Isola d'Ischia
- Piccolo dizionario storico topografico biografico

(voci tratte dal libro "Isola d'Ischia - tremila voci titoli immagini" di Raffaele Castagna, edito da La Rassegna d'Ischia)


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Cabinovia
Caccavelli
Caccia alla volpe (Film1966)
CAFI
Cala
Cala-cala
Calavasia
Calcide (ed Eretria)
Calimera
Calise Aniello
Calise Cesare
Calise Francesco
Calise Salvatore
Calise Tommaso
Calise Ugo
Calitto
Calza Bini Alberto
Camerate
Campagnano
Campane a martello
(Film1949)
Campotese
Canale
Canestrini, Edoardo
Cannucciata
Cantiere navale
Cantina sociale Isolaverde
Cantine Antonio Mazzella
Capece Scipione
Capece Simeone
Capercia
Capitello
Capizzo.
Capote Truman
Cappella Regine
Cappuccina
Capuano Giuseppe
Capuano Giuseppe
Capuano Luigi
Caracciolo Giovanni
Carboneria
Carcaterra Giovanni Onorato
CAREMAR
Carlo V
Carlo VIII
Carmelitani
Carnevale di Lacco
Carosella
Carrozzelle
Carrubbio
Cartaro, Mario
Cartaromana
Cartografia
Carus Carl Gustav
Caruso Domenico
Caruso, Gaetano
Casa (o ca’)
Casa Purgatorio
Casale
Casamicciola (caos)
Casamicciola (comune)
Casciaro Giuseppe
Case di pietra
Casina Reale
Castagna
Antonio
Castagna Luigi

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    Cabinovia. Impianto realizzato nel 1957 che congiungeva la strada panoramica nelle vicinanze del porto d’Ischia alla suggestiva zona del Montagnone. Venne poi smantellata, quando fu costruita la strada di circumvallazione.

     Caccavelli. Collina (Forio) che la pubblica via Lacco-Forio separa da Zaro; termina con un alto e tronco cono detto Marecoco. Il nome ricorda anche una eruzione vulcanica; «... eruzioni di una data recentissima in confronto di tutte le altre sono quelle venute fuori dalle radici dell’Epopeo: una nel luogo ora detto le Caccavelle, fra Lacco e Forino, e cioè fra Settentrione e Occidente. (...) Da questa eruttazione, portandosi la lava dentro mare, ebbe origine il capo di Zara e del Caruso, per cui restò separata la spiaggia di S. Montano dall’altra di Forino, che prima ne dovevano formare una sola» (Andria). <<<

     Caccia alla volpe (Film del 1966, Italia - Altri titoli: After the fox, Le renard s’évade à 3 heures, Un fameux renard). Regia: Vittorio De Sica. Attori: Peter Sellers, Britt Ekland, Victor Mature, Akim Tamiroff, Paolo Stoppa, Tino Buazzelli, Maria Grazia Buccella, Martin Balsam, Lando Buzzanca, Vittorio De Sica, Timothy Bateson, Lydia Brazzi, Carlo Croccolo, Salvatore De Leone, Roberto De Simone, Maurice Denham, Giustino Durano, Enzo Fiermonte, Mac Rooney, Gino Mattera, Tiberio Murgia, Nino Musco, Carlo Pisacane, Pier Luigi Pizzi, Mimmo Poli, Marcella Rovena, Angelo Spaggiari, Franco Sportelli, Daniele Vargas, Nino Vingelli. Trama: Al Cairo è stato rubato un ingente quantitativo d’oro e l’Interpol pensa di poterlo recuperare controllando l’unica persona che per esperienza ed astuzia può interessarsi al modo di introdurre in Italia i lingotti d’oro, detta “La Volpe”. Costui, che in carcere ha ricevuto l’incarico dall’organizzatore del colpo di trasferire l’oro, quando viene a sapere che la sorella Gina alla quale è molto attaccato non sta conducendo una vita virtuosa decide di evadere e si reca a Roma. Ma Gina sta semplicemente partecipando alle riprese di un film ed il fratello ne approfitta per impadronirsi del materiale di ripresa ed organizzarsi per lo sbarco dell’oro. Recatosi a Sevalio (S. Angelo d’Ischia), un modesto villaggio di pescatori, si spaccia per il regista Fabrizi, ottiene la partecipazione del divo non più giovane Tony Powell, si garantisce l’appoggio dell’appuntato che funge da forza pubblica nel paese e inizia le riprese di un caotico film comprendente la scena dello sbarco dell’oro del Cairo. Ma l’Interpol chiude la morsa proprio a Sevalio, per cui tutti i partecipanti al film finiscono in tribunale e La Volpe ritorna in carcere salvo per rievaderne in primavera (da cinematografo.it) -  Sul periodico locale Cronache dei due golfi (n. 7/1965) si legge: «La piazzetta del caratteristico villaggio di Sant’Angelo è in questi giorni animatissima. Vi si gira, difatti, la maggior parte delle riprese esterne del film “Caccia alla volpe” (il titolo è metaforico) prodotto dalla Montoro Cinematografica per la regia di Vittorio De Sica. Ad un passo dal mare sono sorti, come d’incanto, la chiesetta ed il municipio di un immaginario paese: Sevalio». <<<

     CAFI. Sigla del Consorzio Acquedotto e Fognature Isola d’Ischia, creato dopo la soppressione dell’EVI.

