Isola d'Ischia
- Piccolo dizionario storico topografico biografico

(voci tratte dal libro "Isola d'Ischia - tremila voci titoli immagini" di Raffaele Castagna, edito da La Rassegna d'Ischia)


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Baccio, Andrea
Bachmann, Ingeborg              
Badura, Karol    
Bagni (Piazza)
Bagni (terme)       
Bagnitiello
Baiocco, Francesco            
Baiola
Bakunin, Michail Alexandrovitch 
Baldino, Anna    
Balsofiore, Filippo
Balsofiore, Luca
Banco d’Ischia
Banda musicale di Panza
Bande musicali
Bansi, Barbara
Bar Internazionale di Forio 
Baracche
Barano (comune)             
“Barano si fa musica”
Barbaja, Domenico
Barbarossa, Khair al-Din
Bargheer, Eduard  
Barile, Carmine
Barile, Valentino
Barnard, Christian
Basile, Gennaro
Basile, Nino
Basiliani
Bàsolo
Bastia
Battistessa, Pasquale
Beguinot, Corrado
Belli, Andrea
Belliazzi (Terme)
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Buchner, Giorgio
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Buono, Pino
Buonocore, Aniello
Buonocore, Biagio
Buonocore, Francesco
Buonocore, Onofrio
Buonopane
Bursche, Ernst
Buttavento (o Guttaviello)

 

 
    Baccio, Andrea. Medico romano, autore di un’opera in sette libri sulle acque termali di tutto il mondo (De Thermis) pubblicata nel 1571 e successivamente nel 1588, in cui sono presenti  riferimenti all’isola d’Ischia (insula ignifera) e ai suoi bagni, tra cui quelli di Fornello e di Fontana, come alla sabbia calda di Lacco Ameno.

    Bachmann, Ingeborg (Klagenfurt 1926-Roma 1973). Una delle più prestigiose voci della letteratura tedesca. Venne in Italia per la prima volta nel 1952; vi ritornò l’anno successivo e vi restò per molti anni, tranne alcuni soggiorni in città europee, vivendo tra Roma, Napoli e l’isola d’Ischia, ma nel 1965 si trasferì definitivamente a Roma, da cui inizia quel sud di luce, come aveva preconizzato nella lirica Das erstgeboren Land (La terra primigenia), nella quale trovò l’elemento che sarà oggetto del suo culto e soggetto di tante composizioni: il sole, il fuoco, principio vitale e simbolo dell’amore. Riferimenti all’isola d’Ischia sono presenti in alcune sue poesie. <<<

    Badura, Karol (Polonia 1907-Roma 1983). Pittore polacco, visse per 40 anni in Italia, a Roma. Con la moglie Vittoria, anche lei pittrice, era solito frequentare l’isola d’Ischia. Un suo quadro con il Castello aragonese si trova a Cracovia in una casa privata.

    Bagni (Piazza). Agglomerato urbano di Casamicciola, in una piccola conca circondata da colline. Centro termale per eccellenza in virtù di un ricco bacino di sorgenti. <<<

    Bagni (terme). Termine con il quale gli antichi autori indicavano le sorgenti termali, anche se non sempre organizzate in veri e propri stabilimenti con strutture murarie, ma utilizzate nel loro rude e naturale stato: esse prendevano nome o dalle loro caratteristiche o dai luoghi in cui sgorgavano. Di alcuni oggi si conserva appena il nome; a volte il mare, le frane, i movimenti tellurici ne hanno fatto perdere ogni traccia. Bagni diAgnone, le cui acque scaturivano sotto il promontorio dell’Imperatore di Forio, all’incontro del quale si vedevano due scogli dentro il mare, chiamati dal loro colore Ciesco bianco e Ciesco negro.Argentifero e Aurifero: fonti non molto grandi, ma di copiose e abbondanti acque chiare e dolci (facenti parte del bacino del Gurgitello), detti “dell’oro” o “dell’argento”, perché «quando i fonti erano pieni, e ben netti, quelle acque mostravano nella loro superficie un escremento d’oro o d’argento, che faceva una tela sottile, quasi un sottil velo col quale si coprivano le acque in modo che si vedeva tutto il fonte risplendere di purissimo oro o d’argento» (Iasolino, 1588). – Bagnitello: tra Casamicciola e Lacco Ameno ai piedi della collina del Castiglione. - Bagno-fresco v. Cotto. – Capitello: «Nel lito del mare, vicino allo scoglio della Triglia scaturiscono le acque del Capitello» (Iasolino), a Lacco Ameno. – Cappone v. Stomaco. – Citara: «Stanno lontane le acque di questo bagno dal Casale di Forino o Fiorio quasi sette stadi, a mano sinistra, verso il famoso promontorio chiamato volgarmente il Capo dell’Imperatore; e dalla marina un tiro di pietra con la mano» (Iasolino). – Colata o Liscivia, acqua con temperatura di 65 gradi, così detta per le sue qualità saponose adatte per lavare la biancheria. Iasolino scrive: «Fontana di acqua caldissima, la quale usano le donne con la cenere, per lavare e nettare i panni senza aiuto alcuno di fuoco; e abbiamo ancora veduto cuocere le ova nella medesima acqua, e castagne, e i poveri vi fanno diventare molle il pane quando, essendo di molto tempo e diventato troppo duro, non si può mangiare». – Cotto: sorgente non molto lontana dal Gurgitello, alla quale si attribuiva la virtù di guarire le bruciature, donde il suo nome. Iasolino  riporta anche la denominazione delle Cajonche. De Rivaz (1837) la chiama Bagno-fresco, a causa della sua temperatura poco elevata rispetto alle altre acque termali delle vicinanze. Un rivolo che si partiva dal corso principale era detto dell’occhio per le virtù curative nelle malattie degli occhi. – Denti e Gengive: piccolo fonte nelle circostanze del Gurgitello, così chiamato perché giovava grandemente al dolore dei denti e delle gengive scarnate e slargate, riducendole alla loro antica e naturale unità. – Doiano v. Olmitello. – Ferro: fonte nella Valle d’Ombrasco con minera di ferro. De Rivaz (1837) dice che quest’acqua ferrata ai suoi tempi non era più usata. - Fontana e Fornello: accanto al luogo di San Pietro a Pantanello, nei pressi del lago e provenienti dalla radice del monte de’ Fossi; il nome Fornello fu legato al luogo di scaturigine simile al garbo di un forno. - Francesco I: acqua ricavata da un pozzo nel luogo detto Cerriglio nel comune di Forio, mai utilizzata secondo quanto scrive Venanzio Marone per bagno medicinale sino al 1829, ma poi venne analizzata dal Covelli  e si progettò una costruzione per il suo uso da parte dell’Accademia delle Scienze. - Gradone: vicino al monte di Sant’Angelo «la cui acqua copiosamente scaturisce nella suprema parte del lito». - Gurgitello: fra tutti considerato il più eccellente e il più prezioso bagno, «felicissimamente da noi provato et esperimentato», dice Iasolino, per alcune prodigiose guarigioni. Intorno a questo bacino idrotermale sorsero vari stabilimenti. - Mezzavia: detto anche dei legni, nei pressi del bagno del Capitello; nasceva «discosto dal mare, e oggi dì si veggono li vestigi del bagno perso» (Iasolino). - Nitroli (Nitruoli o Nitrodi): fonte che nasce quasi appresso l’ultima parte del ventre del grande Epomeo e scaturisce abbondante da’ sassi. L’acqua è usata anche come bevanda, oggi ancora in attività e frequentata. - Nitroso: piccolo fonte tra i sassi di Carta Romana. - Olmitello: tra il promontorio dei Maronti e S. Angelo, detto anche bagno delle principesse - Piaggia Romana: vicino alla Città d’Ischia, detto volgarmente il “bagno degli occhi a Cartaromana”. In questo luogo v’era il giardino del signor Giovanni Guevara, chiamato Ninfeo o Ninfario. Nei sassi, prima di arrivare al detto giardino, “nell’asprissimo lito”, si vedevano scaturire le acque del bagno. - Pontano: nella villa di Gioviano Pontano, nei pressi della Città d’Ischia. - Rita: a ponente di Casamicciola in fondo ad un burrone facente parte di un antico cratere, questo bagno ha diverse scaturigini ed è detto anche del Rete. De Rivaz scrive che nelle immediate vicinanze vi era un lavatoio pubblico con quattro serbatoi, fortemente danneggiato dal terremoto del 1828. - San Montano: le acque scaturiscono verso la radice del monte di Vico. - Santa Restituta: all’estremità di Lacco Ameno sulle rive del mare, traendo il nome dalla vicinanza della cappella dedicata alla Santa. «Abbondante e copioso bagno, sopra il luogo dell’arenazione» lo dice Iasolino, che aggiunge di aver scoperto anche le mura di un antico bagno. - Sasso: erano due: uno tra i sassi, l’altro presso il lido del mare. Iasolino ritenne di averli individuati in un «luogo di gran sassi ripieno, presso il quale si vede la torre nuovamente fatta dal signor Horazio Tuttavilla, dove ho ritrovato i vestigi degli antichi bagni». Peraltro, essendo occupati dal mare, erano fruibili solo nei giorni di calma. - Sinigalla (o Sinagalla): prende nome dalla valle in cui scorre. Iasolino dice di aver portato a nuova vita questo bagno «ascoso molti anni, perché era coperto sotto terra, per l’impeto di un grandissimo torrente». De Rivaz ne riporta anche la denominazione della sciatica. - Soliceto: vicino al lido del mare sotto il Casale di Panza. - Spelonca o Scrofa: presso la marina di Casamicciola in luogo pieno di sassi, in qualche parte con figura di scrofa, donde il nome; sommerso dal mare - Spenna-pollastro; sorgente con temperatura da 60 a 65 gradi nel mezzo del ruscello della Pera, a breve distanza dalle acque di Bagno-fresco. Il nome deriva dalla facilità con cui era possibile spennare il volatile dopo averlo immerso in detta acqua. - Stomaco: piccolo fonte nelle circostanze del Gurgitello, così detto da Iasolino perché «in beverla, usiamo quest’acqua per fortificare e corroborare lo stomaco». In De Rivaz (1837) il fonte è detto del cappone a causa del suo sapore che somiglia in qualche misura a quello del brodo del cappone. - Succellario: «navigando verso il promontorio di San Pancrazio, prima che vi giungi, ritroverai nel lito un luogo pieno di scogli e di sassi grandi, dove l’acqua Succellaria scaturire copiosamente vedrai» (Iasolino); era anche chiamato bagno della bellezza, per le sue di mantenere giovane la pelle. Fu poi sommerso dal mare. - Tamburo: nella Valle di Negroponte, più su della Valle d’Ombrasco in Casamicciola; sorgente così chiamata, in quanto lo scorrere delle acque è accompagnato da un rumore terribile che pare un suono di tamburi. De Rivaz dice che lo sgorgare delle acque è accompagnato da «una esalazione di aria che si manifesta sotto forma di grosse bolle che producono un rumore particolare, come la fontana del Tamburo sulle rive dell’Allier presso Vayre in Auvergne». <<<

