Isola d'Ischia
- Piccolo dizionario storico topografico biografico

(voci tratte dal libro "Isola d'Ischia - tremila voci titoli immagini" di Raffaele Castagna, edito da La Rassegna d'Ischia)


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Fabbrica Mennella
             
Falanga
Falangaggio d’Ischia
Famiglie nobili antiche
Fango
Fari
Feaci
Femmine di lusso (Film 1960)
Ferdinandea
Ferdinando II di Borbone
Ferdinando IV di Borbone
Ferenz, Albert
Fermo, Francesco
Ferrandino, Filippo                                 
Ferrandino, Pietro
Ferrovia elettrica
Festa del libro
Festa di S. Anna
Feste e folklore
Festival della Canzone marinara
Festivalbar
Festival della Chitarra
Festival Ischia Jazz
Festival Show Primavera
Fiaiano
Fiatoni Bartolomeo
Fiaux Lelò
Fibula
Fichera
Fico d’India
Filodrammatiche
Floricultura
Foce del lago d’Ischia
Folaga
Fondazione La Colombaia
Fondazione Walton
Fondo d’Oglio
Fondo di S. Andrea
Fondo Ferraro
Fontana (bagno di)
Fontana (villaggio)           
Fonti archeologiche
Fonti epigrafiche
Fonti letterarie
Forastera
Foreign Film Festival
Forio
Formazione dell’isola d’Ischia
Formiche di Vivara
Formichelle
Fornello (Bagno di)
Fortino (Batteria)
Forze endogene
Fosse della neve
Fra Paolino Zabatta
Francobolli
Frassitelli
Frontone, Marco Cornelio
Frontone
Fucarazzi di Sant’Antuono
Fumarola
Fundera
Fungo
Funiciello Vincenzo             
Funivia
Fuoco

 

 

 
  Fabbrica Mennella. A Casamicciola è continuatrice da oltre 400 anni della lavorazione della creta, arte dei vasai greci che nell’isola fondarono Pitecusa, la loro prima colonia d’Occidente. La sua attività si sviluppa nel segno non solo della tradizione, ma anche delle nuove tendenze della ceramica artistica. Vi si può trovare di tutto, dalle anfore a lampadari, da oggetti-ricordo ai vasi per giardini e mattonelle finemente lavorate.

    Falanga. Uno dei luoghi più panoramici dell’isola che guarda sulla estesa piana di Forio. Vi si ammirano caratteristiche “Pietre”, ciascuna delle quali ha una sua propria denominazione ed una sua storia particolare, a volte mista a fantasie popolari. Un tempo vi erano scavate le cosiddette fosse della neve (v.) Un pendio porta sino all’Epomeo.

    Falangaggio d’Ischia. Tributo imposto dai signori della Casa del Vasto, che governavano l’isola, cioè grana cinque su ogni barca che trafficava e commerciava in partenza da Ischia a Procida  e Napoli e viceversa. <<<

    Famiglie nobili antiche. Citate dal Capaccio nella Historia Neapolitana (1607): Cossa o Salvacossa, Mellusia, Incerbera, Incorvera, Mansa, Navarra, Innarza (spagnola), Torella, Capicia, Lamberta, Palagana, Afflitta, Infrisca, Rossa, Canetta, Scotta, Albana, Menga, Pescia, Amalfitana, Guarina, Martina, Pagana (un Giacomo Pagano napoletana ebbe figli da Livia Infrisca), Manozia, Malfia, Torre, Pappacoda, Papa, Calosirto, Barbara, Galatola, Manochia, Mano. <<<

    Fango. Centro di Lacco Ameno a 150 metri di altitudine molto sviluppatosi negli ultimi anni con chiesa dedicata a San Giuseppe. <<<

    Fari. Al Molo di Porto d’Ischia ed a Punta Imperatore. Ve n’era, fino a pochi anni fa, uno anche a Lacco Ameno, al Capitello.

    Feaci. Mitico popolo di abilissimi navigatori, originario di una terra non ben identificata, dalla quale fu cacciato dai Ciclopi, sicché si trasferì nell’isola di Scheria, identificata per lo più con Corfù, ma anche con l’isola d’Ischia da alcuni studiosi (Ph. Champault). Era inoltre un popolo molto ospitale e diede aiuto al naufrago Ulisse e con una propria nave l’accompagnò nella sua terra (Itaca), ma dovette subire la vendetta di Nettuno, in quanto la nave sulla via del ritorno fu trasformata in roccia (scoglio la Nave). <<<

    Femmine di lusso (Film commedia del 1960, Italia. Altro titolo: Intrigo a Taormina). Regia: Giorgio Bianchi. Attori: Gino Bartali, Marcello Bonini Olas, Caprice Chantal, Walter Chiari, Ivan Desny, Gabriele Ferzetti, Sylva Koscina, Belinda Lee, Marco Scaccia, Massimo Serato, Gisella Sofio, Elke Sommer, Ugo Tognazzi. Trama: Il commendatore Lemeni parte col suo panfilo per una crociera; dal porto di Lacco Ameno ha intenzione di toccare le coste della Sicilia. Durante il viaggio tra gli ospiti ch’egli ha a bordo si intrecciano relazioni e nascono equivoci. Alberto Bressan che ha fatto corteggiare la moglie Adriana dal visconte Luca Sanvin, col non confessato proposito di ottenere il divorzio e sposare quindi la propria amante Elena Legarde, scopre che quest’ultima è l’ex moglie di Luca. Luciana, invitata a bordo dal commendatore con il pretesto di posare per una serie di fotografie pubblicitarie, ma in realtà per essere mostrata come appetitosa esca al figlio dell’anfitrione, incrollabilmente misogino, pur fallendo nei suoi tenaci tentativi, incontra l’amore nella persona di un giovane cui fu legata sentimentalmente qualche tempo addietro. Infine Walter, il fotografo, che è stato seguito nascostamente sul panfilo dalla fidanzata Greta, riesce, con grande sollievo del commendatore, a far innamorare della asfissiante ragazza l’apatico Ugo. Elena finirà poi per riconciliarsi con l’ex marito (da cinematografo.it). <<<

    Ferdinandea (via). Antica denominazione dell’attuale Via Principessa Margherita in Casamicciola e la cui costruzione risale al periodo dei Borbone di Napoli.