     Cala. Insenatura poco profonda adatta per l’approdo e l’ormeggio di piccole navi. c. di Costanza fra le punte Cornacchia e Spaccarello al Nord-Ovest; c. di Panza fra la punta della Cima ed il Capo Negro al Sud-Ovest, nella quale scaturiscono i bagni di Soliceto; c. del Rosso fra la punta del Chiarito e la marina di Sant’Angelo al Sud. <<<

     Cala-cala. Espressione riferita allo scambio in natura tra contadini e pescatori che avveniva quando le barche passavano sotto il podere alto sul mare: calato il paniere con vino, frutta e verdure varie, si riceveva in cambio pesce fresco. In una serie di racconti di Maria Algranati (Ischia vergine, 1959) si legge: «I pescatori avevano sempre del pesce, ancora vivo, in serbo per il “cala-cala” e lo davano contro un buon fiasco di vino ai contadini isolati nelle loro terre che per certe stradine assurde appena segnate sulla roccia quasi a picco e buone soltanto per loro scendevano dai vigneti fino ai gozzi e pareva incredibile che potessero risalire». <<<

     Calavasia. Cava (detta anche di Basile) nel comune di Barano.

     Calcide (ed Eretria). Città dell’isola di Eubea, dalle quali partirono i primi coloni che si insediarono sull’isola, fondando sulla collina di Monte Vico la città di Pithecusa, prima colonia greca dell’Occidente, come disse lo storico romano Tito Livio. Calcidesi ed Eretriesi l’abitarono unitamente, ma, sorta discordia tra loro, i primi la lasciarono, ed in seguito furono costretti ad abbandonarla anche gli altri, perché spaventati da eruzioni e terremoti. <<<
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     Calimera. Contrada nel comune di Serrara Fontana, abitata fin dal III secolo a. C. al quale risalgono reperti di ceramica campana di colore nero lucente, metallico.

     Calise, Aniello. Medico e poeta, nativo di Lacco Ameno. Negli anni 1920 e 1930 fu medico condotto in provincia di Campobasso. Fin da piccolo aveva dimostrato una particolare sensibilità verso la poesia e la musica, passione quest’ultima che trasmise al figlio Ugo che diventerà un celebre cantante. Declamava tutte le sue poesie a memoria, di cui pubblicò un volume intitolato Canti conviviali e nuziali. Era persona molto generosa e curava gratuitamente i malati indigenti. Fu insignito di Medaglia d’Oro al Valore Professionale. <<<

     Calise, Cesare (Forio 1560/70-1636/41). Pittore della cui vita si hanno scarne notizie. Presente con sue opere in varie chiese dell’isola d’Ischia ed in qualcuna di Napoli, anche se molte risultano corrose dal tempo o smarrite. Egli soleva firmarsi con l’espressione latina: Caesar Calensis pinxit a. d. Un suo profilo artistico è stato fatto dal prof. Giuseppe Alparone, critico d’arte. <<<

     Calise, Francesco (Casamicciola 1903-1974). Titolare della famosa “Pasticceria Calise” di Casamicciola. Fu più volte consigliere comunale e assessore al commercio dal 1964 al 1970. Estese poi anche ad Ischia la sua attività. <<<

     Calise, Salvatore. Personaggio cui è intestato il campo sportivo di Forio, detto inizialmente “Ischiaterme” in omaggio alla società alberghiera di A. Rizzoli che ne assicurò la realizzazione negli anni 1950 con il suo contributo economico. Salvatore Calise, conosciuto anche come “Pummarola”, fu sempre un grande animatore sportivo, organizzando gare e tornei nell’ambito locale e isolano. <<<

     Calise, Tommaso (Lacco Ameno 1909-Roma 1964). Generale di Divisione. In tenera età si trasferì con la famiglia a Taranto, dove il padre, maresciallo, prestava servizio nella Marina Militare. Dopo i primi studi, nel 1929 entrò nell’Accademia di Fanteria e Cavalleria di Modena. Il 22 gennaio 1941, al comando della Divisione corazzata Ariete, partì per l’Africa settentrionale italiana. Sui campi di battaglia fu combattente eroico, trascinatore di missioni, meritando varie decorazioni, tra cui la Croce di ferro germanica di II classe, che però lui calpestò e buttò via quando ci fu l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Il 7 maggio 1942 il re Vittorio Emanuele III gli conferì l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia. Durante le Olimpiadi di Roma, nel 1960, tenne il comando del Raggruppamento Militare. Il comune di Lacco Ameno ha deliberato di intitolargli una strada. <<<