    Bagnitiello. Località tra Ischia e Casamicciola nei pressi della collina del Castiglione. Era così denominato anche un antico bagno ivi esistente, citato da Iasolino ed altri autori.

    Baiocco, Francesco (Ischia). Giovanissimo, partecipò alle operazioni belliche in Spagna, dove fu decorato con la Croce al merito di guerra. Poi fu inviato in Albania e in Russia, con il CISR aggregato al 14° Reggimento Artiglieria di Armata. Qui scomparve nel corso di un cruento combattimento. Una coltre di neve coprì il suo corpo che rimase sepolto per sempre. <<<
   
    Baiola. Contrada di Forio e strada che dall’antica Piazza Cerriglio (oggi Piazza Immacolata) conduce alla via Borbonica.

    Bakunin, Michail Alexandrovitch. Uomo politico russo (1814-1876). Trasferitosi in Italia vi fondò l’Alleanza internazionale della democrazia socialista. Nel 1866-67 soggiornò a Lacco Ameno, ospite della principessa russa Olga Obolenskaia, che aveva fittato parte di Villa Arbusto. Michail organizzava escursioni, concerti e rappresentazioni teatrali, svolgendo il ruolo di colui che negli alberghi svizzeri è detto “maître des plaisirs” e in Francia più prosaicamente “animateur de collectivité”, come si legge in una sua biografia, in cui tale periodo è esposto in un capitolo intitolato “Les délices d’Ischia”, pur aggiungendo che “la dolce vita” d’Ischia non gli impediva di ricevere misteriosi emissari e di continuare a spedire una intensa corrispondenza in tutta l’Europa (M. Grawitz, Bakounine, 2000). <<<

    Baldino, Anna (Barano 1913-1987). Laureatasi in Lettere nel 1937 (si dice che sia stata la prima donna isolana a conseguire tale traguardo), insegnò nel Liceo d’Ischia, sede staccata del Liceo Umberto di Napoli. Nel 1951 divenne preside della Scuola Media Statale d’Ischia “Giovanni Scotti”, adoperandosi costantemente per lo sviluppo e il progresso delle scuole, in un tempo in cui più intensa si faceva la domanda di istruzione in ogni parte dell’isola. <<<

    Balsofiore, Filippo  (Forio 1830-1877). Sacerdote, scrittore e poeta. Una raccolta di sue liriche fu pubblicata nel 1905.

    Balsofiore, Luca (1906-1941). Nato a Forio, fu capitano del Genio Civile e direttore di macchina di silurante, prestando servizio su unità della squadra navale. In un duro combattimento notturno contro gli inglesi, colpito a morte, si disimpegnava ancora nel suo incarico, incurante del pericolo: scomparve poi in mare con la nave “Luca Tarigo” nel Mediterraneo centrale il 16 aprile 1941. Premiato con medaglia d’oro. A Forio gli è dedicata una piazza, oltre che la sezione ANMI. <<<

    Banco d’Ischia. Secca a meno 40 metri, ultimo lembo della piattaforma terrestre, prima delle grandi profondità.