    Ferdinando II di Borbone (Palermo 1810-Caserta 1859). Re delle Due Sicilie. A lui si deve la trasformazione del lago d’Ischia in porto, la cui cerimonia di apertura si ebbe il 17 settembre del 1854. Nell’ottobre dello stesso anno si pose la prima pietra della chiesa di Portosalvo. Il re inoltre fece costruire sull’isola le prime strade carrozzabili per Casamicciola e Forio. Affidò inoltre al botanico di corte, Giovanni Gussone, la piantagione dei pini nella zona dell’Arso, oltre che la conduzione dell’acqua di Buceto alla Villa dei Bagni. Il comune d’Ischia ha intitolato al suo nome la Piazza Antica Reggia. <<<

    Ferdinando IV di Borbone. Figlio terzogenito di Carlo III di Spagna (VII di Napoli), gli succedette nel 1759 quando aveva ancora otto anni e fu affidato per la sua educazione ad un consiglio di reggenza e soprattutto a Bernardo Tanucci. Fu IV come re di Napoli, III come re di Sicilia, I come re delle Due Sicilie, soprannominato  “re Nasone” per il suo naso grande e grosso; era appassionato di caccia. Di lui si ricordano due visite fatte ad Ischia nel 1783 e nel 1784 accolto ovunque con entusiasmo, delle quali il parroco Antonio Moraldi lasciò una piacevole narrazione. Fu anche ospitato nel Casino di Crescenzo Buonocore presso il Lago, che poi divenne proprietà di famiglia. In seguito però anche Ischia dovette subire la dura repressione del 1799 con molti isolani finiti nelle prigioni di Sant’Elmo e sul patibolo, fra cui anche un Buonocore (si dice che il re abbia esclamato: «Anche Buonocore mi hanno incarcerato!»). <<<

    Ferenz, Albert. Pittore tedesco giunto a S. Angelo negli anni 1960. Sono noti quattro bellissimi quadri (collezione privata): S. Angelo, Pesce volante, Barca sotto la luna, Il pagliaccio. <<<

    Fermo, Francesco. Giornalista, inizia nel 1937 con Il Popolo e Il Messaggero, poi altre corrispondenze con quotidiani e periodici. Nel suo archivio custodiva testimonianze storiche e culturali dell’isola, facendone poi argomento di suoi apprezzati articoli. Intensa la sua collaborazione anche con i periodici isolani. Nel 1982 l’organizzazione del Premio di Giornalismo V.  Telese gli dedicò, alla memoria, il premio della sezione stampa turistica.

    Ferrandino, Filippo. Figura di primo piano nel panorama sportivo d’Ischia, prima come calciatore e poi come allenatore dell’A. S. Ischia, fondata nel 1945. Precedentemente  insieme con molti giovani, tra cui Nino D’Amico, Ciro Commitante, Ciro Ruggiero, Francesco Sogliuzzo e Vincenzo Rispoli (questi due ultimi caduti in guerra; al secondo sarà poi intestato il campo) aveva provveduto a rendere agibile lo spazio concesso in gestione nella zona dell’Arso per lo svolgimento delle gare. Noto anche per la sua accorsata sartoria, che era meta di molti famosi personaggi che frequentarono l’isola negli anni del boom turistico (1950-70). <<<
                
    Ferrandino, Pietro. Insegnante di lingua e letteratura tedesca, nato a Ischia nel 1955, s’impegnò con passione e con costanza a recuperare personaggi, fatti e memorie del passato isolano culturale, contadino e sportivo. Con la sua cinepresa ne ha filmato molti aspetti significativi, altri ne ha raccontato in numerosi articoli. Collaboratore de Il Golfo e di Teleischia. Autore della Storia degli sports isolani (vol. I, 1990), cui sarebbero seguito altre pubblicazioni, se la morte non l’avesse colto ancora in giovane età. <<<

    Ferrovia elettrica. Progetto dell’ing. Guido Borghi, fatto proprio dall’industriale Curzio Gramiccia, concernente la realizzazione all’isola d’Ischia di una ferrovia elettrica litoranea, che faceva seguito ad un altro progetto di una tranvia circumisclana (v.) presentato dall’ing. Gustavo Lauro. Secondo quanto si legge in una relazione, il progetto si presentava già interamente finanziato e subordinato soltanto ad un esiguo contributo dei Comuni isolani e della Provincia. Si faceva notare ancora che si trattava di una linea prevalentemente «litoranea, cioè costituirà per se stessa una nuova potentissima attrattiva e sarà una ferrovia elettrica - cioè tutto quanto si ha di più moderno e più pratico - e, comunque volgano gli eventi, questo nuovo mezzo resterà acquisito all’isola d’Ischia, e permetterà sempre di fare il giro delle sue coste in soli 45 minuti». Il progetto Borghi-Gramiccia fu approvato dal Consiglio municipale d’Ischia nel gennaio-febbraio 1914 con il sussidio annuo di 1500 lire. Non ci fu consenso negli altri Comuni e sorse la discussione se valutare più positivo e favorevole tale progetto o l’altro della tranvia. Poi il silenzio cadde su queste iniziative e non se ne parlò più, subentrando altre prospettive per i relativi problemi. <<<

    Festa del libro. Annuale incontro culturale che soleva organizzare Mons. Onofrio Buonocore dagli anni 1940, per presentare il resoconto del movimento librario in quel centro da lui fondato qual era ed è la Biblioteca Antoniana. In un testo del 1941 si citano le seguenti donazioni: «Centoventi volumi ce li ha ottenuti la Medaglia d’oro Donna Luisa de Luca; centodieci li ha inviati il dott. Gino Tamburini, direttore della R. Biblioteca di Napoli; il dott. Alfredo Razzano si è privato dei ventitré monumentali volumi della geografia universale del Reclus; il parr. Monti Ciro ha inviato tredici volumi di patristica con una grandiosa Bibbia in inglese edita a New York; il parr. Francesco Albano ha dato oltre venti tomi; l’avv. Antonio Conte ha fatto dono di una cinquantina di volumi; il card. Granito di Belmonte ha fatto tenere tre pacchi di volumi rilegati in porpora; l’agronomo Carlo Mennella ha dato dodici volumi dell’Alimonda. La sezione isclana ha fatto acquisto di sei libri del Giovio intorno a Ferrante d’Avalos, del D’Aloisio, del De Rivaz, del Marone, del De Siano, del raro volume De balneis Pithecusarum del Padre Camillo de Quintiis, del poderoso volume di Paolo Buchner: Ischia nell’ittologia, di preziosi manoscritti di S. E. Mons. Carlo Mennella». <<<