     Calise, Ugo. Nato nel 1921 ad Oratino in provincia di Campobasso, dove il padre, l’ischitano Aniello, era medico condotto. Compositore, autore, arrangiatore, cantante e chitarrista; in gioventù fu anche calciatore della squadra dell’Ischia. A Napoli a metà degli anni 1940 incominciò a cantare i classici della canzone napoletana; ad Ischia incontrò Romano Mussolini e insieme ad altri amici costituirono una band che si esibiva a La Conchiglia di Forio. Nel 1953 aprì ad Ischia con l’architetto Sandro Petti il Rangiofellone, che sarà per un decennio il ritrovo notturno più frequentato dal jet-set internazionale in vacanza ad Ischia. Nacquero le canzoni L’ammore mio è... frangese; Non lasciarmi; Na voce, na chitarra e ‘o poco ‘e luna; Chitarra mia napoletana; Nun è peccato. Nel 1954 suonò e cantò a Londra per la regina Elisabetta II, in occasione di un ricevimento offerto dall’Ambasciata Italiana: tra i presenti Laurence Olivier, Vivien Leigh, Anthony Eden, Vittorio De Sica, Peter Ustinov. Nel Rangiofellone debuttò anche il cantante caprese Giuseppe Faiella, che poi diventerà il celebre Peppino Di Capri. Nel 1960 Angelo Rizzoli lo volle al Pignatiello, altro famoso ritrovo di Lacco Ameno. Scrisse anche musiche per film. Si spense il 6 agosto 1994 mentre era in viaggio, in treno, per il suo paese natale, Oratino. <<<

     Calitto. Località tra Forio e Panza. Prende tale denominazione anche un vino che si produce nella zona.

     Calza Bini, Alberto. Architetto, fu incaricato nel 1942 dall’EVI (Ente Valorizzazione dell’isola d’Ischia) della redazione del Piano paesistico e di zonizzazione dell’intero territorio isolano, che risultava già posto sotto tutela col decreto di vincolo generale in applicazione della legge n. 1497 del 29.06.1939. Il piano da lui redatto fu approvato con DM 18.02.1943, ma – come si legge in un testo di Ilia Delizia (Ischia, l’identità negata, 1987) – esso «è passato sull’isola come un fantasma di cui si sono ignorate la vera identità e le reali attribuzioni. Rimasto privo di regolamento (mai approvato, non si sa bene se per incuria del Ministero o perché non omologato dai comuni), la Soprintendenza ai Monumenti e il competente Ministero hanno gestito la paesaggistica a propria discrezionalità applicando, in alcuni casi, strettamente gli indici del piano (i cui rapporti variavano da 1/5 a 1/50 tra area coperta e superficie totale nelle zone destinate all’edificabilità), mentre in altri casi li hanno largamente superati, giustificando poi i nulla-osta con rilievi di legittimità e di efficacia». <<<

     Camerate (Camarate). Scogli affioranti a circa 500 metri a ovest-nord-ovest dal molo di ponente di Forio.

     Campagnano. Villaggio del comune d’Ischia, spesso citato quale centro a sé e soggetto di tassazione nei decreti angioini. Punto di riferimento per piacevoli escursioni verso le circostanti colline. Negli ultimi tempi vi è stata ripresa la Sagra della vendemmia. Sulla Carta di Mario Cartaro allegata al De’ Rimedi naturali di G. Iasolino (1588) è indicato con l’espressione Vicus Campagnani.  <<<
                                   
     Campane a martello (Film drammatico-sociale del 1949, Italia). Regia: Luigi Zampa. Attori: Eduardo De Filippo, Gina Lollobrigida, Yvonne Sanson, Carlo Romano, Ernesto Almirante, Salvatore Arcidiacono, Ada Colangeli, Vittoria Febbi, Carlo Giustini, Clelia Matania, Francisco Mazzola, Pasquale Misiano, Carlo Pisacane, Gino Saltamerenda, Agostino Salvietti, Francesco Santoro. - Trama: Agostina è una cameriera, che nell’immediato dopoguerra s’è messa a fare la “signorina”. I suoi risparmi li manda via via al parroco del suo paese, perché glieli conservi. Partiti gli alleati, Agostina si reca al paese, per ritirare i suoi denari. Ma qui l’attende una sgradevole sorpresa. Il vecchio parroco è morto e il nuovo, Don Andrea, non sapendo in un primo tempo a quale uso è destinata quella somma, se n’è valso per creare un orfanotrofio. Ora i denari sono spesi e Don Andrea invoca ulteriori soccorsi. Quando apprende la vera origine dei risparmi di Agostina, Don Andrea, ammalato di cuore, per poco non resta fulminato. Per restituire almeno in parte il denaro, immagina uno stratagemma. Fa suonare le campane e alla popolazione accorsa dichiara che non ha più i mezzi per provvedere alle orfanelle. Ha chiesto invano al sindaco di destinare all’ospizio i denari raccolti per erigere un monumento. Ora è costretto a chiudere l’ospizio ed affida le orfanelle alla popolazione. Le bambine piangenti passano la notte sui gradini del sagrato; ma il sindaco di fronte alle proteste della popolazione manda i denari al parroco, che vuol consegnarli ad Agostina. Ma questa vi rinuncia, e Don Andrea, per le varie emozioni, muore (da cinematografo.it). Ben individuabili i vari luoghi dell’isola. <<<