    Banda musicale di Panza. Nata nel 1902 per iniziativa del parroco Leonardo D’Abundo e di don Vincenzo Avallone che la chiamarono “Banda dell’Associazione San Gennaro”; tra i suoi attivi componenti: Luigi e Michele Iacono, i fratelli Impagliazzo (Nicola, Giovanni e Salvatore), Pasquale Battaglia, Pietro Foglia. Nel 1906, grazie al maestro Camillo Saccadi di Castellammare, stabilitosi a Panza, furono avviati alla musica diversi giovani; così il gruppo s’ingrandì e si iniziò a suonare anche negli altri paesi e fuori dell’isola. Gli anni della guerra 1915-18 ne frenarono l’attività e successivamente, pur con molte difficoltà, fu avviata la ripresa grazie soprattutto al can. Gaetano Caruso e al maestro Casilino di Nola. Dal secondo dopoguerra fu riorganizzata come “Banda Aurora” da Giovanni Amitrano, diretta dal prof. D’Amato di Napoli fino al 1950, dal prof. Colella di Forio fino al 1953, dal prof. Schioppa fino al 1960, da Leonardo Impagliazzo e da altri fino ai nostri giorni (Note da un articolo di A. Polito sulla Tribuna Sportiva dell’Isola d’Ischia, n.5/1971). <<<

    Bande musicali. Sempre si sono costituite bande musicali con breve o lunga attività negli anni. La più antica è forse quella di Panza, nata nel 1902. Altre ne troviamo citate: b. di Ischia Ponte del prof. Quadrano, b. di Forio di Giacinto Lavitrano, b. di Forio di Pietro Calise, b. di Serrara di Piccardi, b. di Buonopane di Ferrara, b. di Casamicciola di Moschettino.  b. Città d’Ischia organizzata da Giuseppe Di Meglio, Vincenzo Buono, Vincenzo Scotto Di Minico. Anche a Lacco Ameno se ne creò una, per iniziativa di Angelo Rizzoli, diretta dal maestro Napolitano, negli anni 1950. <<<

    Bansi, Barbara (1773-1863). Pittrice svizzera che venne ad Ischia nel 1805, soggiornando a Casamicciola, sulla collina della Sentinella, per cure termali. In quell’anno visse anche l’amara esperienza del terremoto che, se pur non violento, provocò molto panico nella popolazione e tra i villeggianti. Visitò il Palazzo Reale, la villa del Duca d’Atri, la spiaggia di San Montano, l’Epomeo. Successivamente, durante la permanenza a Napoli sino al 1814, ritornò ancora a Ischia. <<<

    Bar Internazionale di Forio - Vivacissimo ritrovo di pittori, di scrittori e di intellettuali, italiani e stranieri, negli anni 1945/60 al centro di Forio, noto anche per l’amfitrione Maria Senese che si conquistò la simpatia di tutti quei grandi artisti. Le pareti del suo locale erano tappezzate con autografi dei vari personaggi e con pagine di giornali. Molti ne parlarono nei loro scritti, come lo scrittore statunitense Truman Capote (1924-1984): «Ci incontriamo al Caffè di Maria in piazza. Con il sole che scalda e le canne di Maria che frusciano nella brezza, non c’è posto migliore per aspettare il postino». <<<

    Baracche. Dolorosi ricordi degli ultimi terremoti (1881 e 1883) che colpirono violentemente l’isola d’Ischia e soprattutto i centri di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, abitazioni provvisorie che avrebbero dovuto presto essere sostituite dalla prevista ricostruzione, ma rimaste poi a caratterizzare per anni e anni rioni e quartieri, pur nel periodo in cui già si verificava un intenso sviluppo turistico ed edilizio, spesso facendo un palese contrasto con ville o lussuosi alberghi posti di fronte o nelle vicinanze. <<<

    Barano (comune). Si trova a circa 200 metri sul mare e per estensione territoriale è il secondo Comune dell’isola, dopo Forio, con 11,7 kmq; abitanti 9.242 (maschi 4597, femmine 4645) al 31.12.2003. Ha come sbocco al mare la Marina dei Maronti. Sorgenti termali: Nitrodi e Olmitello. Frazioni e contrade: Buonopane, Piedimonte, Testaccio (comune a sé fino al 1873, poi unito a Barano), Chiummano, Piano, Vatoliere, Matarace o Molara, Schiappone, Fiaiano. Famosa danza locale: la ‘Ndrezzata, tipica manifestazione del folclore isolano. Il toponimo “Barano” si riscontra la prima volta nel 1374, nel marmo del vescovo Bartolomeo Bussolaro, in cui è ricordata la fondazione di un ospicium. Più anticamente però si trova “Murpano et Eramo”, in documenti angioni del secolo XIII. Il toponimo “Testaccio”, invece, compare all’inizio del secolo XVI. Questo territorio fu abitato certamente in epoca molto antica. Gli sporadici frammenti fittili ritrovati qua e là risalgono all’VIII secolo a. C. Nel III s. a. C., in località Toccaneto, si sviluppò un villaggio di notevole importanza a giudicare dai ritrovamenti fittili che datano soprattutto dal II s. a. C. al III s. d. C. Un centro di culto molto importante, tra il I s. a. C. e il III s. d. C. è stata la sorgente di Nitrodi, presso Buonopane, dove nel 1757 furono trovati ben undici rilievi votivi, che vanno dal I s. a. C. al III d. C., dedicati ad Apollo e alle ninfe Nitrodi. Durante il Medioevo era nota presso la spiaggia ai piedi della “Scarrupata di Barano”, la sorgente termale di Succellaro, oggi inghiottita dal mare a causa del bradisismo. Sul monte di Testaccio, doveva trovarsi anticamente un piccolo monastero dedicato a San Costanzo, che ha dato nome alla collina. I ruderi dell’antica costruzione sono ancora individuabili in un vigneto. <<<

    “Barano si fa musica”. Manifestazione avviata a Barano nel 1986 a cura dell’Assessorato alla Cultura, con un carnet di appuntamenti musicali sempre più prestigioso negli anni.

    Barbaja, Domenico (Milano 1778-1842). Impresario musicale operante a Milano e a Napoli, aveva fatto costruire a Casamicciola una casa-albergo, dove ospitava artisti e personaggi illustri, situata sulla collina del Belvedere e chiamata Hotel Rostinale e Albergo della Gran Brettagna, come riporta lo storico d’Ascia (1867), citato anche solitamente come Palazzo Barbaja. <<<

    Barbarossa, Khair al-Din (1465-1546). Corsaro che attaccò ferocemente e saccheggiò l’isola d’Ischia nel 1544 (o 1545), sbarcando contemporaneamente in vari punti della costa (Citara, Maronti e S. Angelo) e facendo irruzione nei casali di Forio, Panza, Serrara, Fontana, Barano, Testaccio; trasse con sé circa 4000 abitanti come schiavi e lasciò l’isola devastata e sconvolta in molta parte del suo territorio. <<<