    Festa di S. Anna. Manifestazione folcloristica ischitana che si svolge ogni anno il 26 luglio e presenta la sfilata di barche addobbate nel tratto di mare tra il Castello  e gli Scogli di S. Anna. Festa antichissima che nel tempo ha assunto il carattere di una vera e propria gara tra contrade e comuni isolani (Palio di Sant’Anna), con l’allestimento di piattaforme galleggianti sempre più grandi, in modo da potervi rappresentare complesse scene allegoriche come in un adeguato palco teatrale. La sua nascita è così descritta da Michelangelo Patalano: «Correva l’anno 1932 e, come ogni estate, un gruppo di giovani ci radunavamo presso gli Scogli di S. Anna, per allenarci alle gare di nuoto. Avevamo notato negli anni precedenti che la sera del 26 luglio parecchie barche di pescatori, con a bordo le famiglie si recavano a recitare il Rosario davanti alla chiesetta di S. Anna, dopo di che si consumava a mare una cena a base di coniglio e di melanzane alla parmigiana. Dicemmo allora tra noi: perché non organizziamo qualcosa per allietare questa serata? Nacque così il primo comitato di S. Anna. La festa piacque al popolo, ma fu mal digerita dall’autorità comunale. Infatti, mentre organizzavamo la festa dell’anno 1933, il Podestà, il cav. Vincenzo Iacono, ci fece capire che la festa non si doveva fare. In quell’epoca il Capitano della Capitaneria di Porto si chiamava Bollo (non ricordo il nome), il quale era un tipo puntiglioso e non permetteva ad altre autorità di invadere la sua sfera di competenza. Questo Comandante, avendo saputo l’orientamento del Podestà, ci chiamò e disse: Se siete capaci di organizzare la festa, non vi dovete preoccupare del Podestà, perché a mare comando io soltanto e, poiché la festa si svolge esclusivamente a mare, state tranquilli e fate quello che avete fatto l’anno scorso. Così la festa di S. Anna continuò a vivere ed ebbe in seguito anche il consenso delle autorità fasciste. Venne la guerra... e la festa non si tenne più in quell’epoca, per essere ripresa poi nel dopoguerra. Raccogliemmo dei fondi tra il popolo per l’acquisto di palloncini, poi mobilitammo tutte le lampare di Ischia; organizzammo uno spettacolo di fuochi fatto di luci e colori senza botti, perché aborrivamo le detonazioni che ci ricordavano la guerra da poco terminata». Da allora la tradizione si ripete e la festa, pur nella mutevolezza dei tempi, dei modi e delle usanze conserva la sua ricchezza di motivi e la sua poesia. Al Premio tradizionale si sono aggiunti altri riconoscimenti, come il Trofeo Nerone, il Premio Postiglione, il Trofeo Funiciello, la Targa Giusto, a ricordo di personaggi fortemente impegnati nel successo della Festa. Dal 1959 l’organizzazione è stata gestita dall’EVI, direttamente o affidata a gruppi esterni; poi è passata al Comune di Ischia, che ne ha in genere data la gestione ad associazioni o comitati cittadini. Spesso la manifestazione è stata arricchita con gare sportive a mare. Negli ultimi tempi si è preferita la formula del Palio in una competizione tra i vari comuni. I temi ricorrenti per le rappresentazioni allegoriche hanno attinenza sia con avvenimenti storici locali e nazionali, sia con aspetti dell’antica vita isolana contadina e marinara, sia con motivi musicali delle antiche canzoni napoletane. Fra i personaggi organizzatori delle barche ricordiamo: G. G. Sorrentino, V. Funiciello, Federico De Angelis, G. Messina, N. Rotolo, E. e G. Canestrini, Sandro Di Massa, Roberto Ielasi, Nino D’Amico. <<<

    Feste e folklore. Lungo tutto il periodo dell’anno nei vari centri isolani si svolgono feste tradizionali in onore dei rispettivi patroni, nonché manifestazioni folcloristiche che spesso affondano le radici negli antichi tempi. Barano: S. Sebastiano (20 gennaio), S. Giuseppe a Fiaiano (19 marzo), S.Giorgio a Testaccio (23 aprile), S. Giovanni Battista a Buonopane (24 giugno), S. Rocco a Barano (16 agosto), Madonna della Porta a Piedimonte (inizio settembre), Madonna di Montevergine allo Schiappone (settembre). Casamicciola: S. Gabriele (27 febbraio), Passione e morte di Gesù (venerdì santo), Corsa dell’Angelo (domenica di Pasqua), S. Antonio (13 giugno), S. Maria Maddalena (22 luglio). Forio: Actus tragicus (venerdì santo), Corsa dell’Angelo (domenica di Pasqua), S. Francesco di Paola (maggio), S. Vito (15, 16, 17 giugno),  S. Maria al Monte (8 settembre), S. Leonardo a Panza (15 settembre), S. Lucia (13 dicembre), S. Michele (29 settembre). Ischia: S. Antonio Abate (17 gennaio), S. Ciro (31 gennaio), S. Giovan Giuseppe della Croce (inizio settembre), S. Pietro (28 giugno), Festa a mare agli scogli di sant’Anna con la sfilata delle barche allegoriche (26 luglio), SS. Annunziata a Campagnano (fine agosto), Settembre sul sagrato (inizio settembre). Lacco Ameno: S. Giuseppe al Fango (19 marzo), Corsa dell’Angelo (domenica di Pasqua), S. Restituta (16,17,18 maggio), Rappresentazione dell’arrivo di S. Restituta (16 maggio), Madonna delle Grazie (2 luglio), Mara SS. Assunta (15 agosto), Incontri nel verde (settembre). Serrara Fontana: S. Ciro al Ciglio (31 gennaio), S. Antonio a Fontana (13 giugno), Madonna del Carmine  (16 luglio), Madonna della Mercede (24 settembre), S. Michele a Sant’Angelo (29 settembre), Sagra del pesce (fine agosto). <<<

    Festival della Canzone marinara. Manifestazione canora, istituita dall’Ente Valorizzazione Ischia, con concorso di canzoni ispirate a temi riguardanti il mare, la vita marinara, il paesaggio marino o comunque l’isola d’Ischia. Si ebbero tre edizioni: Lacco Ameno 1957 (vincitore Antonio Basurto con ‘Na casa a Ischia); Ischia 1959 (presentata da Enzo Tortora; vincitori: Gino Latilla con Marinarella oé! – Si ebbe anche la presenza della TV che trasmise in ripresa diretta lo spettacolo col titolo “Canzoni dal mare”); Ischia 1961 (presentata da Renato Tagliani; vincitori Ugo Calise e Caroll Danell con Ti regalo la luna dello stesso Calise). <<<

    Festivalbar. Manifestazione di Canale 5 che nel 1983 fu registrata a Ischia e irradiata in due puntate televisive.