     Campotese. Piana circondata da masse boscose nel territorio di Forio, forse cratere di antico vulcano; era una riserva di caccia dei reali aragonesi, per la presenza di fagiani e lepri. Il nome potrebbe essere una corruzione di Campo del Marchese (del Vasto). <<<

     Canale. Piccola valle al confine tra Lacco e Forio, limitata a Nord da Caccavelli e Marecoco e a Sud dalla collina di Mezzavia. Vi abbondavano gli ulivi. <<<

     Canestrini, Edoardo. Artista ischitano, scomparso nel 1981. Impegnato nella pittura, nel restauro e nel teatro scritto, interpretato e diretto. Fondò insieme con altri appassionati la Filodrammatica Don Bosco. «Ha creato storie e personaggi e, quando li potevs rappresentare con la propria interpretazione, di fronte al pubblico di Ischia, solo allora avvertiva intensamente quanto valesse vivere e battersi per il piacere di fare teatro» (Antonio Lubrano). Per quanto riguarda la sua pittura, Gianni Vuoso vede nella semplicità e serietà le tendenze principali: «La semplicità di due galli che s’azzuffano, o quella di un gruppo di pescatori al lavoro, o quella di una spiaggia d’Ischia. La serietà che si tramuta in patetica commozione in una carrozza, o in un cavallo stanco e macilento. A volte non manca l’estro, che è libertà di vivere, simbolo di una molteplicità di passioni». <<<

     Cannucciata. Tipo di rete a doppio strato di maglie (stretto quello inferiore, molto largo il superiore) la quale è tenuta distesa sulla superficie dell’acqua da canne disposte a regolare distanza tra loro; i pesci, impediti da una rete, saltano per superarla, ma si ritrovano impigliati nell’altra tenuta a galla dalle canne.

     Cantiere navale. Sull’arenile destro del porto d’Ischia il cantiere navale fu impiantato dall’ingegnere Ugo  Borsò, con autorizzazione ministeriale comunicata dalla Capitaneria del Porto di Napoli il 17 gennaio 1917. <<<

     Cantina sociale Isolaverde. Fondata nel 1960 ad opera di viticultori di Ischia e Barano, riuniti in cooperativa, allo scopo di proporre la vinificazione in comune in apposito stabilimento delle uve conferite dai soci, la vendita in comune dei prodotti e sottoprodotti, ogni altra attività nell’interesse dei soci ai fini della più economica e migliore produzione viticola dei loro fondi. Consiglio di amministrazione: prof. Vincenzo Cenatiempo (presidente), Gabriele Trani (vice presidente); Raffaele Migliaccio, Raffaele Rosiello, F. Paolo Scotti, G. Giuseppe Scotti, Vincenzo Buono, Vincenzo Mancusi, Tommaso Trani, Antonio Marcellino, Carmine Buono (membri). Dopo alcuni anni di positivi e soddisfacenti risultati, l’iniziativa si avviò verso una graduale fase di decadenza. <<<

     Cantine Antonio Mazzella. Casa vinicola nata negli anni 1940 con il nome di Cantinella ad opera di Nicola Mazzella, sulla collina di Campagnano. Poi la gestione passò al figlio Antonio. La valorizzazione dei vitigni autoctoni, la cura delle vigne dell’ampio arco che da Cartaromana culmina a San Pancrazio, il rispetto di antiche tradizioni e l’attenzione alle nuove tendenze sono i punti di forza di questa azienda. I suoi prodotti principali sono i doc: Ischia Bianco, Ischia Rosso, Per’ ‘e palumme, Biancolella, Forastera, Biancolella Vigna del Lume, Vigna di Levante (da Il Golfo). <<<

     Capece, Scipione (Napoli 1485 c.-1551). Umanista, componente dell’Accademia Pontaniana, era legato di affettuosa amicizia coi maggiori letterati napoletani. Fra i suoi scritti un poemetto in versi latini dedicato a Vittoria Colonna, dimorante sul Castello d’Ischia (Inarime - Ad Illustrissimam Victoriam Columniam), in cui alla celebrazione della poetessa si unisce quella dell’isola che la ospita: Inarime. <<<

     Capece, Simeone. Personaggio “non meno di sangue che di virtù e costumi gentilissimo” (Iasolino), citato nella letteratura termale, per una prodigiosa guarigione ottenuta con l’acque termali. Era stato ferito in una rissa tra gentiluomini e un pezzo della spada rotta gli era rimasto ascoso nel petto, evidenziato e venuto fuori grazie all’uso dell’acqua termale.