    Bargheer, Eduard (1901-1979). Pittore tedesco. Nel 1925 vinse una borsa di studio per un viaggio in Italia e ne restò affascinato. Nel 1935 giunse per la prima volta a Ischia e si stabilì a Sant’Angelo, dove entrò in amicizia con il connazionale Werner Gilles. Nel 1939 si trasferì a Forio dove prese a dipingere soprattutto pescatori e contadini, e se ne distaccò soltanto in occasione di sue mostre in Italia e all’estero. «Ama l’isola e l’esplora con l’occhio penetrante dell’artista, paradigmaticamente proponendola per esprimere un inquietante rapporto con la natura e gli uomini. Sfrutta tutte le risorse del mezzo espressivo e consegue risultati di eccezionale valore; sensibile alle suggestioni dei grandi movimenti pittorici del ‘900 esplora con tutta la sua forza creativa le possibilità che gli si offrono e ricerca le soluzioni più adatte a rendere in termini adeguati la complessità del suo mondo interiore». Frequentava il Bar Internazionale di Maria, punto d’incontro dei più prestigiosi operatori d’arte e di cultura presenti sull’isola, sia italiani che stranieri. «Eduardo – ha scritto P. P. Zivelli – ha vissuto tra noi, tra i contadini, i pescatori, gli artigiani, assimilando la nostra cultura, interpretandola e valorizzandola con la sua arte». Nel 1948 il comune di Forio gli conferì la cittadinanza onoraria. Sulla facciata della chiesa di S. Maria di Loreto si ammira un suo mosaico donato al paese. Forio e l’isola lo ricordano spesso con mostre delle sue opere.

    Barile, Carmine (Ischia 1899?–1989). Uno dei primi giornalisti isolani iscritto all’Ordine, dal 1927 corrispondente del Roma, de Il Mezzogiorno d’Italia ed autore di alcune pubblicazioni. Fu ispettore delle Associazioni Generali Venezia, presidente dell’Annona, Collocamento e Maternità, consigliere del comune d’Ischia. <<<

    Barile, Valentino (Ischia 1866-1928). Padre francescano, diede nuova vita al Convento dei Frati Minori (v.) di S. Antonio in Ischia, dopo anni di abbandono. Egli chiese ed ottenne dal Comune i locali che, ristrutturati, riaccolsero i figli di S. Francesco il 20 marzo 1920. Si legge in un opuscolo: «Il 24 agosto 1917 in prima approvazione e il 1° settembre in seconda il consiglio comunale, presieduto dal sindaco Alfonso Perrazzo, all’unanimità accolse la domanda del P. Valentino. Il fitto aveva la durata di ventinove anni con la scadenza al settembre 1946. E i figli di S. Francesco rientrarono in possesso dell’antica casa il 20 marzo 1920. Accompagnarono il primo drappello il P. Giovangiuseppe Scialdone e il P. Valentino. Il popolo con a capo il Vescovo mons. Pasquale Ragosta andò incontro allo sbarco». <<<

    Barnard, Christian (1922-2001). Chirurgo sudafricano che fu il primo, nel 1967, ad eseguire un trapianto cardiaco sull’uomo. A Lacco Ameno conobbe quella che sarebbe diventata sua moglie, Barbara, ed era solito ritornarvi a trascorrere periodi di riposo e di ferie. <<<

    Basile, Gennaro (Napoli 1929-Ischia 1996). Trasferitosi ad Ischia, avviò un rapporto intenso e fecondo con il mare: operatore nel settore balneare, esperto modellatore di barche che spiccano per l’attenzione dei particolari e la cura costruttiva. Nei suoi modelli viene rappresentata la storia della marineria ischitana. Tra i fondatori del Museo del Mare d’Ischia, in cui si trova esposta gran parte dei suoi lavori, mentre la restante collezione appartiene al Museo del Mare di Trieste. <<<

    Basile, Nino. Scultore ischitano, scomparso nel 2005, che «... lavora la pietra, nella pietra un cammino, un mosaico le cui tessere sono voci di un’intimità colloquiale; preghiere che parlano il verbo laico dei valori più autentici. Sculture segnate ancora da un’epigrafia intimista che si dipana sui ritmi di un linguaggio semplice, immediato ed essenziale e, proprio per questo, diretto. Le sculture di bambini sono spesso situazioni paradigmatiche a denunciare le brutture di un mondo che non è decisamente dalla loro parte. Basile è un osservatore attento che si è attrezzato a capire il mondo circostante, sforzandosi di coglierne quegli aspetti di più forte impatto emotivo e che trovano risonanza ed eco nel suo più immediato background esistenziale» (Pietro Paolo Zivelli). <<<

    Basiliani. Monaci che avevano una badia sulla collinetta di San Pietro nella Villa dei Bagni, dedicata allo stesso apostolo. Secondo Onofrio Buonocore essa fu abbandonata dopo l’eruzione dell’Arso, nei primi anni del Trecento. Nel Ragguaglio (v.) si legge invece che la totale soppressione del piccolo convento di S. Pietro a Pantanello si ebbe sotto Fabio Polverino, vescovo d’Ischia (1565-1590) e «delle rendite dello stesso se ne formò un beneficio, e se ne costruì nell’antica città del Castello un bello e dispendioso tempiuccio (la bella chiesetta ottagonale di San Pietro). Il vescovo seppe profittarsi di quelli territori, tra gli altri, nominati le Campitelle nella detta villa che in appresso li di lui eredi alienarono a buon prezzo a beneficio di D. Francesco Buonocore protomedico». <<<

    Bàsolo. Blocco di pietra di un certo spessore e di una certa grandezza, in genere tratto dalle cave di Cavallaro, con cui si faceva la pavimentazione delle strade isolane, prima che si diffondesse l’uso dell’asfalto; a volte si usavano anche in forma più piccola, sul tipo dei sampietrini. Se il tempo, gli agenti atmosferici, l’usura rendevano i bàsoli lisci e scivolosi, bisognava procedere al rinnovo della zigrinatura, lavoro fatto da autentici maestri dello scalpello. Per molto tempo si è attuata una continua trasformazione a favore dell’asfalto, ma poi ci si è resi conto di aver distrutto una specifica tradizione locale. <<<

    Bastia. Bosco situato al di sotto della chiesa di S. Nicola dell’Epomeo, dalla parte di NO. Vi si notano avanzi di un bastione così denominato, costruito nel 1300 circa per servire come ricovero quando avvenivano gli assalti dei Mori, ed esistito sino al 1470. In questo luogo si radunò la spedizione mossa da Napoli e comandata dall’ammiraglio Giovanni Poo per sorprendere i soldati di Giovanni Toriglia (1464). Pontano (De bello neapolitano, VI): «Peregrina barbaraque appellatione nomen est Bastida», luogo chiamato la Bastia in vocabolo barbaro. <<<