    Festival della Chitarra. Manifestazione che ebbe due edizioni (1962 e 1963): la prima edizione si svolse a Casamicciola nei giardini dell’Hotel Cristallo, valutata subito come una delle più originali iniziative di grande valore artistico e di rilevante richiamo turistico. La seconda edizione si svolse a S. Angelo. <<<

    Festival Ischia Jazz. Promosso nel 1982 da Ugo Calise, che ne fu anche il presentatore. Vi parteciparono: Barney Kessel, Herb Ellis, Charlie Byrd, Dave Brubeck, Art Blakey, Johnny Griffin, George Adams, Don Pullen, Cedar Walton, Romano Mussolini, Cicci Santucci, Eddy Palermo.

    Festival Show Primavera. Organizzato nella sua seconda edizione (1972) al Cinema Excelsior da Italo Carlo Conte, Gelsomino Sirabella, Luigi Falangetti, Nino Balestrieri; scene di Aldo Dell’Isola; luci di Mario Di Noto. Ventotto cantanti divisi in due gironi; ad allietare le tre serate anche Renato Fattore con le sue imitazioni, Luigi Arcamone (alias Trentoss), maestro della “Banda del fasolo”, il complesso Pop-Corn. Vincitori nel girone A (età superiore a 15 anni): Guerino Cigliano, Raffaella Potenza, Duo Franklin; girone B (età inferiore a 15 anni): Giovan G. Di Meglio, Donatella Di Meglio, Adriana Trani. <<<

    Fiaiano. Ridente frazione del comune di Barano, a circa duecento metri sul mare. A pochi passi dal cratere, da cui nel 1302 venne fuori una potente lava vulcanica, che sommerse anche gran parte della città d’Ischia, si ammirano una magnifica pineta, che risale agli anni 1853/54, e la bella chiesa di S. Anna del 1758. Il paesaggio che il luogo offre è considerato tra i più belli di quelli che l’isola d’Ischia offre ai suoi ospiti e visitatori in molte sue plaghe.

    Fiatoni, Bartolomeo (Ptolomaeus Lucensis). Negli Annales descrisse l’eruzione dell’Arso: «Anno del Signore 1302. In febbraio un fuoco sulfureo evaporò dall’isola di Ischia, che venne fuori e s’elevò con ceneri e scorie e ricadde sulla città e la bruciò tutta; si fece una grande nebulosità per tutta la regione e il mare si riempì di pietre bruciate e rocce porose, che chiamano pomici, galleggianti sulla superficie dell’acqua a causa delle loro porosità che contengono aria, e per la consunzione della materia terrestre in esse; la cenere così divenne tanto copiosa che i monti ne sembravano del tutto ricoperti  e si diffuse sul mare per duecento miglia». <<<

    Fiaux, Lelò (Losanna 1909-1964). Artista che, in giro per il mondo, giunse a Roma nel 1935, dove frequentava Pirandello e Moravia, e nel 1951 si trasferì a Forio, dove entrò nella cerchia dei numerosi artisti, soprattutto stranieri, che qui si radunavano: Gilles, Bargheer, De Angelis, Coppa e Bolivar, al quale organizzò una mostra a Losanna. Abitava a Forio al Cierco. In una intervista così racconta: «Sbarcai a S. Angelo con una barca che trasportava verdura; vi trascorsi il mio soggiorno in una casa di contadini, presso la famiglia Di Scala, perché i pochi alberghi erano pieni. Era un posto splendido e naturale. Trascorsi settimane stupende fra spiagge e grotte, conoscendo gente come Gilles e Bargheer. Spesso si pranzava assieme, al ristorante di Peppino, oltre l’istmo. Avevo amici che venivano a Forio a trovare altri ospiti e così cominciai a pensare che sarebbe stato più comodo avere una casetta qui dove lavorare e vivere, almeno per alcuni mesi all’anno» (Ischiamondo, dicembre 1992). <<<

    Fibula. Elemento (di bronzo, argento e ferro)  frequente negli scavi pithecusani, appartenente, tranne qualche eccezione, ai «tipi recenziori, con staffa lunga, delle fibule dette italiche. Che queste erano usate dai Greci in Sicilia, era già noto attraverso i rinvenimenti fatti nelle tombe di Siracusa. Rispetto a questi, le fibule di Pithecusa completano e allargano considerevolmente le nostre conoscenze, sia per l’accresciuto numero dei tipi, sia perché le tombe risalgono a periodi più antichi. È stata infatti una sorpresa di rinvenire fibule con staffa lunghissima già nelle tombe più vetuste, mentre si era pensato finora che l’allungamento della staffa avesse avuto inizio appena intorno al 1700 a. C.» (Giorgio Buchner). <<<

    Fichera, La. Denominazione riportata da Iasolino per indicare quella che poi si chiamerà la Cava Petrelle, dove era presente un sudatorio dalle meravigliose virtù curative.

    Fico d’India (Opuntia ficus indica). Pianta cactacea capace di mettere radice anche nella durissima roccia trachitica. Le foglie sono in grado di accumulare grandi quantità di acqua. Pianta un tempo molto diffusa sull’isola d’Ischia, ma che oggi va lentamente scomparendo. I suoi frutti sono molto appetitosi. <<<