     Capercia. Contrada in Forio, a ponente di Zaro, lungo la strada che conduce alla spiaggia di San Francesco di Paola. <<<

     Capitello. Contrada in Lacco Ameno e piazza che è anche detta Piazza Salvatore Girardi; vi si vedeva anni addietro un faro su un masso di tufo.

     Capizzo. Collina in Forio che si affaccia sulla baia di Citara.

     Capote, Truman (1924-1984). Scrittore statunitense che era solito frequentare l’isola e soprattutto Forio, dove dimorò dal marzo al giugno del 1950 e di questo soggiorno scrisse un reportage pubblicato sul settimanale L’Europeo (n. 245 del 2 luglio 1950); «scritta in chiave surrealistica, questa corrispondenza fa rivivere quasi per magia l’atmosfera della Ischia di allora ed è fra le cose migliori che siano state scritte sull’isola. Il suo autore si colloca in quella grande tradizione anglosassone di scrittori e viaggiatori che dopo una permanenza in Italia hanno scritto i loro ricordi» (M. Longobardo). In Colore locale Capote parla del Bar Internazionale e di Maria la proprietaria. <<<

     Cappella Regine. Un prezioso gioiello nel tessuto urbano di Forio, del tutto scomparso, dopo che l’edificio fu adibito per qualche tempo come caserma della Guardia di Finanza. Il Volpicella la definisce «di tanta e sì ricca eleganza che assai bene starebbe unita al palagio di alcuni dei più magnifici signori che si sapesse nel Reame». <<<

     Cappuccina. Tipo di sepoltura che prende nome dal modo di disporre tegoli ed èmbrici a copertura del tumulo, riservato generalmente agli adulti, come evidenziato nei vari scavi archeologici.

     Capuano, Giuseppe. Pittore foriano del sec. XVIII, del quale si hanno scarsissime notizie. Lo si trova citato come autore della tela della SS.ma Trinità e Santi in S. Maria di Loreto. <<<

     Capuano, Giuseppe (Forio 1809-1875). Medico, fu direttore della Clinica Ostetrica dell’Università di Napoli. Ostetrico della Casa Reale di Savoia. Assistette la regina Margherita nel parto di Vittorio Emanuele III (1869).  Pubblicò vari lavori scientifici che gli procurarono grande fama. A lui è intitolata la strada già detta di Cavallara, che congiunge Lacco a Forio.

     Capuano, Luigi (Forio 1886-1966). Parroco di Forio e insegnante di lettere, fu tra i pionieri della cultura isolana, grande appassionato degli studi classici. A Forio fondò la Scuola Media parificata “Casa Giuseppina” e ne assunse anche la presidenza Fu rettore della Basilica di S. Maria di Loreto dal1936 al 1948 e nel 1937 promosse la seconda incoronazione della Vergine Lauretana. <<<

     Caracciolo, Giovanni. Governatore della rocca del Castello. Essendo questa rimasta senza difese ed assediata da truppe di gran lunga superiori alle sue, il Caracciolo ne fece esplodere la polveriera, preferendo morire bruciato in una torre piuttosto che arrendersi e cadere nelle mani dei nemici. Questo eroico evento posto dal Capaccio nel 1328 è da altri diversamente datato: De Rivaz Chevalley lo riferisce al 1228, al tempo delle lotte tra Federico II e Ottone IV; il d’Ascia lo riporta al tempo della lotta con i baroni nel 1420/23.

     Carboneria. Società segreta attiva in Italia all’inizio del sec. XIX, la quale si diffuse sull’isola d’Ischia ad opera soprattutto di sacerdoti che avvertivano il perpetuarsi delle ingiustizie sociali in contrasto con gli insegnamenti evangelici. Le sedi erano chiamate Vendite e avevano nomi vari: Gloria Nascente a Ischia; Vendita di Monte Epomeo a Casamicciola; Ambizione calpestata a Lacco Ameno; Figlia di Tifeo a Forio. <<<

     Carcaterra, Giovanni Onorato (Forio 1871–Grumo Nevano 1940). Fu custode di Terra Santa a Gerusalemme, una delle più importanti cariche della Chiesa nel Medio Oriente, e poi vescovo di Ipso nella Frigia. Onorato fu il nome che assunse in religione, quando fu attratto da S. Francesco ed indossò il saio dei Minori Osservanti. Studiò varie lingue: francese, inglese, spagnolo, arabo ed ebraico; nel 1898 conseguì a Roma la laurea in Sacra Teologia, che insegnò poi presso il Seminario serafico della Custodia in Terra Santa. Negli ultimi anni di vita si ritirò nel Convento di Grumo Nevano, dove morì a 69 anni. Era ritornato ad Ischia nel 1934, in occasione del secondo centenario della morte di S. G. Giuseppe della Croce. Ultimamente le sue spoglie sono state traslate a Forio nel Convento dei Francescani. <<<