    Battistessa, Pasquale. Gentiluomo napoletano, vittima dei moti rivoluzionari del 1799, quando anche nell’isola d’Ischia si diffusero le nuove idee e fu innalzato in alcune piazze l’Albero della Libertà; fu impiccato a Ischia, nella contrada della Mandra. Il cadavere fu poi portato nella chiesa di San Pietro (il Dumas nel racconto dell’evento dice “chiesa dello Spirito Santo”). Pare che egli, già creduto morto, si sia poi ripreso e si sia trascinato presso i gradini dell’altare nella speranza di essere graziato. Ma il giudice Speziale ordinò che fosse finito a coltellate sui gradini di accesso alla chiesa. Un secolo dopo l’on. Matteo Renato Imbriani chiese che gli fosse intestata una strada (come infatti avvenne) e dettò la seguente epigrafe: «Sui gradini dell’altare maggiore / di questo tempio / Pasquale Battistessa / cittadino probo esemplare / strappato al nodo del carnefice / veniva / per ordine di giudice infame / scannato nel 1799 / Ischia / restituita al gran consesso nazionale / dalla sovranità popolare / pone questo ricordo / a pietà e decoro della vittima incolpevole / ad affermazione morale / che Giustizia e Nemesi / infallantemente / si susseguono nella storia / questa ultrice delle violazioni dell’altra / nella prospiciente Gaeta / 62 anni dopo / l’ultimo dei Borboni di Napoli / espiava / le brutture della sua dinastia». <<<

    Beguinot, Corrado. Ingegnere napoletano che nel 1957 fu incaricato dall’EVI, su delega del Ministero LL. PP., della redazione del Piano Regolatore Intercomunale dei sei comuni dell’Isola. Non utilizzato e decaduto nella sua prima versione, il Piano fu completato nella sua stesura tecnica nel 1969 e rielaborato nel 1971 nella sua versione definitiva (DM 1.3.1971). Vi erano previste, tra l’altro, le seguenti opere: due nuove strutture portuali, sei approdi costieri, tre funivie per raggiungere la vetta dell’Epomeo, nuove strade con un percorso anulare, alternativo alla statale 270. <<<

    Belli, Andrea (Forio 1909-Napoli 1963). Ufficiale diplomato all’Accademia Militare di Modena, percorse una brillante carriera nell’Arma dei Carabinieri. Fu, in Campania, Comandante della Tenenza di Gaeta e della Compagnia di Castellammare di Stabia negli anni difficili dell’immediato dopoguerra, Aiutante Maggiore in prima della Legione di Napoli. Alla carriera militare unì l’attività letteraria ed artistica, fatta di romanzi, novelle e poesie. A cavallo degli anni ‘50-’60 organizzò a Forio nei locali del Municipio la prima mostra internazionale di pittura e scultura.    <<<

    Belliazzi (Terme). Antico stabilimento termale in Casamicciola sulla storica fonte del Gurgitello, ricostruito dopo il terremoto del 1883. Una lapide sormontata dallo stemma del principe d’Avalos (1698) ne indica le virtù terapeutiche; un’altra ricorda la guarigione ottenuta nel 1717 nelle sue acque dal card. Michelangelo Conti, poi pontefice Innocenzo XIII.

    Beloch, Karl Julius (1854-1929). Storico tedesco, cittadino italiano dal 1923. Scrisse il libro Campanien Geschichte und Topographie des antiken Neapel und seiner Umgebung (1890), in cui affermò: «Qui, presso il villaggio di Lacco, il Monte di Vico si protende nel mare come una penisola.Tutta la superficie della collina è cosparsa di frammenti di tegole e di cocci di vasi, e dovunque si gratta il terreno col bastone da passeggio ne vengono alla luce interi strati», arrivando alla conclusione che ci fosse sufficiente documentazione per ritenere Pithekoussai ubicata sul Monte di Vico, come aveva già prospettato Francesco De Siano (1801). <<<

    Benedettini. Monaci che furono presenti nell’isola con tre monasteri: a Lacco Ameno nella plaga detta Cementara, come si legge in un documento del 1036 riportato dal Capasso, a Testaccio e a S. Angelo. «... monasterium S. Mariae in monte qui dicebatur cementara; monasterium S. Constantii vel S. Constantini iuris monasterii S. Salvatoris; et monasterium S. Angeli alloquio». <<<

    Beneficio di San Nicola. Patrimonio di beni costituito per assicurare vita e benessere agli eremiti dell’Epomeo, oltre che per incrementare il culto al Santo di Bari. L’atto di fondazione è del 2 ottobre 1763 con istrumento del Notar Pietro Matarese. Nelle elencazioni dei beni si possono leggere i nomi di alcune località: terreni nel casale di Serrara detti Lo Piano e Terone (vigneti); Cognolillo (castagneto); La Cavura, Le Pezze Migliori, Pietra dell’acqua (salceti); Lo Trono (vigneto). <<<

    Bergsøe, Vilhelm. Scrittore danese, soggiornò a Casamicciola nell’albergo Piccola Sentinella dal 3 maggio al 24 agosto 1867. Qui lo raggiunse Henrik Ibsen (v.) ed insieme presero a percorrere l’isola in lunghe passeggiate. Un “ciucciaro” di nome Francesco Mattera divenne la sua guida inseparabile, gli fece conoscere varie località e gli raccontò tante leggende popolari. Queste storie diedero al Bergsøe lo spunto per due novelle, pubblicate nel 1874 nelle raccolte Novelle Italiane e Storie di Spiriti. Nella  Pietra Cantante si riferisce allo spuntone di lava che si trova sotto le falde del monte Rotaro. <<<

    Berkeley, George. Filosofo irlandese (1685-1753), dimorò a Testaccio nel 1717 e di questo soggiorno si conserva traccia nel voluminoso epistolario dei suoi viaggi sul continente. In esso Berkeley parla degli usi e costumi del casale e dell’isola tutta, fornendoci molte notizie sulla vita e sulle situazioni dell’epoca. A lui si deve l’impressione che Ischia deve considerarsi l’epitome del mondo. Uno studio su questo personaggio è stato fatto dal prof. Giorgio Vuoso di Barano. <<<

    Bettina di Zurigo. Fotografa di origine bulgara, nata a Monaco di Baviera (1911), ma vissuta per lo più a Zurigo, giunse per la prima volta a Forio d’Ischia nel 1935 e dell’isola prese a fotografare ogni angolo, ogni aspetto caratteristico («Ho nel mio archivio oltre mille fotografie dell’isola, gran parte delle quali fatte negli anni ’30 e ‘40», dirà in una intervista). Nel 1966 presentò per l’editore Claven di Zurigo una prima antologia fotografica dal titolo Isola verde, oggi introvabile; un’altra venne pubblicata nel 1991 dal titolo Ischia, Bilder aus vergangener Zeit. <<<

    Biancolella. Vitigno pregiato, coltivato  in tutti i Comuni dell’isola. La sua diffusione è limitata solo dal fatto di non essere produttivo come il Forastera. Per il Foex sarebbe originario della Corsica. Sinonimi: Ianculillo, Ianculella (S. D’Ambra). <<<

