno si andava sviluppando la nuova cittadina. Intorno al 1900 l’edicola fu abbattuta e la Croce fu addossata all’edificio sorto alle spalle. <<<

     Lasteliere (o Crateliere) località di Testaccio.

     Lauro, Agostino (Ischia 1917-1989). Armatore che ha dato grande impulso alle comunicazioni marittime tra le isole ed il continente. Fin da piccolo dimostrò una grande propensione per il mare. Imparò innanzitutto a pilotare l’Ondina, in servizio per i collegamenti Ischia-Napoli. Nel 1947 raggiunse l’America per prelevare la nave “Buona Speranza” e condurla in Italia. Quando l’isola d’Ischia cominciò ad affermarsi in campo turistico, Agostino Lauro avviò la costituzione della compagnia di navigazione che diventerà nel tempo una delle più grandi ed importanti del Mediterraneo, contribuendo soprattutto ad agevolare sempre più le comunicazioni tra l’isola d’Ischia e la terraferma. Dopo la “Freccia del Golfo” (1948), un mass da guerra adattato al trasporto passeggeri, dalla metà degli anni 1950 è tutto un susseguirsi di acquisizioni: la “Celestina”, la “Angelina”, la “Rosaria”, il “Salvatore Lauro”, l’ “Agostino Lauro”, il “Settebello”, “La Città d’Ischia”, il “Generale Orsini”, il “Lauro Express”, l’ “Anna Maria”; poi l’ “Heidi”, la “Angelina Lauro”. Si ha poi anche il passaggio agli aliscafi, che hanno rafforzato i collegamenti marittimi. Nel 1968 iniziano i collegamenti tra Napoli e Palermo; poi lo spostamento sulla linea Brindisi - Corfù. Nominato Cavaliere del Lavoro nel 1974. <<<

     Lauro, Agostino. Sacerdote ischitano, educatore ed insegnante nel Seminario d’Ischia tra gli anni 1940-1950. Appassionato ricercatore e studioso di storia isolana. Trasferitosi a Roma, ha tratto fuori dall’Archivio Vaticano importanti documenti illustrati in Comunicazioni alla Biblioteca Antoniana. Autore del volume Il Cardinale Giovan Battista De Luca - Diritto e Riforme nello Stato della Chiesa (1676-1683), pubblicato da Jovene Editore nel  1991.

     Lauro, Domenico (1903-1986). Nato a San Donato Val di Comino, visse ad Ischia, coltivando la poesia, in cui predomina l’isola nei suoi vari aspetti e nelle sue bellezze, e la pittura, i cui proventi ricavati dalle vendite furono devoluti per la ricerca sui tumori. Non ebbe però il piacere di veder pubblicate le sue liriche e i suoi racconti. <<<

     Lauro, Gustavo. Ingegnere cattedratico al Politecnico di Milano, progettò la tramvia circumisclana nel 1911, che però pur ampiamente discussa non suscitò l’attenzione della componente politica; lo scoppio della guerra fece passare poi ogni cosa nell’oblio.

     Lauro, Salvatore (Ischia 1953). Capitano di lungo corso, presidente della società di navigazione, si è poi dedicato alla vita politica e nel 1996 è stato eletto senatore della Repubblica, nelle liste di Forza Italia, confermandosi nelle successive elezioni. Nella sua attività parlamentare ha, tra l’altro, sempre cercato di portare avanti e di concretizzare una politica a favore delle isole minori. <<<

     Lava. Lemma col quale si indicavano in gergo locale quei valloni che raccoglievano le acque piovane provenienti dalle colline e dalle località alte e le portavano sino al mare. Nel tempo questi alvei sono stati interrati e coperti, sicché oggi le piogge, scorrendo in superficie, provocano disagi in tutte le strade e piazze, non avendo facile smaltimento  neppure negli impianti fognari. A Casamicciola nei pressi del Pio Monte della Misericordia questa specie di lava dava l’impressione di un fiume e fu interpretata come il luogo in cui Ulisse approdò sull’isola (terra dei Feaci) e incontrò Nausicaa, che vi era venuta a lavare i panni con le ancelle. v. Champault <<<

     Lavitrano, Luigi. Nato a Forio nel 1874, intraprese la carriera ecclesiastica e raggiunse la carica di cardinale, dopo essere stato vescovo di Cava e Sarno, arcivescovo di Benevento, nonché arcivescovo di Palermo. Pio XII lo nominò prefetto della Sacra Congregazione dei Religiosi, dicastero pontificio delegato a trattare e coordinare l’attività di tutte le famiglie religiose nel mondo. Morì il 2 agosto 1950. A lui a Forio è dedicata una strada. <<<

     Ledomada. Contrada e strada interna Lacco Ameno-Casamicciola, altrimenti detta Eddomade.