     CAREMAR. Società istituita con la legge n. 169 del 19.5.1975 concernente il riordinamento dei servizi marittimi postali e commerciali di carattere locale, prendendo il posto della SPAN (v.) che aveva assicurato per oltre 50 anni i collegamenti nel golfo di Napoli. Ha unito al trasporto con motonavi quello veloce con aliscafi. <<<

     Carlo V (1500-1558). Re di Spagna col nome di Carlo I. Imperatore germanico, sconfisse i Francesi nella battaglia di Pavia (1525), anche grazie al valore militare di F. d’Avalos, marito di Vittoria Colonna. Fu più volte al Castello d’Ischia per far visita alla governatrice Costanza d’Avalos e alla poetessa, con la quale intrattenne un cordiale epistolario. A favore dell’isola confermò con bolla imperiale del 26 febbraio 1533 i privilegi che già avevano concesso i re aragonesi, come Alfonso I (1431-33), Ferdinando I (1458), Alfonso II (1495). <<<

     Carlo VIII. Re di Francia (1483-1498), volle far valere i diritti che gli ultimi principi di casa d’Angiò avevano trasmesso alla sua famiglia e intraprese le guerre d’Italia. S’impadronì facilmente del regno di Napoli, ma non riuscì mai a conquistare l’isola d’Ischia, egregiamente difesa da d’Avalos, come cantò anche Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso: «Vedete Carlo ottavo, che ... tutto il regno prende, ... fuorché lo scoglio ch’a Tifeo si stende su le braccia, sul petto e sulla pancia, che del buon sangue d’Avalo al contrasto, la virtù trova d’Inico del Vasto». <<<

     Carmelitani. Frati che avevano un convento dove attualmente sono il municipio e il Santuario di S. Restituta; soppresso nel 1809, il monastero fu ripristinato nel 1823 e dato agli Agostiniani.

     Carnevale di Lacco. Manifestazione nata nel 1966 ad opera di un gruppo di giovani, inizialmente presieduto dal prof. Umberto Patalano e poi dal Principe Innocenzio Pignatelli, e portata avanti soprattutto da Franco Taliercio e Francesco De Luise. Si svolgeva principalmente mediante la sfilata di carri allegorici lungo via Roma e corso Angelo Rizzoli, con la partecipazione di numeroso pubblico. Nel periodo precedente v’era stata analoga iniziativa ad Ischia con corteo mascherato dal Castello al Porto. <<<

     Carosella. Grano duro, costituito da una spiga turgida su di un gambo dritto e lungo, adatto ad essere lavorato ed intrecciato; si produceva soprattutto nella parte alta dell’isola (Serrara e Fontana). Dopo la falciatura, i gambi erano utilizzati per confezionare cappelli, borse, panieri, cestini, dopo essere stati prima intrecciati in cordoni e “inzulfati” (in un contenitore con zolfo acceso) per dare maggiore chiarore. Tale lavorazione ebbe a Lacco Ameno grande applicazione dopo il terremoto del 1883. Ancora oggi in qualche negozio si possono trovare lavori del genere. <<<

     Carrozzelle. Carrozzelle, come pure carretti e carrette per trasportare merci varie, sono stati per molto tempo i mezzi più usati sulle strade isolane, poi cavalli, muli e asini cominciarono a dar fastidio nel traffico veicolare e pian piano a scomparire, ed oggi in fotografia fanno tanto colore e tradizione. Comparvero le prime motorette e si diffusero sempre più i veicoli a motore, che ora costituiscono parte essenziale della vita e delle esigenze dell’uomo, ma presentano ben più complicati problemi di inquinamento, di parcheggio, di movimento, con negativi riflessi specialmente in prospettiva di vivibilità, più accentuati durante i mesi estivi. <<<

     Carrubbio. Vico nella contrada di Monterone a Forio, poi vicolo San Pietro. Nome riportato dallo storico d’Ascia. <<<

     Cartaro, Mario. Incisore romano che disegnò nel 1586 la carta dell’isola d’Ischia allegata al libro di G. Iasolino, De’ Rimedi naturali che sono nell’isola di Pithecusa, hoggi detta Ischia (1588). Su di essa sono segnate le numerose sorgenti, fumarole, sabbie calde, alture, vigne, spiagge, che sono descritte ampiamente nel testo citato.

     Cartaromana. Lido e zona di fronte al Castello aragonese, da Iasolino chiamata Piaggia Romana (da Plagae Romanae). Un tempo vi sgorgava una pregiata vena di acqua termominerale, detta Bagno degli occhi, ma De Siano dice che già nel 1790 non si distingueva più la sua antica sorgente. Nelle vicinanze si trovava il Ninfario, delizioso giardino di Giovanni Guevara. <<<