    Biblioteche. Il concetto e il discorso in merito a questo centro di cultura non sono stati sempre tenuti in grande considerazione, per cui, al di là di qualche caso, veramente raro, di interesse specifico e di continuità operativa, si sono avute esperienze che hanno avuto vita breve e atteggiamenti di scarsa attenzione, che si verificano anche nella cura degli archivi comunali. La più nota, antica ed oggi in via di rivalutazione, è la b. Antoniana: istituzione, voluta e fortemente sostenuta da Mons. Onofrio Buonocore, poi costituitasi in ente morale, e oggi diventata biblioteca comunale, come prevedeva lo statuto; e gli opportuni lavori di restauro hanno avviato ultimamente il sicuro rilancio di questo importante Centro di Cultura. Essa si trova in località Mandra ad Ischia Ponte, presso la Chiesa di S. Antonio dei Frati Minori, donde la denominazione “Antoniana”, che è stata giustamente conservata nella nuova configurazione. B. Mennella: si suole così indicare la copiosa raccolta di libri, per lo più concernenti l’isola d’Ischia, che il dott. Giuseppe Mennella di Casamicciola riuscì a mettere assieme con il suo grande amore per l’isola e con un continuo e paziente lavoro di ricerca. Nel 1949, alla morte del Mennella, il Comune non volle o non poté per ragioni economiche esercitare il diritto di prelazione per farne un prezioso patrimonio pubblico, lasciandone l’acquisto a privati. Alla luce della sorte nefasta toccata spesso agli archivi comunali, si potrebbe anche dire che decisamente bene andarono le cose per la biblioteca, anche se ne risulta impossibile la comune consultazione. B. della Chiesa Madre di S. Vito in Forio: comprende opere per lo più ecclesiastiche. B. comunale di Lacco Ameno: organizzata nel 1977 e sistemata in alcune stanze del Municipio, era arrivata in pochi anni a dotarsi di un’ampia collezione di opere e di riviste periodiche a diffusione nazionale e locale. Costituiva per gli studenti un centro di ricerche e per tutti un punto di riferimento di letture e prestiti. La gestione era curata da un comitato presieduto da un delegato del sindaco, l’assesssore Giuseppe Silvestri. Dopo alcuni anni, le stanze furono occupate per altri uffici e la biblioteca fu smantellata e nel tempo tutti i volumi sono andati perduti. B. comunale di Forio: aperta nel 1982, con sede in un locale all’inizio della via mons. Schioppa, fu chiusa mentre era in progressivo sviluppo dopo alcuni anni di funzionamento. B. dell’Istituto Tecnico Commerciale di Casamicciola Terme: fra quelle scolastiche la più organizzata e ricca di volumi. <<<

    Bixio, Gerolamo detto Nino (1821-1873). Patriota, fece parte della Legione di Garibaldi, partecipando alla spedizione dei Mille. A Barano è a lui intitolata una strada.

    Bobadilla, Nicolò. Gesuita mandato nel 1538 da Roma a Ischia per conciliare donna Giovanna d’Aragona, duchessa di Tagliacozzo, con suo marito, Ascanio Colonna. Il suo zelo però non riuscì a raggiungere il risultato sperato: né ragionamenti, né suppliche valsero a piegare la volontà di Giovanna, adirata soprattutto per le pratiche di magia del marito. <<<

    Bocca della Serra. Località dell’Epomeo contro cui il 9 marzo 1947 urtò un aereo inglese a causa della nebbia: venti i morti tra funzionari civili e militari, donne e bambini. L’anno successivo il parroco di Serrara, don Livio Baldino, celebrò un solenne rito funebre di suffragio nella zona della disgrazia e vi fu piantata a ricordo una grande croce metallica; questa celebrazione fu portata a conoscenza dei cattolici inglesi, e al parroco pervenne il vivo ringraziamento da parte del cardinale Griffin di Londra. <<<

    Boccaccio, Giovanni (Firenze?1313-Certaldo 1375). Scrittore, autore del Decameron al quale è intitolata una piazza nel comune d’Ischia, in vicinanza degli Scogli di S. Anna, dove il Boccaccio ambientò una delle sue cento novelle che racconta le vicende d’amore di Restituta di Bulgaro e di Giovanni da Procida. Ben illustrando i luoghi, si deve pensare che egli fosse solito frequentare l’isola, nei periodi in cui dimorava a Napoli. <<<

    Böcklin, Arnold (Basilea 1827 - Fiesole 1901). Pittore svizzero tardoromantico, che nel 1862 venne a Napoli, visitò Pompei ed Ischia, ricevendone impressioni così forti che influenzarono successivamente i suoi quadri. Le bellezze del Golfo di Napoli gli diedero modo di creare capolavori come I Campi Elisi, Il Bosco sacro, L’Isola dei morti (Toteninsel), quest’ultimo ispirato forse dalla vista del Castello d’Ischia. «Nessuno degli storici dell’arte si è preoccupato di sapere perché Böcklin avesse avuto questa idea strana di rappresentare sul quadro una barca che porta una bara sulla scogliera ripida. Non tutti sapevano, come ancora oggi, che esisteva un cimitero che s’inerpicava in alto dalla riva rocciosa in terrazze proprio di fronte al Castello, che fu costruito nel 1836 in occasione di un’epidemia di colera e dove si trasportavano i morti per via mare. Non sussiste alcun dubbio che Böcklin ha conosciuto questo cimitero, di cui oggi non esiste nemmeno una croce, durante le sue passeggiate e che la sua fantasia lo ha piantato fra le ripide rocce del Castello» (in Ospite a Ischia di P. Buchner).  <<<
       
    Bodinier, Guillaume (Angers 1795-1872). Pittore romantico, nel 1822 si trasferì in Italia, dove visse sino al 1847 e visitò spesso Napoli e le isole del Golfo. I suoi dipinti, ispirati ai paesaggi napoletani, ebbero grande successo. Tra le sue opere: Il Lago d’Ischia, firmato “Ischia 11 agosto 1824”; Conversazione su un terrazzo d’Ischia (1830). <<<

    Bologna, Domenico. Pittore di origine foriana, nato a Filadelfia, esordì a Napoli all’età di 17 anni con una personale per gli italiani nel mondo. «L’acquerello di Domenico Bologna – si legge in una recensione – è una carezza di colori e di forme. Leggeri e morbidi, della natura religiosamente ritrovata nel fascino antico e nell’incanto di sempre. Paesaggi, figure, cieli, acque, veri e vivi si ricompongono con delicatezza nelle luci e nelle ombre dei lavori, quasi a rivelare che qualcosa resiste all’aggressivo fatalismo dell’uomo consumistico e che è commovente rivedere nell’immediatezza della sincerità». <<<

    Boncazzone (o fetiente). Nome volgare dell’ailanto (Ailantus Glandulosa Desf.), pianta originaria della Cina e delle Isole Molucche, introdotta in Europa per la prima volta nel 1751 a Londra (Giardino botanico) e nel 1760 a Padova. Diffusasi un po’ dovunque in Italia ed anche ad Ischia. Presenta foglie lunghe e pennate, belle ma di sgradevole odore, e può raggiungere 10/20 metri. <<<

    Bonnefond, Jean Claude (Lyon 1796-1860). Nel 1828, dimorando a Roma, ebbe modo di visitare varie volte il Golfo di Napoli. Un dipinto concernente Ischia porta il titolo di Maga che legge le carte a una giovane dell’isola d’Ischia, datato 1830. <<<