    Filodrammatiche. Molti sono stati i gruppi teatrali o le filodrammatiche che si sono costituiti, operanti alcuni soltanto per qualche anno, altri per un periodo piuttosto lungo: giovani e appassionati del teatro e dello spettacolo in genere che hanno nello stesso tempo auspicato di poter coinvolgere le amministrazioni nel settore, allo scopo di creare una adeguata struttura. - F. Isola Verde. Gruppo ischitano composto da Giannino Messina, Gennaro Della Vecchia, Giulia Razzano, Vera ed Elena Mancini, Raffaele Postiglione, e tanti altri. Le rappresentazioni erano fatte al Teatrino dei Pilastri. Nel dicembre 1970 fu presentata la commedia di De Filippo “Questi fantasmi” con la regia di Giampiero Escoffier, la scenografia di Aldo Dell’Isola, le luci e gli effetti sonori dei fratelli Banfi. - F. Don Bosco. Compagnia costituita alla fine degli anni 1940 ad Ischia, ad opera di don Agostino Lauro e di un gruppo di giovani appassionati. Ne fu poi grande animatore Edoardo Canestrini ed attorno a lui Giovanni Messina, Nino Di Muccio, Mario Di Liddo, Michele Boccanfuso, Filippo Farese, Rosaria Buono, Giovanna Mira (nota tratta da Il Gazzettino dell’isola d’Ischia, 1956). Nel 1975 ne fu presidente Mena Canestrini. - Gruppo Teatrale Giannino Messina. Filodrammatica costituitasi in memoria del tanto amato artista ischitano Giannino Messina. Fu sostenuta da Luigi Lanfreschi, presidente, Antonio Cutaneo, scenografo, Giovanna Mira, che aveva lavorato già al fianco di G. Messina. - F. Edoardo Canestrini. Compagnia che voleva ricordare Edoardo Canestrini, autorevole e noto personaggio del teatro isolano degli anni 1960. - Compagnia Teatrale Serrara Fontana. Costituitasi nel 1984 con il fattivo contributo dei giovani per allietare le fredde serate invernali.- Compagnia Teatrale Il Faro. Formatasi a Casamicciola su iniziativa di Rino Gamboni col contributo del comitato di quartiere della Sentinella. – Compagnia SS. Maria dell’Assunta. Nata all’inizio degli anni 1980 con la rappresentazione della “Cantata dei pastori”: regia di Giovanni Cortese, scenografia di Lorenzo Gialvini; fra gli interpreti Filippo e G. Giuseppe Farese, Salvatore Di Leva, Salvatore Pollio. Poi negli anni successivi altri lavori di successo e altri interpreti: Iolanda Buono, Andrea Cozzolino, Rosaria Curci, Giovanni Lauro, Franco Esposito, Luigi Cesareo. Anche negli ultimi tempi si presenta viva la passione per il teatro, sostenuta dall’impegno e dall’entusiasmo di vari gruppi. Sempre ed ancora insoddisfatta l’aspirazione per la realizzazione di una struttura pubblica adeguata. <<<

    Floricultura. Attività di cui il prof. Cristofaro Mennella negli anni 1960 prospettò una possibile introduzione sull’isola d’Ischia. Egli dimostrò che le condizioni climatiche qui sono altrettanto favorevoli come quelle della Riviera Ligure; il mercato avrebbe potuto dirigersi positivamente verso Napoli e Roma, senza dimenticare i molti alberghi isolani. Il progetto però non riuscì a decollare per mancanza di iniziative capaci di provarne la bontà; ostacoli furono visti nella mancanza di acqua e nelle enormi spese per costruire impianti e serre.

    Foce del lago d’Ischia. Si indica con tale espressione il canale artificiale, la cui apertura è generalmente datata verso il 1670. Dora Buchner Niola in un suo studio (1984) ha dimostrato che detto canale deve essere stato realizzato non prima del 1586 – anno del rilievo del Cartaro in cui non è presente – e né dopo il 1670, data della carta di Cosmo da Verona. <<<

    Folaga. Uccello acquatico della famiglia dei rallidi, grande come un corvo. Di questi uccelli si faceva un tempo abbondante caccia nel lago d’Ischia, come riportano Iasolino ed altri, specialmente nel mese di novembre, in occasione della festa di San Martino. Esse, venendo da altri luoghi magre e inette, qui diventavano grasse, forse per la presenza di una certa erba; così impedite nel volo non potevano uscire dal lago e le genti con barchette e balestre davano loro la caccia. <<<

    Fondazione La Colombaia di Luchino Visconti. Istituita dal Comune di Forio con l’interazione dei vari livelli istituzionali pubblici (Regione Campania e Provincia di Napoli) e di energie private, allo scopo di diffondere la cultura della comunicazione e dello spettacolo, con particolare riferimento alle arti cinematografiche e teatrali, e di promuovere la formazione e specializzazione in questi settori. Ha sede nella villa del noto regista, acquisita al patrimonio pubblico. <<<

    Fondazione Walton. Istituzione creata da Susana Walton a Forio nel 1988, un’estensione di quella già esistente in Inghilterra, volta alla promozione della musica contemporanea, alla preparazione dei giovani musicisti e all’allargamento della vita culturale di Ischia. «Per noi Ischia è stata una scelta fondamentale. Quando William mi portò a Napoli in gita per la prima volta, dopo sposati, mi annunciò: “Guarda bene, questo mare e questo cielo. Perché è qui dove noi vivremo, proprio qui nella baia di Napoli, forse in quell’isola laggiù”. E indicò lontano, verso Ischia» (Susana Walton). <<<

    Fondo d’Oglio. Antico cratere in Casamicciola, il cui fondo è a m 179 (diam. massimo 375 m), attualmente occupato da alberi (forse Doglio/dolium/vaso). Notevole per bellezza paesistica ed interesse scientifico, non sempre adeguatamente preservato dallo scempio di farne il deposito di materiali di risulta di ogni genere. <<<

    Fondo di S. Andrea. Località nel comune di Serrara Fontana, con nome proveniente da una chiesa dedicata al santo. Da fundus, nome di epoca bizantina, potrebbe essere derivato, secondo le più comuni interpretazioni,  il toponimo Futane del 1374, corrispondente all’odierna Fontana, che forma comune con Serrara.

    Fondo Ferraro. Cratere in Fiaiano di forma allungata e irregolare (circa 600 m. per 250). <<<

    Fontana (bagno di). Bagno termale presso l’attuale porto d’Ischia (ex lago), con acque, come dice Iasolino, molto copiose e abbondanti, chiare, limpide e nette di maniera che possono ragionevolmente invitare e tirare a sé non solo gli ammalati, ma anche i sani, e di cui si servono sia gli abitatori del luogo che i forestieri. Le acque vengono fuori da un condotto, diviso in due parti, da dentro un masso. Con l’altro detto Fornello, questo alimenta le Antiche Terme Comunali. <<<

    Fontana (villaggio). Forma con Serrara il Comune più alto dell’isola. Esso compare tra i casali tassati del 1270 e il toponimo Futane si trova inciso su una tavola marmorea del 1374, in cui si accenna ad opere realizzate dal vescovo d’Ischia Bartolomeo Bussolaro.  Al centro del paese la piazzetta da cui parte la mulattiera per l’Epomeo. Anticamente i fabbricati erano raggruppati in piccoli nuclei isolati.   <<<