     Cartografia. Per l’isola d’Ischia si ha la fortuna di disporre «di un’antica e storicamente stratificata serie cartografica», a partire dalla pianta di Mario Cartaro del 1586 inserita nel De’ Rimedi naturali di Giulio Iasolino. Successivamente è l’olandese Abraham Ortelius ad inserireuna copia della carta dell’isola nei suoi Additamenta del 1590 al Theatrum Orbis Terrarum (1570). L’immagine dell’isola inizia così ad apparire in un circuito editoriale e di mercato internazionale sempre più concretamente. Nel 1620 compare nell’Atlante d’Italia di Giovanni Antonio Magini. Alla fine del XVII secolo si hanno tre immagini dell’isola: di Francesco Massari (Ischia olim Aenaria), di Antonio Bulifon, di Vincenzo Coronelli. Si hanno poi le carte di Blaeu, di Mortier, di Cosmo da Verona (Uno studio organico in merito di Dora Niola Buchner è stato ristampato nel 2000 nelle Edizioni Imagaenaria). <<<

     Carus, Carl Gustav (1789-1869). Pittore tedesco, fu anche medico, botanico, filosofo e scrittore. Nel 1828 con il principe Friedrich di Sassonia venne in Italia, avendo come meta preferita il Golfo di Napoli. Visitarono le isole di Capri e di Ischia. Carus fu molto attratto dalla natura dei luoghi, oltre che dai vari paesaggi.   <<<
 
     Caruso, Domenico. Nacque a Forio, nella plaga di Panza. Giovanissimo, conseguì la laurea in Sacra Teologia e nel Diritto canonico e civile; a 29 anni fu nominato canonico della Cattedrale. Insegnò nel Seminario e nelle scuole parastatali. Morì nel 1944 al di là degli ottanta anni. Tra le sue pubblicazioni un corso di ermeneutica sacra in due volumi (Nozioni generali di ermeneutica sacra, 1896), diversi panegirici e uno studio intorno la casa di San Giovan Giuseppe della Croce. Nel 1934 (2 aprile), in occasione della ricollocazione dell’artistico Crocifisso nella chiesetta di S. Nicola sulla vetta dell’Epomeo, con la presenza del vescovo Mons. Ernesto De Laurentiis, tenne un discorso celebrativo, in cui, ricorrendo anche il giorno della chiusura dell’Anno Santo, volle porre un legame tra i due avvenimenti.

     Caruso, Gaetano (Forio 1843-1896). Sacerdote e francescano, nel cui ordine prese il nome di P. Cherubino Caruso da Forio, si fece missionario e soggiornò per vari anni in Egitto. Nel 1881 fu nominato Commissario generale di Terra Santa a Napoli e successivamente Ministro provinciale della Provincia Osservante di Napoli e Terra di Lavoro. Fu autore di vari scritti a carattere sacro e si adoperò per la costruzione del Convento di S. Francesco al Vomero. <<<

     Casa (o ca’). Parte di toponimo seguita dal cognome di un proprietario con cui si indicava un piccolo gruppo di case rurali, un tempo forse lontano dal centro. Abbiamo così Casa Siano (Casiano), Ca’ Mormile, Casa Mazzella-Montepiccolo, Casa Polito, Casa Di Maio. Molti di essi sono ancora presenti nella toponomastica isolana.

     Casa Purgatorio. Antica Pensione in Casamicciola, verso la località Maio, accanto alla omonima chiesa, «accanto alla Casa Zavota e alla Villa Sauvé, cioè accanto alle case più care e meglio attrezzate, mentre allora La Grande e La Piccola Sentinella erano richieste solo dai viaggiatori con pochi mezzi» (P. Buchner). Ne era proprietario un sacerdote (Morgera) e da essa la veduta fu considerata da un suo ospite (Leopold Orlich) nel 1852 «la più bella che la terra possa offrire ad occhio umano» (P. Buchner – Ospite a Ischia). <<<

     Casale. Nome generico di centri abitati (de casale Moropani, de casale Vico, de casale Furio), di cui troviamo testimonianze soprattutto nei decreti per la tassazione. Così nel 1270 risultano tassati i seguenti casali: Furio (once d’oro 4), San Sozio (3), Mezzavia (3), Linuto (4), Girone (4), Murpano et Eramo (6), Fontana (2), Campagnola (1). Non di tutti questi appellativi si è in grado di individuare il corrispettivo moderno. Peraltro ce ne erano altri qui non menzionati come Casamizula (Casamiczula o Casamiczola), Testaccio, Panza, Serrara.

     Casamicciola (caos). Termine entrato nel parlare comune e nel vocabolario per indicare una situazione di caos e di grande confusione (come “fare un quarantotto”), dopo il terribile terremoto del 28 luglio 1883 che colpì la cittadina isolana. Tipica un’espressione di una commedia di Eduardo de Filippo: “Faccio una casamicciola”. Oggi, allontanatosi nel tempo il ricordo di quell’evento, il lemma comincia a non esser più riportato nei dizionari. <<<