    Borbone. Famiglia francese, il cui nome deriva dal castello e dalla signoria di Bourbon-l’Archimbault e dal borbonese. Regnarono in Francia, in Spagna, a Napoli e nel Ducato di Parma. Il ramo di Napoli discende da quello di Spagna e ha inizio nel 1734 con Carlo VII, chiamato poi sul trono di Spagna nel 1759 (come Carlo III). Si susseguirono sul trono di Napoli: Ferdinando – IV come re di Napoli, III come re di Sicilia, I come re delle Due Sicilie – (1759-1825); Francesco I (1825-1830); Ferdinando II (1830-1859); Francesco II (1859-1860). L’isola d’Ischia ebbe molta parte nella storia e nella vita dei vari regnanti, come luogo di svago e di piacevole soggiorno (si parlava di “delizie ischitane”), ma anche con eventi tristi e repressivi durante la rivoluzione napoletana del 1799. Nell’isola d’Ischia i Borbone realizzarono varie opere, fra cui la trasformazione in porto del lago di fronte al Casino Reale e la costruzione di strade. <<<

    Borbonica (via). Strada interna, a mezza costa, che collega i comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio, attraversando per lo più zone agricole e vigneti; lungo il suo percorso, di tanto in tanto, si possono ammirare meravigliosi scorci panoramici, sia sul mare e le coste del continente, sia sui versanti ricchi di vegetazione dell’Epomeo.  Essa fu costruita dai Borboni, donde il nome. <<<

    Bosco della Maddalena. Situato nel Comune di Casamicciola, il complesso boschivo sorge su terreni vulcanici. Il clima mite e dolce vi favorisce un tipo di vegetazione sempre verde e vi si distinguono due distinti biotipi forestali: il bosco di leccio e la pineta di pino domestico. Il sottobosco del lecceto ha conservato intatte le tipiche essenze della macchia mediterranea: corbezzolo, lentisco, mirto, edera, ginestra, caprifoglio, smilace. La fauna più interessante è rappresentata dall’avifauna di passo e da quella stanziale, presente su tutto il territorio isolano. <<<

    Boselli, Umberto. Cantante chitarrista, scomparso nel 1973 a soli 32 anni, considerato  “voce di Ischia nel mondo”, pur non essendo qui nato, avendo spesso cantato l’isola nelle sue canzoni ed affermando in una di queste che L’ammore è nato a Ischia. Nelle sue incisioni discografiche: Ischia sì tu!, Notte ischitana. <<<

    Bradisismo. Lento movimento discendente (detto positivo) o ascendente (detto negativo) del suolo in aree vulcaniche. L’isola si abbassa in media ogni anno di circa 3mm, un valore che produce effetti visibili nel corso di secoli e millenni. Testimonianza se ne ha leggendo autori del ‘500 che parlano di sorgenti termali che scaturivano sulle spiagge, mentre oggi sono immerse nel mare e scomparse. <<<

    Breislak, Scipione (1748-1826). Geologo russo che, abbandonata la sua patria per motivi politici, visse tra la Francia e l’Italia. Fu professore di Mineralogia del Corpo Reale e di Artiglieria a Napoli. Venne a Ischia e prese dimora presso la Villa del Duca d’Atri a Lacco Ameno; andava in giro raccogliendo pietre per i suoi studi, tanto che era spesso chiamato rumpapètre. Autore di un’opera in due volumi sulla topografia fisica della Campania (1798). Estese inoltre i suoi studi anche alle acque termali. <<<

    Breme, Frederika. Scrittrice svedese che pubblicò molti romanzi, novelle e racconti legati in gran parte ai suoi viaggi. In uno, Due anni in Svizzera e in Italia, parla del suo soggiorno a Ischia nel 1858. <<<

    Brun, Friederike (1765-1835). Visse per lo più in Danimarca, dove il padre sacerdote officiava nella chiesa di S. Pietro a Copenaghen. A 14 anni sposò il banchiere Brun. Negli anni 1791-1810 viaggiò molto, soprattutto in Italia, e ne riportò tutti i momenti e ricordi nei suoi libri. Fu ad Ischia nel 1796, alloggiando in una casa alla Sentinella di Casamicciola e facendo frequenti escursioni. Era attratta dal paesaggio, dall’abbondante vegetazione che si poteva ammirare, dalla quantità e qualità della frutta. <<<

    Buceto (o Abuceto). Importante bacino di sorgenti di acqua potabile nel Comune di Barano, che nel passato alimentava l’Acquedotto Militare e quello Municipale di Ischia, fornendo l’acqua a circa diecimila abitanti. Questa importante risorsa idrica è citata da tutti gli autori che hanno trattato delle fonti termali e minerali dell’isola. Il nome è riportato etimologicamente sia a “docceto” per l’acqua che vi “doccia”, sia a “pascolo di bovi”. <<<

    Buchner, Emiliana. Veneta di nascita, ischitana di elezione, fu pittrice e tra i suoi quadri compare spesso il porto d’Ischia. <<<

    Buchner, Giorgio (Monaco di Baviera 1914-Ischia 2005). Trasferitosi con la famiglia ad Ischia, si laurea in lettere classiche con una tesi sulla preistoria e l’archeologia di Ischia. Si dedica quindi alle ricerche archeologiche soprattutto nella valle di San Montano, a Lacco Ameno, e a Monte Vico, riportando alla luce numerose testimonianze che lo qualificano come il vero e proprio “scopritore” di Pitecusa. Scoperta che ha portato un’autentica rivoluzione nelle conoscenze riguardanti la Magna Grecia e di conseguenza anche la Grecia arcaica da una parte e l’Italia antica dall’altra.  Il suo nome è soprattutto legato alla Coppa di Nestore (v.) da lui portata alla luce e ricomposta pezzo su pezzo.Tutti i reperti si trovano esposti nel Museo Archeologico Pithecusae di Lacco Ameno, per la cui realizzazione si è sempre impegnato. Autore di numerose e specifiche pubblicazioni, tra cui, in collaborazione con David Ridgway, Pithekoussai I dell’Accademia dei Lincei. Il Comune di Lacco Ameno gli ha conferito la cittadinanza onoraria. <<<

    Buchner, Paolo (Norimberga 1886-Ischia 1978). Laureato in Zoologia, venne a Napoli per studi presso la Stazione Zoologica. Conosciuta Ischia, se ne innamorò a tal punto che vi si stabilì definitivamente. Professore in varie università, tra cui Breslavia e Lipsia, attraverso le sue ricerche e i suoi studi produsse interessanti scoperte nel campo della zoologia.  Fu una delle massime autorità nel campo della Endosimbiosi. Di Ischia prese a studiare i vari aspetti della sua origine e della sua storia. Significativi i lavori sulla cronologia delle eruzioni vulcaniche e sul termalismo. Raccolse le memorie, le lettere e i diari dei viaggiatori del passato giunti sull’isola e ne pubblicò un compendio nel libro Gast auf Ischia (edizioni 1968 e 1971) e di recente (2002) apparso anche in versione italiana (curata da Nicola Luongo - Ed. Imagaenaria) col titolo Ospite a Ischia. <<<