     Lembo, Giosuè. Avvocato, poeta e scrittore, nacque a Casamicciola il 13 aprile 1877, morì a Napoli il 13 febbraio 1908. Pur dedicandosi agli studi giuridici, non trascurò mai quelli letterari, che forse prediligeva. Scrisse e pubblicò un dramma dal titolo Madre, in cui rispecchia tutta la sua personalità, e un’opera molto apprezzata su alcuni aspetti della Divina Commedia, in cui è proposta sotto una concezione nuova e propria la collocazione dei dannati, I peccati e le pene nella Divina Commedia. Nel primo anniversario della morte fu stampato in suo onore un opuscolo commemorativo (Gli amici) che si apre con uno scritto del prof. Francesco D’Ovidio. Nel 1923 l’Amministrazione lo ricordava con una lapide (poi caduta) sulla facciata del palazzo comunale. <<<

     Leonardi, Cattolica. Ammiraglio e Ministro della Marina, nel 1910 organizzò i soccorsi in occasione dell’alluvione che sconvolse varie zone dell’isola. A Barano gli è dedicata una strada.

     Leone III. Pontefice. In una sua comunicazione all’imperatore Carlo Magno dell’812 si trova per  la prima volta l’espressione Iscla maior per designare l’isola, in contrapposizione all’Insula  minor. Il papa si lamentava delle incursioni dei Mauri e delle sofferenze patite dalle popolazioni. <<<

     Lesaing, Bernard (Parigi 1953) Fotografo e reporter, soggiornando spesso a Forio, ha fotografato vari aspetti della vita isolana. Fotografie in un rigoroso bianco e nero che ne fissano i momenti più autentici, in una scarna nitidezza che sgretola la logica oleografia delle consuete immagini di Ischia. Una selezione di esse è stata pubblicata in un volume edito dalla Electa di Napoli. <<<

      Libreria Vito Mattera. Centro culturale ed artistico, oltre che libreria, di Forio d’Ischia, diretto da Vito Mattera. Vi si svolgevano mostre d’arte e convegni culturali.

     Linea marittima di Barano. Il versante costiero comprende i seguenti siti: Marina e Punta dei Maronti, Punta della Gnora, Capo Grosso, Punta Cavallara, Capo Portella, Scoglio lo Fèlice, Scarrupata, Cava sotto la Chiesa, Punta S. Pancrazio con omonimo promontorio, Scogli Schiti, Grotta di S. Pancrazio, la Seggia e scogli. <<<

     Linea marittima di Casamicciola. Da est comprende questi siti: Punta e Marina di Castiglione, la Guardiola, Punta o Scoglio della Scrofa, Marina o Spiaggia di Perrone, Marina di Casamicciola, Scogliera e sbarcatoio (oggi Porto), Punta e Marina Sorangelo.

     Linea marittima di Forio. Da nord a sud comprende i seguenti siti: Torre della Duchessa di Rancidello o Villa Mezza Torre di Zaro, Punta Cornacchia con gli scogli denominati le Formichelle o Foranicole, Cala di Costanza, Punta Spaccarello, Punta e Promontorio Caruso, Marina o Spiaggia di Montevergine o di S. Francesco, la Sciavica, Marina o Spiaggia della Chiaia, Scoglio lo Mpiso, Scogli Le Camerate, le Tre Piche di Monticchio, Molo (oggi Porto), Punta del Soccorso o di S. Francesco, Scoglio del Lorio o Roilo, il Feraglione, Pizzo Palmieri e Pietra Noce di Casa, Cava dell’isola, Spiaggia Paola Paola, Piche rosse, Marina di Citara, Pietra del Fortino, Pietra bianca e Pietra nera, cioè i Cieschi, l’Agnone, Punta Imperatore, Scoglio La Nave, Punta dello Schiavo, lo Scarrupo, Scogli Chianare di Spadara, la Scannella, Punta della Cima o del Piliaro, Cala di Panza (già  Marina di Soliceto), Capo Negro, la Falconara, Capo lo Monaco, Cava di Socchivo, Punta del Chiarito o Chiariello, Cala del Rosso. <<<

     Linea marittima d’Ischia. Da Sud-Est la Navicella o Chiaolella, la Punta della Cannuccia, anticamente Promontorio dei Cefaglioli o Cefaglioni, le Pietre piane, il Porticello (speco o grotta molto grande), la Punta Grotta di Terra o del Bordo, in antico denominata Promontorio della Guglia, la Punta Parata o dei Cento Remi con promontorio omonimo, la Grotta Tisichiello, la Punta del Lume o del Volume, la Punta di Caterina o di Sciarriello, la Punta della Pisciazza o Bisaccia, la Selvetella, la Marina o Spiaggia di Carta Romana, gli Scogli di S. Anna con la Torre, la Marinella della Corteglia, la Pietra di Rienzo, il Castello, il Ponte con scogliere, la Panchina, la Marinella di Terrazappata, la Spiaggia della Mandra, la Punta Molino, la Marina del Bagno, la Punta S. Pietro, il Porto, il Faro con Molo e scogliere, Scoglio del Gigante, Punta S. Alessandro, la Spiaggia di Cafiero o degli Inglesi. <<<

     Linea marittima di Lacco Ameno. Cominciando da Nord-Est comprende: Marinella del Pozzillo, Batteria demolita del Pozzillo, Punta del Pozzo, Scogliera del Capitello, Marina del Lacco, Sbarcatoio, Pietra del Lacco o Fungo o Pietra Grande o Capo di Triglia, Punta di S. Restituta, Promontorio e Punta Vico, Marinella di Varulo, Grotta di Mario, Torre di Montevico, Punta del Lacco, Capo S. Montano, Seno S. Montano, Marina e Spiaggia S. Montano.  
     