     Fonti archeologiche (Ischia). Prima che Giorgio Buchner dagli anni 1930 avviasse la sistematica attività di ricerca archeologica, si hanno in alcuni autori notizie sporadiche e riferimenti vari in merito a scoperte archeologiche. S. Mazzella (1591) ricorda un grande muro contro le eruzioni attribuito ai coloni inviati da Ierone; dalla metà del XVII secolo si ha notizia della iscrizione di Lacco, perduta nel 1857; A. Parrino (1751) ricorda la presenza al Castiglione di rovine con piscine paragonabili a quelle di Cuma e segnala un’urna marmorea trasferita nella chiesa di S. Restituta; G. D’Aloisio (1757), oltre a ricordare l’epigrafe di Lacco e i resti di Castiglione, parla anche dell’epitaffio di Monte di Vico e del ritrovamento a Casamicciola di doli antichi; F. De Siano (1798) accenna alla presenza di sepolture antiche nella valle di San Montano e di cocciame su Monte di Vico; informazioni preziose offre l’autore anonimo del Tableau topographique (1822): parla di numerose rovine andate perdute, tranne un’erma di Eracle; alla fine del XVIII sec. va posta la scoperta a Forio di una statua marmorea di Venere, poi perduta; all’età romana risale un vaso cinerario in marmo, scoperto all’Arbusto e trasferito nella chiesa del Convento del Carmine. Il merito dell’autore del Tableau si pone anche nelle notizie sulle antichità presenti nella valle di San Montano e sul Monte di Vico, aree che hanno poi visto gli scavi di Buchner. Nel 1837 Chevalley de Rivaz, oltre a riprendere quanto detto nel Tableau, dà notizia degli scavi effettuati nel 1832 sotto la direzione di Benedict Vulpes: sepolcri formati da tegole disposte a spiovente, con sotto piccole lucerne e vasi di poco valore, una tomba a cassa di tufo coperta da una lastra dello stesso materiale. Nel 1891 si scopre a Lacco Ameno un vaso di terracotta contenente 129 monete d’oro collocabili tra il 610 e il 668/669 d. C. (De Petra, 1895). Sempre a Lacco Ameno, durante la costruzione delle Terme Regina Isabella, nel 1899-1900, si scoprono materiali antichi tra cui forse anche la base di trachite con dedica ad Aristeo (Buchner, 1949); nella vallata di San Montano, intorno al 1920, si scavano due tombe, una delle quali con coperchio monolitico, con inumato e corredo fittile (Algranati, 1930). Maggiori segnalazioni cominciano ad aversi negli anni 1930, soprattutto, come detto, mediante gli scavi sistematici di Giorgio Buchner. <<<

    Fonti epigrafiche (Ischia). Iscrizione della Coppa di Nestore (VIII sec. a. C.); iscrizione di un vaso greco con firma dell’autore (ultimo quarto VIII sec. a. C.); iscrizione di un’anfora databile tra VIII e VII sec. a. C. (antroponimo messapico ma grecizzato); piccolo frammento iscritto di un kantharos (metà VIII sec. a. C.); breve iscrizione su un piatto di importazione fenicia; breve ma complessa iscrizione sulla spalla di un’anfora databile al terzo quarto VIII sec. a. C.; dediche votive alle divinità; rilievi votivi rinvenuti presso la fonte di Nitrodi con dediche in latino. <<<

    Fonti letterarie (Ischia). Fondazione: Strabone, 5, 4, 9 (coloni di Eretria e di Calcide); Livio, 8, 22, 6 (coloni di Calcide stabilitivisi prima di fondare Cuma); Plinio, n. h., 3, 82; Paul. e Festo, 20 (fondazione “mitica” da parte di Enea) – Toponomastica e topografia: Strabone, Scilace, Livio, Ovidio, Plinio, Tolomeo, Mela, Appiano, Diodoro, Virgilio, Lucano, Stazio, Silio Italico, Arpocrazione, Stefano Bizantino: Pitecusa, Pitecuse, Arime, Inarime, Aenaria – Vicende storiche: Strabone, Cicerone, Flora, Svetonio. <<<

     Forastera. Vitigno, la cui coltura interessa tutta l’isola d’Ischia. La sua produttività costante e il suo pregio hanno permesso la sua larga diffusione. Il nome stesso ne indica la provenienza dal di fuori dell’isola. La sua acclimatazione nell’isola non deve risalire ad epoca troppo remota; esso non è citato dal d’Ascia nella Storia dell’isola d’Ischia (1867). Sinonimi: Furastera, Forestiera (S. D’Ambra). <<<

     Foreign Film Festival. Manifestazione avviata nel 2003 da Michelangelo Messina, con l’intento di valorizzare il legame esistente tra cinema e turismo. <<<

    Forio (comune). La superficie territoriale di Forio è la più estesa rispetto a quella degli altri Comuni: 12,85 kmq. Popolazione: 15.435 abitanti (maschi 7635, femmine 7800) al 31.12.2003. Dotato di meravigliose spiagge: San Francesco, Chiaia, Citara, Cava dell’isola, il centro isolano è molto amato dagli ospiti stranieri e specialmente dai tedeschi, anche per la presenza dei Giardini Poseidon nella baia di Citara. In vari punti si innalzano ancora le torri erette per difesa della popolazione al tempo delle invasioni barbaresche; più famosa di tutte è il Torrione, oggi sede del Museo Maltese e di manifestazioni culturali. Caratteristiche anche le sue chiese, fra cui quella del Soccorso, dal cui piazzale è possibile cogliere romantici tramonti di fuoco. Frazioni e contrade: Panza, Monterone, Scentone, Cierco, San Francesco, Citara, Cuotto e Zaro. Il nome “Forio” secondo alcuni deriverebbe dal latino “flos”-fiore, per cui lo stemma del Comune presenta una rosa su tre colli. Durante il Medioevo nei documenti ecclesiastici è detto in latino “Forium” che poi diventa “Forigium” o “Florigium”. Nei documenti in lingua italiana, invece, fin dal periodo angioino troviamo Furio, Fiorio, Furia e Foria. La presenza dell’uomo nella zona è documentata da scarsi strumenti di schegge risalenti al III millennio a. C., mentre la continuità abitativa documentata parte dal III s. a. C. Nel 1799 Forio fu in primo piano nell’adesione alla Repubblica Napoletana e alcuni suoi figli furono vittime della repressione borbonica. Forio ha dato  un contributo notevole di idee e di uomini al Risorgimento nazionale. I suoi figli si sono distinti in ogni campo: nell’arte, nella letteratura, nella medicina, nonché nel campo della Chiesa cattolica e della burocrazia statale prima del Regno e poi della Repubblica Italiana.  <<<
        