    Buono, Franco (Barano 1925-Ischia 1943). Giovane studente (frequentava la Scuola Militare della Nunziatella di Napoli), ucciso il 17 ottobre 1943 sulla Pagoda d’Ischia dai proiettili scagliati da una postazione di artiglieria tedesca (Capo Miseno) contro la marineria inglese operante nel golfo. Il Buono vi si trovava in compagnia di Gino Lucetti (egualmente perito), l’attentatore di Mussolini, già detenuto nel carcere di S. Stefano e liberato dagli inglesi insieme con i prigionieri politici. Sul posto è al Buono dedicato un tratto di strada. <<<

    Buono, Mario (Vitulano-BN 1904-Ischia 1987). Venne a Ischia per vacanze e poi vi si stabilì definitivamente; laureato in giurisprudenza, aprì il suo studio a Barano, dove abitava nella località di Chiummano. Ha sempre partecipato alla vita culturale isolana, fondando con Mons. Onofrio Buonocore ed altri studiosi il Centro Studi e dando notevole impulso alla Biblioteca Antoniana, sede d’incontro per dotte conversazioni e conferenze che ebbero spesso lui come relatore e protagonista, soprattutto negli annuali convegni (13 giugno) degli intellettuali isolani. Nel 1964 partecipò anche alla vita politica di Barano. <<<

    Buono, Pino. Nativo di Ischia, ha sempre unito alla sua normale attività professionale la passione per il giornalismo: corrispondente del Roma, fondò inoltre (1960) e diresse il Corriere dell’isola d’Ischia. Nel 1977 diede vita alla prima emittenza televisiva isolana. <<<

    Buonocore, Aniello. Canonico nativo di Lacco Ameno, era un abile verseggiatore.

  Buonocore, Biagio (Ischia 1886-1958). Fu ispettore di scuole italiane all’estero (Costantinopoli, Salonicco, Nizza, Sofia, Casablanca), prima di ritornare a Ischia per dirigere le scuole primarie, nel cui incarico molto si adoperò per lo sviluppo della scuola isclana, ottenendo notevoli risultati positivi. Concluse la carriera come Ispettore scolastico a Napoli. Un suo scritto è intitolato Alpinismo isclano: il Monte Epomeo, pubblicato nel 1906. <<<

    Buonocore, Francesco (Ischia 1689-Napoli 1768). Studiò medicina all’Università di Napoli, dove seguì gli insegnamenti del compaesano Giovanni Battista Guarnieri (v.) e di Nicolò Cirillo che poi lo raccomandò alla Corte di Filippo V a Madrid. Divenne così medico di Camera del re Carlo III e Regio Generale Protomedico del Regno di Napoli (1734). Doffuse erano la reputazione e la stima che godeva in tutti gli ambienti e se ne hanno attestati in varie pubblicazioni d’epoca. Pur disponendo a Napoli di un appartamento nel Palazzo reale  e di un’altra dimora in Piazza S. Maria la Nuova, si fece costruire una residenza estiva ad Ischia nelle vicinanze del lago nella quale soggiornarono molti illustri personaggi e si praticavano anche le cure termali; era solito arricchirla in ogni angolo di iscrizioni latine. Morì l’11 gennaio 1768 a Napoli e fu seppellito nella chiesa di S. Luigi che nel 1816 venne sostituita dalla nuova chiesa di S. Francesco di Paola, di fronte al Palazzo Reale. Buonocore non ha lasciato alcuna pubblicazione sua né di medicina, né di scienze; non occupò mai una cattedra universitaria. Neppure le acque termali e le stufe dell’isola fecero parte dei suoi studi. Nutriva peraltro inclinazione per l’ambiente dei letterati, degli storici e dei filosofi; il suo cuore batteva per le belle arti. Costruzioni in grande stile, arredamenti di lusso erano la sua gioia, come si rileva anche dal suo palazzo presso il lago d’Ischia. La sua figura è stata ampiamente illustrata da Paolo Buchner. <<<

    Buonocore, Onofrio (Ischia 1870 -1960). Venne alla luce nella Villa dei Bagni, quindicenne entrò in Seminario, dove curò la sua preparazione con lo studio costante e appassionato. Fu ordinato sacerdote nel 1897 e prese ad insegnare latino e greco, non abbandonando mai la sua aspirazione di conseguire la laurea nelle sue discipline preferite, in un’epoca in cui le autorità ecclesiastiche non erano tanto propense a consentire ai sacerdoti la frequenza delle università. Si adoperò costantemente per l’incremento delle scuole pubbliche sull’isola, oltre che per la cultura in genere. Nel 1915 fu sua l’iniziativa di aprire una scuola media e nacque così la “Vittoria Colonna” (ospitata nel convento di S. Antonio), cui affluirono alunni da tutta l’isola. Nel 1939 fu aperto l’ “Istituto Magistrale Ferrante d’Avalos” operante sino al 1949, quando fu creato il ginnasio-liceo statale. Istituì la Biblioteca Antoniana, allo scopo di raccogliere non solo opere e documenti riguardanti l’isola, ma anche enciclopedie e volumi che potessero essere utili agli studenti, ai giovani e alla gente appassionata della lettura. La biblioteca doveva diventare centro di irradiazione agli intelletti sani. Nel 1944 con altri amici fondò il Centro Studi su l’isola d’Ischia, di cui tenne la presidenza sino al 1958. Fu autore di varie pubblicazioni sull’isola d’Ischia, oltre che direttore di periodici di successo (La Cultura, con tematiche soprattutto storiche, e La Vedetta del Golfo): La storia di uno scoglio (1956), Il più bel fiore d’Enaria (1905), Nuptialia Isclana (1907), La Diocesi d’Ischia (1948), Festose celebrazioni secolari isclane (1955) e varie altre. Noto il suo incitamento alle giovani generazioni a conoscere la propria terra, per poterla amare. <<<

    Buonopane. Villaggio nel comune di Barano tra le cave di Pagliarito e Candiano, fra 250/300 metri di altitudine. Era anticamente composto di vari piccoli agglomerati: Candiano, Fèlice, Vado Michele. Noto anche per la continuità assicurata all’antica danza detta ‘Ndrezzata (v.). In documenti antichi si trova citato coi nomi di Moropano e Murpano. <<<

    Bursche, Ernst. Pittore tedesco (1907). Visse per molti anni sull’isola d’Ischia, dove giunse per la prima volta nel 1958 e si fermò a Ischia: la sua casa fu un punto di riferimento per artisti e intellettuali. Nel 1963 si trasferì a Sant’Angelo e l’anno successivo a Forio in una casa di via Chiena. «Dell’isola lo attirarono i paesaggi marini, il monte Epomeo, i fiori, le vigne con i ricchi grappoli d’uva: temi ricorrenti che parlano un linguaggio espressionista, anche se non sempre nella formulazione canonica del termine: un espressionismo, quello di Bursche, legato all’area mitteleuropea, quantunque filtrato attraverso una luce, quindi una sensibilità di colori tipici del paesaggio mediterraneo ed ischitano in particolare» (Pietro Paolo Zivelli). <<<

     Buttavento (o Guttaviello). Collina che si può definire “il piccolo Epomeo”. Ultima propaggine del crinale principale dell’isola, all’estremità della Costa Sparaina, domina tutta la metà dell’isola rivolta a Mezzogiorno.

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