    Litoranea Casamicciola-Lacco. Fu aperta al pubblico il 25 luglio 1926. A 300 metri circa, presso la Pensione Morgera, una lapide (oggi appena leggibile) ricorda l’evento: «Regnando Vittorio Emanuele III Re d’Italia – Anno IV del governo del Duce Benito Mussolini – questa strada che segna l’inizio di una litoranea Porto d’Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno, giungendo a Forio, - che Salvatore Girardi Presidente della Deputazione provinciale volle per avvicinare Napoli all’isola, evitando scomodi scali, affidandone l’esecuzione all’ing. S. Melucci – fu aperta al pubblico il 25 luglio 1926». <<<

     Livio, Tito (59 a. C.-17 d. C.). Storico romano cui si deve l’affermazione che i primi coloni dall’Eubea, portatisi colla loro armata in Italia, si stabilirono primieramente nelle isole di Aenaria e di Pitecusa; di poi si trasferirono nella terraferma. E ciò contrastava con la tesi di Strabone, per il quale Cuma sarebbe stata la più antica colonia greca d’Italia e di Sicilia. Le ricerche archeologiche hanno confermato il testo e la tesi di Livio, per cui Pitecusa precede Cuma per quanto concerne la loro fondazione, quale base di appoggio ed emporio commerciale, centro di incontro e di smistamento tra varie civiltà. E, come già notò Francesco De Siano (v.), autore di una breve storia dell’isola, lo stanziamento greco era situato su Monte di Vico, dove si osservavano rottami di vasi e di tegole. <<<

     Loffredo, Anna Maria (Lacco Ameno 1898-Forio 1994). Insegnante elementare per oltre 40 anni a Procida e a Forio. Corrispondente da Procida dei periodici Il Messaggero Mariano e Antiblasfema. Ha svolto una intensa attività culturale nel campo della poesia, ottenendo molti riconoscimenti e pubblicando varie raccolte poetiche, tra cui Poesie (1980), Pensieri e Poesie (1984), Briciole (1989): la sua poesia è un inno all’amore, alla gioia di vivere, alla bellezza della natura, al bisogno di pace. <<<

     Longobardo, Michele. Nativo di Ischia (1924), appassionato d’arte, ha sempre particolarmente seguito le vicende artistiche isolane. Autore di numerosi scritti sparsi in periodici e pubblicazioni varie, specialmente del periodo 1971-1984, una parte dei quali furono raccolti da un gruppo di amici in un libro dal titolo Scrissi d’arte, in occasione dei suoi 60 anni (1984).

     Lorio. Scoglio affiorante a circa 500 metri a SO da Punta del Soccorso a Forio.

     Lucibello (Terme). Stabilimento termale in Casamicciola, noto sino al 1911 come Terme Piesco, dal nome del rev. Giovanni Piesco che provvide alla sua ricostruzione, edificando anche la chiesetta di San Francesco. <<<

     Ludovico (Luigi) I Wittelsbach (1786-1868). Re di Baviera (1825-1848), fautore di alcune riforme liberali, poeta, amante delle arti. Grande mecenate, cercò di fare del suo paese uno dei centri intellettuali dell’Europa. Venne a Ischia quattro volte: 1805, 1830, 1832, 1839. Quando non potè più ritornare, ammirava Ischia sulle arcate della sua residenza, dove in un affresco comparivano la Marina di Lacco, le casette della Pannella, l’Epomeo, e i versi composti dallo stesso re: «Corri a Ischia, lontano dal frastuono della vita, là troverai quella pace che da tempo ti è sfuggita via».

     Lungomare aragonese. Progetto molto discusso e vagheggiato negli anni 1960, quale premessa del definitivo sviluppo di Ischia Ponte e che sembrava quasi in via di diventare realtà, avendo ottenuto tutte le necessarie approvazioni. Poi il silenzio.

     Luogo, Lo. Località della campagna di Fontana. Nel 1837 vi furono sepolti i morti di colera, prima che fosse destinata a tale sepoltura la chiesa di San Nicola.

     Luongo, Luigi. Ultimo eremita del monte Epomeo che, dopo diversi anni, nel 1949 decise di lasciare l’eremitaggio, facendo ritorno alla vita laicale e sposandosi. Morto il 5 gennaio 2003.

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