    Formazione dell’isola d’Ischia. «Recenti studi geologici e di datazione assoluta con metodi radioattivi sui prodotti vulcanici affioranti nell’isola consentono di tracciare la successione dell’attività vulcanica. I prodotti più antichi, con età superiore a 130.000 anni, si rinvengono nella parte meridionale dell’isola, a Punta San Pancrazio, alla Scarrupata di Barano, a Monte Vezzi, Capo Grosso, S. Angelo, Citara. Questi prodotti sono stati in parte erosi dal mare e sepolti o smantellati da successive eruzioni. In seguito nell’area tra 130.000 e 100.000 anni fa, secondo l’opinione di molti ricercatori, si era andato formando un vasto apparato vulcanico che copriva un’area più estesa dell’attuale isola. Poi questo vulcano fu interessato da uno sprofondamento calderico in corrispondenza dell’attuale zona centrale dell’isola. Ai bordi di questo sprofondamento, lungo fratture ad andamento anulare, l’attività vulcanica è continuata con la formazione di coni di scorie, duomi, colate di lava. I prodotti di questo ciclo affiorano prevalentemente nella parte meridionale dell’isola. Segue un periodo di inattività che dura circa 50.000 anni e in questo intervallo di tempo l’azione del mare e di altri agenti esogeni (vento, pioggia) modifica profondamente la morfologia dell’isola. Circa 55.000 anni fa l’attività riprende con una spaventosa eruzione che produce il tufo verde. Questi prodotti si distribuiscono su gran parte dell’isola come una colata di materiale ad alta temperatura costituita da pomici, ceneri, lapilli, brandelli di lava, gas e vapori. Le indagini geologiche rivelano che il centro di emissione di questa spaventosa nube sarebbe ubicato nella parte meridionale tra S. Angelo e i Maronti. Questa nube vulcanica molto densa è sovrascorsa da una morfologia accidentata per le vicende che avevano in precedenza interessato l’isola, riempendo la depressione della caldera per spessori anche di alcune centinaia di metri. Materiali vulcanici emessi durante questa eruzione e prossimi ai centri di emissione si rivelano a Monte Barano, a Punta S. Pancrazio, ai Maronti. Si ha poi un intervallo di quiescenza. L’attività riprende tra 40.000 e 33.000 anni fa, concentrandosi nella parte sud occidentale dell’isola. I prodotti di un  centro eruttivo localizzato in mare affiorano lungo la costa da S. Angelo a Forio. Questi prodotti rappresentano i tufi di Citara. Nello stesso tempo nella parte settentrionale, invasa dal mare, forse anche per processi di subsidenza connessi ad attività vulcanica (bradisismo), si ha deposizione di prodotti vulcanici smantellati dagli apparati affioranti dal mare e prodotti provenienti da altri centri eruttivi vicini, sul continente. In questo periodo, lungo la costa tirrenica, si verifica la più grossa eruzione esplosiva mai registrata nell’area, eruzione nota come ignimbrite campana o tufo grigio il cui centro eruttivo viene localizzato nei Campi Flegrei (circa 35.000 anni fa). Da quest’area si diparte una nube vulcanica che avanza su tutta la regione con un fronte di circa 400 metri di altezza; la quantità di materiale eruttato è enorme. Segue ancora una fase di riposo fino a circa 28.000 anni fa. A quest’epoca inizia un nuovo ciclo che dura fino a 15.000 anni fa. In questo intervallo l’attività vulcanica si concentra nella parte sud occidentale dell’isola con la formazione di numerosi centri eruttivi di Scarrupo, Panza, Pilato, Cava Pelara, Campotese, parte dei quali sono poi sprofondati in mare, e nel settore sud orientale dove i fenomeni vulcanici sono risultati molto più vistosi, accompagnati da un ribassamento dell’area lungo una frattura diretta NE-SO che separa alcuni centri sull’isola con il grosso centro sottomarino della Secca d’Ischia. I prodotti emessi dalle numerose bocche eruttive ricoprono una vasta area nella zona orientale dell’isola. Questi prodotti sono pozzolane e sono indicati come Formazione di Piano Liguori. Infine anche la parte centrale si mette in movimento: lo strato di tufo verde e rocce sovrastanti si sollevano. Questo fenomeno viene interpretato come la risalita di una massa magmatica fusa in un condotto, la quale si arresta in orizzonti rocciosi ad alcuni chilometri di profondità. La risalita del magma piega gli strati di tufo sovrastanti fino alla loro rottura che si manifesta ai  bordi di un blocco che si solleva come un tappo spinto da un pistone» (da Ischia, Storia di un’isola vulcanica di G. Luongo, E. Cubellis, F. Obrizzo, 1987). <<<

    Formiche di Vivara. Secca nel canale tra l’isolotto di Vivara e Ischia, costituita dai resti di un edificio vulcanico in parte smembrato. <<<

    Formichelle (o Foranicole). Gruppo di piccoli scogli di fronte alla Punta Cornacchia.

    Fornello (Bagno di). Bagno termale presso l’attuale porto d’Ischia, così chiamato perché l’acqua sgorgava da un luogo simile ad un forno. Citato da Giovanni Elisio, medico napoletano, e da Andrea Baccio, secondo il quale a questo e all’altro di Fontana, nelle vicinanze, fanno riferimento già Strabone e Plinio, quando parlano di acque in Ischia che guariscono coloro che sono affetti di mal di pietra e di renella. <<<

    Fortino (Batteria). Presidio in genere in muratura, costruito a difesa delle coste all’inizio del secolo XIX, durante l’occupazione francese, munito di cannone di ferro e con truppa regolare. Lungo il litorale dell’isola ne furono costruiti a San Pietro (Ischia), al Castiglione, a ponente della Punta di Perrone, a Lacco (ad occidente della spiaggia del Pozzillo), a San Montano, a Montevico, alla spiaggia Sciavica (Forio), al Soccorso, a Citara, a Sant’Angelo e ai Maronti. <<<

    Forze endogene. Espressione di uso comune per indicare il vapore acqueo e le acque termali del sottosuolo suscettibili di utilizzazione diretta e indiretta per ricavarne energia. Ad Ischia le ricerche furono iniziate nel 1939 e si erano protratte fino al settembre 1943, quando i lavori furono interrotti a causa degli eventi bellici. In questo periodo era stata eseguita una campagna sistematica di trivellazioni da poche decine di metri fino a 200 con prove di erogazione e misure varie. Le ricerche miranti al ritrovamento di vapore furono condotte contemporaneamente a quelle dirette ad accertare i quantitativi di acqua calda necessari ad impianti particolari. Durante questa prima fase di lavoro si ebbero erogazioni talvolta spontanee di miscugli di acqua e vapore a basso titolo proveniente dall’ebollizione parziale delle acque termali sotterranee. Queste furono interpretate come prodotto del mescolamento di fluidi di origine più profonda con acque esogene costituenti falde idriche relativamente superficiali, più o meno in comunicazione con il mare. Le erogazioni avevano talora carattere esplosivo, più spesso si ebbero produzioni continuative anche per più di un anno. Per giungere ad una utilizzazione, sia pure provvisoria, dell’energia termica resasi disponibile con le perforazioni, si installarono a Citara e a S. Angelo due piccoli impianti termoelettrici in uno dei quali di circa 300KW l’acqua termale era utilizzata per provocare l’ebollizione di un fluido motore intermedio cloruro d’etile il cui punto di ebollizione è a 18°C e a 64° raggiunge una pressione di 5,5 At. Questo era il primo impianto che si concepiva al mondo. Dopo la guerra si ripresero le perforazioni in località Cuotto (fino a 385 m), in località Casa Giacobbe (profondità 880 m), in località Casa Castaldi alle pendici di Montecorvo (1100 m) e alle Fumarole (1150 m). Altri pozzi a modesta profondità furono scavati a Citara aventi lo scopo di mettere in azione la Centrale esistente (Beniamino Santi). <<<