     Casamicciola (comune). Ha una estensione di 5,6 kmq e una popolazione di abitanti 7.835 (maschi 3790, femmine 4045) al 31.12.2003; la sua altitudine raggiunge i 788 metri nei pressi della vetta dell’Epomeo: si estende parte lungo il mare e parte su colline e alture. La sua denominazione è stata mutata in Casamicciola Terme con decreto del Presidente della Repubblica del 14.6.1956 n. 762. Numerose sono le sorgenti termali che hanno sempre costituito la vera ricchezza del paese e che sono state celebrate da vari autori, fra cui quelle del bacino del Gurgitello, di Castiglione, della Rita. Contrade: Bagni, Sentinella, Perrone, Maio. Per quanto concerne l’etimologia, molte sono le supposizioni ed il toponimo è attestato per la prima volta nel 1265 come Casamiczula nei Registri della cancelleria Angioina, specificando il nome del medico di Carlo I d’Angiò, Giovanni da Casamicciola. D’Aloisio, autore di un trattato sulle acque termali, fa derivare invece il toponimo da Casa Nisola, dal nome di una vecchia eritrese, appunto Nisola, guarita dalle acque delle sorgenti locali: infatti nello stemma del Comune è raffigurata la donna che bagna i piedi in un ruscelletto. Sulla collina del Castiglione sorse un villaggio di capanne e il materiale rinvenuto presenta i caratteri tipici della civiltà appenninica (età del bronzo medio - inizi età del ferro). A Casamicciola soggiornarono, tra gli altri, Lamartine, Renan, Ibsen ed anche Garibaldi venne a curare le ferite d’Aspromonte con le acque termali. <<<

     Casciaro, Giuseppe (Napoli 1863-1941). Pittore specializzato nel paesaggio a pastello. Si ispirò molto a Ischia nelle sue opere. Una strada nel comune d’Ischia porta il suo nome.

     Case di pietra. Tipico esempio di architettura rupestre, un vero e proprio museo all’aperto. Scavate entro blocchi di tufo dell’Epomeo, con forme e dimensioni varie, servivano sia come abitazioni rurali che cellai per conservare i prodotti della terra, e specialmente il vino. Sono presenti per lo più nella parte alta dell’isola, intorno al massiccio del monte Epomeo, nella zona tra Serrara Fontana e Forio. Sono sempre state oggetto di studio per ricostruire le vicende storiche dell’isola. Esse testimoniano l’abilità e l’inventiva dei loro artefici. Forse in qualche caso sono servite anche come rifugio in occasione degli assalti pirateschi, cui l’isola era soggetta. <<<

     Casina Reale.  Antico edificio, detto anche Palazzo Reale, di fronte al lago/porto d’Ischia, con annesso boschetto, in posizione eminente, realizzato nel 1735 da Francesco Buonocore (v.), protomedico del Regno di Napoli, per adibirlo a sua residenza estiva.  Divenne anche luogo di accoglienza e di ospitalità per vari illustri personaggi, oltre che di pratica delle cure termali. Alla morte di Francesco (1768), gli subentrò nel possesso il nipote Crescenzo, il quale nel 1783-84 vi ospitò il re Ferdinando IV di Napoli. Nacque da questa visita l’interesse dei Borboni per la costruzione, dotata di una meravigliosa vista dalle sue finestre e terrazze e soprattutto della vicinanza del lago, posto ideale per la pesca. Il casino cominciò ad essere annoverato tra le Reali Delizie. Il definitivo passaggio alla Casa Borbonica dovette avvenire, secondo P. Buchner, nel 1785 o 1786. La Villa fu accresciuta nel 1853 di giardini e viali da Ferdinando II con la direzione dei lavori affidati al cav. Camillo Quaranta e con pianta-disegno degli ingegneri Luigi Oberly e Domenico Milo. L’intervento del re si estese inoltre alla trasformazione del lago in porto (1854). Alla caduta dei Borbone, il palazzo reale diventò proprietà del demanio e per molti anni rimase abbandonato. Nel 1865 si cominciò a pensare ad una nuova destinazione come stazione di cure termali per militari, attuatasi concretamente nel 1877. Negli ultimi anni se ne va auspicando l’acquisizione al patrimonio comunale per farne una struttura pubblica di incontri culturali e di manifestazioni artistiche. <<<

     Castagna, Antonio (Casamicciola 1914-1984). Uomo politico, impegnato dal 1946 nella vita amministrativa di Casamicciola, prima come consigliere e poi come sindaco dal 1953 al 1970. Ha ricoperto la carica di Segretario di Zona della DC per le isole di Ischia e Procida. Eletto nell’Amministrazione Provinciale di Napoli, ne è stato anche assessore alle finanze, al bilancio e alla programmazione. Molto si adoperò per la costruzione dell’Istituto Tecnico Commerciale E. Mattei, di cui fu anche presidente del Consiglio di Amministrazione.

     Castagna, Luigi. Pioniere del cinematografo a Ischia, fondatore nel 1908 del cinema Unione di Ischia Ponte, cui seguirono l’Italia e l’Arena Pineta al Corso Vittoria Colonna. L’attività fu poi seguita dai figli Guido e Antonio, che nel 1960 assunsero anche la gestione dell’Excelsior in società con G. Giuseppe Giusto, e dai nipoti G. Castagna e L. Cesareo (1973).

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