    Fosse della neve. Profonde buche scavate sulle pendici dell’Epomeo, e soprattutto nella zona detta Falanga, in cui si conservava la neve o la grandine caduta durante l’inverno: un metodo abbastanza diffuso nell’Italia meridionale, per assicurarsi un po’ di rinfresco in estate. La raccolta e la vendita della neve costituivano anche una notevole risorsa economica, spesso regolata da specifici appalti pubblici. <<<

    Fra Paolino Zabatta. Nato a Casamicciola, fu colto, gioviale, dedito a opere sociali. Frate dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi. Ne parla il D’Aloisio ne L’Infermo istruito (1757: «è in questa Congregazione il tirocinio della santità di vita del nostro venerabile paesano  Paolino Zabatta». Passò di vita a Napoli nel 1654 in odore di santità. Nel 1699, in occasione dell’inizio del processo canonico, venne stampata una vita del servo di Dio, di cui però oggi non si dispone di alcuna copia e scarne sono le notizie sulla sua figura. <<<

    Francobolli. Due emissioni filateliche hanno riprodotto vedute dell’isola d’Ischia. Il 21 maggio 1976, nella “Serie Turistica” il valore da 150 lire riportava una veduta pittorica di Forio con il Torrione e il Soccorso in evidenza. Era la prima volta che uno squarcio paesaggistico isolano compariva sui piccoli, ma efficacissimi, manifesti di grande valenza pubblicistica. Il 22 settembre 1980 nella  serie “Castelli d’Italia”, destinata a sostituire quella detta “Siracusana” o “Italia turrita” il valore da 100 lire riproduceva il Castello aragonese.

    Frassitelli. Località montuosa alle falde dell’Epomeo. Un magnifico belvedere sul territorio isolano. <<<

    Frontone, Marco Cornelio (m. 170 ca d. C.). Retore e scrittore latino, maestro di Marco Aurelio, citato nelle descrizioni isclane per la sua risposta al quesito postogli dal futuro imperatore in merito al famoso “Tondo” (piccola isola all’interno del lago-porto d’Ischia).

    Frontone. Secca a ponente di S. Angelo, considerata il probabile avanzo di un cratere, secondo uno studio di L. Miraglia (Riv. Fis., Mat., Sc. Nat., v. 16/1961). <<<

    Fucarazzi di Sant’Antuono. Uno degli aspetti del folclore isolano, cioè il falò in onore di S. Antonio Abate (Sant’Antuono), protettore degli animali, acceso la vigilia (16 gennaio) della festa del Santo, con fascine e altro materiale raccolto in giro e accatastato in piazza o nel cortile della chiesa. Ancora oggi la tradizione si perpetua in alcune località isolane; nel Comune d’Ischia una contrada prende nome dalla chiesa dedicata al Santo: S. Antuono.

    Fumarola. Emissione di gas e vapori da una bocca vulcanica o da una spaccatura del terreno in zona vulcanica. Note le fumarole di Montecito, Montecorvo, Citara, Selva Massara, Cava Petrella. <<<

    Fundera. Centro abitativo al confine tra Lacco e Casamicciola Terme, dove è ubicata la chiesa di Maria SS. Annunziata già sede parrocchiale, poi trasferita nella chiesa della Madonna delle Grazie. Verso il mare, nei pressi dell’attuale eliporto, una piccola spiaggia era nota un tempo col nome di Marina delle Legna, dove secondo gli antichi sgorgava l’apprezzato Bagno di Mezzavia. La spiaggia era anche una delle arene medicamentose.

    Fungo.  Caratteristico scoglio a forma di fungo che si trova nel mare di Lacco  Ameno, a pochi metri dalla costa, e che costituisce il simbolo del paese e del suo paesaggio. Molte e bizzarre le favole inventate da poeti e scrittori per spiegarne la sua origine ed il suo significato. Detto anche Triglia, Treglia, Pietra Grossa, Pietra del Lacco. <<<

    Funiciello, Vincenzo (Ischia 1905-1987). Artista ischitano il cui segno distintivo è «un vivacissimo ed espressivo splendore dei colori nei suoi dipinti, attraverso il quale egli è capace di trasformare i semplici motivi in tratti graziosi ed indimenticabili. A questo si aggiunge un armonico accordo di colori chiari e scuri, un affascinante contrasto tra la delicata trasparenza del cielo ed il pesante e forte tratto di spatola usato per dipingere le rocce e i muri. In modo assolutamente speciale il pittore dimostra la sua arte nei quadretti piccoli dove egli in uno spazio ristretto fa nascere un mondo piccolo vivo e pieno stabilendo nello stesso tempo una convincente illusione di spaziosità. Funiciello è appena all’inizio della sua carriera e già si è guadagnato il titolo di “maestro”. Gli è toccata una rara fortuna, quella di essere riconosciuto precocemente come artista ed aver sentito l’eco entusiasta della sua arte, nonostante egli conduca una vita ritirata. Insensibile alle lodi e al successo, l’artista persiste instancabilmenle nello studio di antichi maestri e della sua grande insegnante: la natura» (Adamczyk Aiello Alina).<<<

    Funivia. La realizzazione di una funivia per raggiungere la vetta dell’Epomeo fu molto discussa e quasi avviata negli anni 1950/60, in partenza ora da Lacco Ameno, ora da Casamicciola, ora da Ischia Porto, ma il progetto fu poi abbandonato.

    Fuoco. Termine con il quale anticamente si indicavano i nuclei familiari. Difatti le tasse, come si legge nei documenti, erano stabilite per fuochi. In un testo del 1737 si legge: «Tutti gli abitanti dell’isola ascendono a 24.500. La tassa dei fuochi è di 1307».

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